La moda, il sabato mattina
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| Scope | National |
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| Language | English |
| Country | United States of America |
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Oscillare tra la tentazione di buttare il telefono in borsa e dimenticarselo lì, e quella di approfittare della calma per leggere, informarsi, nutrirsi. Io passo tutto il periodo di stacco vagando da un estremo all’altro, senza mai decidermi: vale di più cogliere l’attimo e imparare qualcosa di nuovo, o il gesto ribelle di scegliere consapevolmente di non sfruttarlo, quel momento? Nuovo da queste parti? Iscriviti.
Tutto quello che ti chiederà la moda, se vorrai lavorarci
Alla prima esperienza di lavoro una persona della redazione mi disse, così dal nulla: “sei così carina, non essere sciatta, è un peccato!”. Per diversi anni quella frase, insieme a molte altre, si è accumulata sotto la mia pelle, registrata come normale. Da adolescente avevo cominciato a guardare alla moda come a qualcosa a cui volevo appartenere. Oggi ci lavoro da quattordici anni.
C'è una parola che la moda continua a negare alle donne
Avendo io passato un paio d’anni della mia vita ad analizzare ogni parola spesa su una direzione creativa (e credetemi, è stato intenso), temo mi sia rimasta una sorta di deformazione professionale. Se c’è una cosa che farò, dopo aver visto una sfilata, è leggere i commenti. Quelli dei critici del settore, quelli dei creator, quelli degli utenti sui vari social.
Come vestirsi Celine in tre mosse (e senza per forza comprare Celine)
Sabato scorso abbiamo parlato di Michael Rider, direttore creativo di Celine da ormai un anno: uno che dice di preferire l'atto di "comporre il noto" all'inventare, e che quindi non ha la presunzione di volerci convincere che i suoi vestiti sono nuovi, inediti e perciò irresistibili. Così mi sono messa a setacciare le foto delle sfilate su Vogue Runway, l'e-commerce, le immagini e i video pubblicati in questi mesi sull'account Instagram del brand.
Il direttore creativo più interessante di oggi non sta inventando niente
Ciao, buon sabato (o magari mi leggete di lunedì, e quindi buon lunedì, e così via). Me l’avete chiesto, ed ecco qui un nuovo formato YouTube per provare a spiegare il mistero dei misteri, come funziona la moda. Siamo partiti dalla domanda più gettonata di sempre, quella che ha più a che fare con noi e con le nostre scelte. E dunque ecco la prima puntata: come nascono le tendenze? Date un’occhiata e iscrivetevi al canale per non perdere le prossime uscite. Luglio 2025.
I prezzi della moda non hanno senso
Ognuno ha le sue ossessioni. La mia, anzi, una delle mie, sono i prezzi della moda. Era il 28 aprile 2021 quando in questa newsletter facevo il conto del sovrapprezzo di un’altra delle mie borse preferite (se ne deve pur avere una piccola, la Baguette, e una grande, no?): la City di Balenciaga. L’ho comprata nel 2008 a 799 €. Nel 2021 costava 1.750 €; oggi costa 2.490 €. Lì c’è il lusso, borse e altri oggetti bellissimi che costano come un motorino o un viaggio esotico.
Un bikini nero vintage di La Perla sotto i 100 € è la mia scommessa vinta (e i link per voi)
Il vero problema di fare la newsletter dello shopping è che ispira anche me. Sto qua al computer a fare ricerca, navigo tra infinite pagine per provare a costruire una proposta intelligente e finisce che compro. È successo con i costumi da bagno. Un mese fa ho messo in fila una serie di ragionamenti sulle loro composizioni, qualche indicazione per imparare a leggere il cartellino, selezionato 22 modelli e tac, ecco che avevo mandato la mia offerta su Vestiaire Collective.
Cosa ho imparato dal mio debutto su YouTube
Vi dico la verità, io i video non volevo farli, ero convinta non facessero per me. Avevo paura di impappinarmi, di dire cose stupide, di sembrare antipatica. E invece una settimana fa io e J abbiamo aperto il canale YouTube: l'idea frullava nella nostra testa da qualche tempo, ma io facevo fatica a decidermi. Sette giorni dopo, con batterie sociali ricaricate e voce ripresa dopo i vari sbalzi di temperatura, vi dirò che mi sono proprio divertita. Se non li avete ancora visti fatelo, dai.
Come ho fatto pace con l'AI senza lasciarla scrivere al posto mio
Ho sempre amato profondamente la tecnologia, da quando alle elementari mia mamma mi ha insegnato a battere la tastiera senza guardare, trasformandomi in una super saiyan al computer, un vantaggio che regge ancora oggi davanti alla Gen Z. Poi è arrivato un gioco di Barbie Detective con cui passavo le ore davanti al lentissimo computer di casa. Ho avuto molti grandi amori attraverso lo schermo: MSN, 2.0, theFashionSpot.
I vestiti da maschio e i vestiti da femmina
Questa settimana sono stata a Pitti. Ci sono andata con J, che è mio marito e anche la persona che mi segue in ogni pazza impresa. La prima è del 2012: mi sono diplomata portando un progetto di dodici video moda prodotti con lui, che è un videomaker. A Pitti ci siamo andati in giornata, con un obiettivo: raccontare la sfilata di Simone Rocha, guest designer di questa edizione, in un vlog. Ieri ci siamo messi alla scrivania e abbiamo aperto il mio canale YouTube.