Si poteva chiudere a doppia mandata “l’esperienza battiatica” dentro un solo volume disegnato? In particolare, dopo aver compreso di aver a che fare non solo con un cantante geniale ma con un universo (ancora) da indagare? Ed esplorando, si poteva ignorare il fatto che il maestro siciliano era anche pittore e regista? Uno, nessuno e centomila, prendendo in prestito il titolo del romanzo di Luigi Pirandello, anche lui “isolano”, pubblicato nel 1926.