Il deficit di acidi grassi a catena corta, in particolare di butirrato, rappresenta uno dei razionali biologici più solidi per l’impiego degli SCFA nelle malattie infiammatorie croniche intestinali. Nei pazienti con IBD, infatti, la ridotta disponibilità di questi metaboliti si associa ad alterazioni della barriera epiteliale, maggiore infiammazione e sintomi intestinali quali dolore addominale, gonfiore e modificazioni dell’alvo.