Anna D. vorrebbe conoscere tutte le lingue del mondo. Non per viaggiare soltanto. Per capire come suonano le parole quando nascono altrove. Vorrebbe vedere deserti, porti, periferie, mercati, imparare le abitudini degli uomini, come si “leggono” le costellazioni. È rimasta. Non per paura. Per dovere. Un marito, una figlia fragile, una casa che chiede presenza. Anna non fugge e non si lamenta. Ha trasformato il limite in perimetro. Studia pianoforte la sera. Frequenta un gruppo teatrale il mercoledì.