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Search ArticlesBiennale Teatro 2026. Sogno e visione nel teatro di Mario Banushi
La possibilità di vedere più spettacoli di uno stesso artista consente una preziosa lente di osservazione utile non tanto per decretare “il più riuscito” tra i lavori presentati – una pratica critica riduttiva, a cui talvolta non si riesce a rinunciare – ma piuttosto per mettere a fuoco un mosaico poetico, e per delineare un percorso di ricerca.
OFFICINA CRITICA | Call 2026
Guardare uno spettacolo, discuterne insieme, dialogare con artiste e artisti, scriverne. Officina Critica è uno spazio per imparare a osservare il teatro con più consapevolezza, e a raccontarlo attraverso i formati del giornalismo culturale contemporaneo. È un percorso di avvicinamento alla scrittura critica, completamente gratuito, a cura de Il Lavoratorio e di Stratagemmi Prospettive teatrali, con Fondazione CR Firenzenell’ambito del Bando Partecipazione Culturale / Scuole.
Vestire gli ignudi, guardando fuori dalla finestra
Uno degli aspetti che caratterizzano il lavoro di Alessandro Businaro, sia come regista sia nella nuova veste di direttore junior del Teatro Stabile del Veneto, è l’attenzione alla dimensione comunitaria.
Atomica. Il potere dell’incontro
«Scrivere lettere è sempre pericoloso – in ogni caso gravido di minacce»: un monito, un timore, legato alla scelta di condividere pubblicamente una parte del proprio io privato traspaiono da questa frase scritta dal premio Pulitzer Elizabeth Bishop in una delle lettere contenuta nell’intensa corrispondenza con il poeta americano Robert Lowell (pubblicata da Adelphi nel 2014 proprio con il titolo Scrivere lettere è sempre pericoloso).
Tra i banchi di scuola, con Camilla Parini
La scorsa estate aveva fatto discutere la scelta di alcuni studenti di non presentarsi all’orale di maturità per sottrarsi alle logiche performative dell’esame di Stato. Per qualche settimana l’episodio ha occupato le pagine dei giornali, raccogliendo adesioni, critiche, prese di posizione; poi, come spesso accade, si è smesso semplicemente di parlarne.
Collettivo EFFE | I’ve Loss of Attention
in copertina: foto di Elisa Vettori di Collettivo EFFE performer e coreografia Camilla Soave testi e regia Giulia Odetto musiche Davide Tomat con il supporto di Superbudda Creative Collective con il sostegno del Centro Servizi Culturali S. Chiara, di Ariateatro ETS e di Pergine Festival progetto vincitore Non Addomesticabili 2025
Analphabet. La suite barocca di Alberto Cortés
Quali elementi determinano la circuitazione di uno spettacolo o di un artista? Quando e come ci accorgiamo che è emersa una voce significativa nel panorama internazionale? Ci sono luoghi in cui è possibile intercettare talenti con un po’ di anticipo rispetto a mode e tendenze: uno di questi, a Milano, è il FOG Performing Arts Festival che da nove anni propone novità a un pubblico ormai abituato a fidarsi della programmazione.
Forme contemporanee del tragico. Oltre di Fabiana Iacozzilli
Nell’introduzione alle Opere complete di Primo Levi (Einaudi, 1997), lo scrittore Daniele Del Giudice si sofferma su uno dei nodi più significativi della scrittura di Levi: la funzione della testimonianza, «una rappresentazione e messa in scena delle cose, vincolata strutturalmente ed eticamente a un esito di verità. Ed è qui che il testimone mette al lavoro la finzione, la sua finzione.
Ghost Track. Il canto ironico di una provincia fantasma
Il volto del dj, appena illuminato dalle luci della sua strumentazione, accoglie gli ultimi ritardatari che scivolano in sala. Dallo schermo sul fondo, il primo piano della bocca di un uomo racconta una storia: le parole prendono forma attraverso piccoli movimenti rapidi, le labbra si increspano e si tendono, ammiccano, sorridono sensuali. Anticipato dalla luce intermittente della torcia di un buttafuori, Daniele Turconi si fa largo tra il pubblico e dà il benvenuto.
Dentro Escaped Alone. #1 Farsi pensiero, farsi corpo
Di uno spettacolo si racconta quasi sempre il suo esito sulla scena, mentre la genesi resta sullo sfondo, ricostruibile a posteriori attraverso interviste, incontri, scambi occasionali. Più rara è l’opportunità di tenere traccia del lavoro mentre accade, sostando nella fase opaca dei tentativi e delle ricalibrazioni continue.