Doppiozero
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doppiozero è una rivista culturale, con edizioni in italiano e in inglese, e una casa editrice, in rete dal 14 febbraio 2011.
Collaborano a doppiozero oltre 900 scrittori, critici, giornalisti, ricercatori, studiosi di diverse discipline, in un ecosistema che riunisce intellettuali di fama, giovani autori e studiosi affermati. Source
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Search ArticlesPaolo Simonetti | Doppiozero
Doppiozero
America al voto. Melville, la fiducia, il gaslighting
Quando nel 1857 uscì The Confidence-Man: His Masquerade – l’ultimo romanzo pubblicato in vita da Herman Melville – l’espressione “confidence man”era entrata solo da poco nell’inglese americano con il significato di truffatore.
Bespaloff: la forza di Ettore e di Achille
Non solo Odissea, anzi è l’Iliade che è più che mai attuale. Poema di guerra, il primo dell’Occidente, ritorna attuale in ogni tempo di guerra, come testimoniano i saggi durante la Seconda Guerra Mondiale, quando sul poema omerico si confrontarono, non sapendo l’una dell’altra, Simone Weil (1909-1943) e Rachel Bespaloff (1895-1949). Due intellettuali di origine ebraiche, le due ‘omeridi’. Scrissero in francese, durante l’esilio americano.
Un tempio Sikh a Novellara
Nel mio scritto su “Doppiozero” intorno alla recente indagine sul paese della bassa mantovana, che fu oggetto del celebre libro di Gianni Bosio Il trattore ad Acquanegra, mi ero concentrata per l’appunto sulla figura del trattore. Oltre a dare il titolo al libro di Bosio, il trattore è divenuto, nel corso del tempo, il simbolo della lotta di stampo globale (dall’Europa all’India dei Sikh) delle più recenti proteste contadine.
Arte: 50 grammi al dì, ore pasti
Spostarsi, rifugiarsi, reagire per affrontare l’imponderabilità del presente, per arginare la distruttività che ci sovrasta, per progettare il futuro. Scrittori e musicisti, scultori e pittori, architetti e attori sempre più spesso concludono interventi e interviste con la speranza che l’atto creativo riesca a invertire la rotta di un mondo disorientato.
Marco D’Agostin: danzare contro la realtà
Sono ormai molti anni – forse perfino qualche millennio – che in quel pezzo di mondo teatrale nel quale si difende l’idea di un fare artistico che incida in qualche modo sulla realtà attorno, si discute su come questa realtà possa effettivamente essere toccata, messa in crisi, ribaltata. Su cosa significhi impegno, quando si parla d’arte.
Foucault: a che punto siamo con la verità?
Malgrado tutti i nostri sforzi, siamo ancora affezionati alla vecchia immagine di verità. Da un lato ci sarebbe un sapere capace di rimanere, in fondo, esterno a tutti i processi sociali: il suo contenuto è il vero, una verità in sé e per sé, senza iscrizione storica nel reale. Dall’altra c’è il soggetto puro, già bello e fatto, universale e astratto, candido, immacolato, … oseremmo dire: bianco.
Il pop di Tommaso Labranca
“Di solito gli osservatori credono di raggiungere precisione e imparzialità ponendosi in orbita geostatica sull’oggetto del loro studio, avvertendo nel frattempo della loro totale non-appartenenza all’ambiente che analizzano. Io invece non mi trovo sopra, ma dentro al trash. Lo osservo e lo difendo attivamente dagli attacchi dei suoi molti nemici”.
La guerra non è un videogame
Cercare di tracciare un confine tra reale e virtuale, analogico e digitale ha smesso di avere senso diverso tempo fa, nella misura in cui una porosità si è fatta prima intreccio e poi impasto. In Giocare alla guerra.
Di tutti e di nessuno. The Echo Chamber
I festival del cinema hanno un funzionamento simile alle camere dell’eco: non quelle fisiche, che servono a generare il riverbero dei suoni, ma quelle metaforiche, in cui idee e informazioni vengono insistentemente ripetute all’interno di un sistema definito. Passando da un film all’altro per più di una settimana, dentro una bolla solo parzialmente collegata al mondo esterno, tornano continuamente pensieri, trame, nomi, con collegamenti che sembrerebbero impossibili in qualunque altro contesto.