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Search ArticlesVa alla M83 di Aldo Zanetti la Apod di oggi
Da qualche giorno il sito Apod della Nasa ha un nuovo look. Vera e propria istituzione tra gli astrofotografi di tutto il mondo, l’Astronomy Picture of the Day da oltre trent’anni propone quotidianamente agli appassionati l’immagine astronomica del giorno. Quella scelta per oggi, venerdì 11 settembre, è un grande classico dell’astrofotografia: M83, la Girandola del Sud.
Mercurio, il pianeta “matita”
Mercurio, il pianeta più piccolo del nostro Sistema solare, si contrae da miliardi di anni. Mentre il suo interno si raffredda e quindi lentamente si contrae, la sua superficie si deforma dando origine a rilievi, noti come lobate scarps: questi sono l’espressione superficiale di imponenti faglie lungo le quali è avvenuta la contrazione, sono lunghi centinaia di chilometri e raggiungono i duemila metri di altezza.
Basta un poco di lievito per costruire su Marte
Il lievito di birra è usato da millenni per fare pane, birra e vino. Ora c’è chi prova a impiegarlo anche come ingrediente di un materiale da costruzione pensato per Marte. È la strada esplorata da un gruppo di ricerca guidato da Ning Liu, della Hong Kong University of Science and Technology e primo autore di uno studio pubblicato ieri su Chem Circularity.
Dai buchi neri stellari, getti veloci come dagli Agn
Sono circa trent’anni che pensiamo che i buchi neri di massa stellare in sistemi binari possano produrre soltanto getti “moderatamente” relativistici, ovvero che viaggiano solo a una frazione limitata della velocità della luce. Ma quanto possono diventare estremi questi getti?
Vedere esocomete senza vederle
Attorno alla stella Pds 70 ogni tanto “qualcosa” passa davanti al disco stellare, generando, per poche ore o pochi giorni, righe di assorbimento del sodio che cambiano posizione, intensità e numero. Secondo uno studio pubblicato il mese scorso su Nature Communications, la spiegazione più plausibile è che il sodio sia rilasciato da esocomete: comete in orbita attorno a Pds 70 che si muovono su orbite molto eccentriche e che, avvicinandosi alla stella, si riscaldano e rilasciano gas nello spazio.
Un fotone che sfida Einstein
Come ha fatto un fotone a sopravvivere a un viaggio di oltre due miliardi di anni luce quando, secondo la fisica conosciuta, avrebbe dovuto essere assorbito molto prima di raggiungere la Terra? È la domanda da cui parte un nuovo studio firmato da Giorgio Galanti (Inaf) e Marco Roncadelli (Infn), pubblicato su Physical Review Letters.
Come fermare sul nascere una tempesta stellare
Nel Sistema solare le espulsioni coronali di massa – o Cme, dall’inglese coronal mass ejection – sono un fenomeno che conosciamo bene: enormi bolle di plasma magnetizzato che partono dalla nostra stella e attraversano lo spazio interplanetario, quando si avvicinano all’atmosfera terrestre possono scatenare, nei casi più gravi, “tempeste” geomagnetiche in grado di causare problemi ai satelliti o di interferire con le comunicazioni radio e le apparecchiature elettroniche.
Westerlund 2 e le sue nane brune
Attraversando il diagramma di Hertzsprung-Russell dalle masse maggiori a quelle minori, si incontrano stelle con struttura interna, proprietà ed evoluzione totalmente diverse. Il limite inferiore in termini di massa per una stella è di 0.075 masse solari: al di sotto di questa soglia, infatti, il nucleo non riesce a innescare le reazioni termonucleari di fusione dell’idrogeno.
Galileo, quattro lenti e un manoscritto del Seicento
A volte basta una frase per rivoluzionare la storia della scienza. Non una nuova osservazione del cielo o una pagina piena di calcoli. Una frase apparentemente semplice, scritta quasi di passaggio da qualcuno che, mentre la butta giù, non può certo immaginare che tre secoli e mezzo più tardi gli storici torneranno a interrogarla.
Meno nascite ma stesso gas
Al giorno d’oggi nell’universo si formano meno stelle che in passato. Rispetto a quattro miliardi e mezzo di anni fa, epoca in cui l’universo aveva all’incirca i due terzi dell’età attuale, il tasso di nascite stellari si è ridotto di oltre la metà. Non la stessa sorte sarebbe toccata a uno degli ingredienti che quelle nascite le alimenta: il gas freddo.