A tutti i miei maestri, buoni o cattivi che siano stati. A chi mi ha mostrato la via con la luce, e a chi, inciampando, mi ha insegnato a guardare il buio. A chi mi ha nutrito con il dubbio, e a chi, senza saperlo, mi ha costretto a scegliere chi non volevo diventare. A chi ha saputo amare il mio cammino senza volerlo possedere, e a chi, nel tentativo di controllarlo, mi ha regalato la libertà di dire “no”. A loro devo le mie domande più difficili, e le poche risposte che ancora ritengo vere.