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Search ArticlesFootball americano: il microbiota intestinale potrebbe risentire dei colpi alla testa
L’asse intestino-cervello permette al sistema digerente e al sistema nervoso di influenzarsi reciprocamente: i cambiamenti nel cervello possono alterare il microbiota intestinale e, viceversa, i cambiamenti nel microbiota intestinalei possono influenzare l’infiammazione, l’immunità e le funzioni cerebrali.
Dalle alghe marine una possibile barriera contro le gastroenteriti virali
Il norovirus è la principale causa di gastroenterite virale nel mondo e provoca oltre 685 milioni di infezioni all’anno. Nonostante il suo impatto sulla salute pubblica, non esistono ancora vaccini o antivirali specifici approvati. Ad oggi, una delle strategie più promettenti è il blocco del legame tra il virus e gli antigeni dei gruppi sanguigni (HBGA, Histo-Blood Group Antigen), cioè il meccanismo alla base dell’infezione. Per questo, Barbara C.
Sindrome dell’intestino irritabile: differenti profili del microbiota nelle varianti con stipsi e diarrea
Le alterazioni del microbiota intestinale sono da tempo associate alla sindrome dell’intestino irritabile e, più in generale, ai disturbi dell’interazione intestino-cervello. A sostegno di questo legame vi sono l’esordio dei sintomi dopo episodi di gastroenterite acuta e i possibili benefici ottenuti attraverso interventi che modulano il microbiota, come antibiotici non assorbibili, probiotici, prebiotici e postbiotici.
Nanoplastiche nell’intestino: un batterio del kimchi ne favorisce l’eliminazione
Un batterio isolato dal kimchi potrebbe aiutare a eliminare le nanoplastiche attraverso le feci. È il risultato più interessante di uno studio condotto da Jisu Lee e colleghi del World Institute of Kimchi di Gwangju, in Corea del Sud, pubblicato su Bioresource Technology. I ricercatori hanno individuato nel ceppo Leuconostoc mesenteroides CBA3656 una capacità di legare particelle di polistirene che si mantiene, almeno in parte, anche in condizioni simili a quelle intestinali.
Probiotico multispecie riduce la durata delle infezioni acute delle alte vie respiratorie negli adulti anziani
Questo studio di Strauss et al.
Associazione Italiana per la Medicina Probiotica
Associazione Italiana per la Medicina Probiotica
Amazzonia, il microbiota degli indigeni cambia già con i primi contatti con l’assistenza medica
Precedenti studi hanno dimostrato che lo stile di vita industrializzato è associato a cambiamenti nella composizione e nella diversità del microbiota intestinale, ma non sono stati ancora identificati i fattori scatenanti precoci di queste alterazioni. Una nuova ricerca suggerisce che il microbiota delle comunità indigene isolate inizia a modificarsi rapidamente dopo l’accesso alle cure mediche, ancor prima che si instaurino cambiamenti nello stile di vita.
Tumore al seno: metabolita del microbiota intestinale potrebbe favorirne la progressione
Numerosi studi hanno dimostrato che il microbiota intestinale è in grado di influenzare lo sviluppo tumorale attraverso la modulazione dell’immunità e del metabolismo dell’ospite. Di recente, un gruppo di ricercatori ha scoperto che i batteri intestinali sembrano contribuire alla progressione del cancro al seno producendo un metabolita chiamato acido desossicolico (DCA).
Difese respiratorie e microbiota: perché tutto può cominciare dall’intestino
Con la ripresa della scuola e della vita in comunità tornano a circolare con maggiore intensità rinovirus, virus influenzali, virus respiratorio sinciziale e altri agenti responsabili delle infezioni delle alte vie respiratorie. Nei bambini piccoli il fenomeno è particolarmente evidente: nei primi cinque anni di vita possono verificarsi da cinque a otto episodi all’anno, con congestione nasale, tosse, mal di gola, irritabilità, disturbi del sonno e, non di rado, febbre.
DGBI, Roma V cambia il paradigma: farmaci vegetali prima linea terapeutica
La pubblicazione dei criteri di Roma V segna un passaggio rilevante nella gestione della dispepsia funzionale, oggi inquadrata all’interno dei disturbi dell’interazione intestino-cervello (DGBI): i medicinali vegetali dotati di evidenze cliniche non sono più relegati al ruolo di rimedio complementare o di alternativa da utilizzare dopo il fallimento dei farmaci convenzionali.