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Search ArticlesTempeste solari: stiamo sottostimando i rischi?
Secondo un nuovo studio statistico pubblicato oggi su Nature, stiamo sottovalutando le possibili conseguenze di forti tempeste geomagnetiche sulla Terra. La causa sarebbe una combinazione fra errori di misura del vento solare, il responsabile di tali tempeste, deduzioni fisiche e un fenomeno statistico noto come “regressione verso la media”.
Bozzoli stellari a prova di supernova
Un gruppo di ricerca delle università giapponesi di Niigata, Gifu e Kyoto e dell’istituto di ricerca Riken ha utilizzato l’Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (Alma) per osservare il resto di una stella massiccia esplosa circa 1600 anni fa. Il gruppo ha scoperto bozzoli caldi e ricchi di gas molecolare che circondano stelle appena nate, noti come hot core (nuclei caldi): è stata la prima volta che tali oggetti sono stati rilevati all’interno di un resto di supernova.
Gita al faro con Ixpe
Gli astronomi la chiamano Lighthouse Nebula, vale a dire “nebulosa faro”. Non è difficile intuirne il motivo: nel cuore della nebulosa alberga Psr J1101-6101, una pulsar. Vale a dire, un faro cosmico naturale il cui fascio di luce spazza la galassia a intervalli regolari: 16 volte al secondo, nel caso della “pulsar faro” – questa la sua velocità di rotazione.
Eritrulosio, una dolce scoperta tra le stelle
Gli zuccheri sono biomolecole essenziali per la vita. Non solo perché rappresentano la principale fonte di energia per le cellule del nostro organismo, ma anche perché – formando il cosiddetto scheletro zucchero-fosfato – costituiscono l’impalcatura del Dna e dell’Rna, le macromolecole responsabili della conservazione, trasmissione ed espressione dell’informazione genetica.
Quattro stelle morte nel nostro cortile cosmico
Per la prima volta, quattro nane bianche sono state osservate direttamente in altrettanti sistemi stellari binari in una regione di spazio a noi vicina, entro i 65 anni luce dalla Terra. Uno di questi sistemi ospita la nona nana bianca più vicina al Sole. I quattro sistemi presentano tutti come compagne delle stelle nane rosse: astri più grandi e luminosi che, fino ad ora, avevano sovrastato la luce delle nane bianche, facendo apparire questi sistemi come stelle singole.
Radiografie nello spazio, ora si può
Utilizzando un apparecchio radiografico portatile a bordo di un volo spaziale commerciale di SpaceX, sono state acquisite le prime radiografie diagnostiche in orbita. “SpaceXray”, titola con un azzeccatissimo gioco di parole lo studio che descrive i risultati, pubblicati oggi sulla rivista della Radiological Society of North America (Rsna) Radiology. Radiografie di una mano prima, durante e dopo il volo.
Il fantasma nel guscio di Orione
Visibile anche a occhio nudo, la Nebulosa di Orione è tra gli oggetti più familiari del cielo notturno, nonché uno dei più osservati e studiati dagli astronomi. Eppure, recenti osservazioni radio hanno svelato che uno dei suoi componenti più importanti era rimasto finora ampiamente nascosto.
Ancor prima che nasca una protostella
Benché il ciclo di vita delle stelle sia ben noto, ci sono ancora diverse domande aperte riguardo le primissime fasi che portano alla loro formazione a partire da concentrazioni di gas e polvere. In particolare, per comprendere meglio il funzionamento interno delle stelle nascenti, dette protostelle, è di grande interesse lo studio della chimica e delle interazioni delle molecole presenti all’interno delle nubi.
Spiare i pinguini dallo spazio
Un team di ricerca statunitense ha trovato un modo decisamente originale per utilizzare le immagini satellitari della Nasa: determinare la dieta dei pinguini di Adelia antartici studiando il colore delle loro feci ghiacciate. Grazie alla tecnologia spaziale, è stato possibile monitorare l’intero continente con una precisione e una frequenza temporale altrimenti impossibili da raggiungere sul campo.
A caccia dei più piccoli e pericolosi detriti spaziali
In questi giorni sono Wimbledon, il Tour de France e i Mondiali di calcio. Magari più di uno, contemporaneamente, su dispositivi diversi, così da non dover scegliere se seguire il percorso della Grand Boucle verso Bordeaux o il duello Sinner-Djokovic che decreterà il secondo finalista di questa edizione dell’iconico torneo su erba. E mentre siete lì, cercando di non perdere nemmeno un colpo e dividendo vista e cervello con una concentrazione da professionisti dell’ipnosi, lo schermo diventa nero.