È un’umiliazione pianificata, chirurgica, scientifica. Quella dell’insegnante italiano, oggi derubricato a operatore digitale, a “facilitatore” d’aula, a figura di contorno in un’istituzione scolastica che ha smesso da tempo di formare menti per limitarsi ad addestrare comportamenti. A parlare non è un nostalgico della scuola classica, ma Elisabetta Frezza, avvocato con dottorato in diritto processuale civile, osservatrice lucida e implacabile del disastro pedagogico in corso.