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BUNS è uno spazio aperto: un progetto editoriale accessibile e gratuito, uno studio di consulenza dedicato agli insight culturali e un luogo di riferimento per chi vuole guardare ai dati con sensibilità umana e umanistica. Source
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Search ArticlesToy Story 5 e il diritto della Generazione Alpha a essere rappresentata per com’è
Andy è cresciuto, Woody è sopravvissuto alla vita di strada, Forky ha avuto una crisi d’identità fatta di plastica e scovolini, e adesso arriva il mostro finale: il tablet con le zampette da ranocchia. Bonnie ha otto anni, non è più la bambina piccola che trasforma un rifiuto in un amico. Sta entrando in quella zona di mezzo in cui il gioco smette di essere soltanto istinto e comincia a diventare negoziazione sociale.
Perché nell’era digitale le conclusioni non finiscono mai davvero
«Portala sulla luna per me. D’accordo?» – Inside Out (2015) Prendo il cellulare e inizio a riguardare le vecchie chat. Tra queste ce n’è una che non apro da anni. Il gruppo si chiama ancora come una vacanza fatta quando avevamo vent’anni. L’immagine profilo è una foto sfocata scattata in spiaggia, con qualcuno che ride fuori fuoco. Alcuni partecipanti hanno cambiato numero, altri non li sento più da tempo.
Gen Z e cash: dal maialino al wallet emergono le contraddizioni
Il mio salvadanaio preferito da bambino era una mela di plastica rossa con gli occhi. Se ci appoggiavi una moneta, usciva un bruco che se la portava via. Un divertente quanto efficace incentivo a inserire monete, quindi a risparmiare. Se consideriamo però i salvadanai più diffusi, indubbiamente la fa da protagonista il maialino rosa noto come “piggy bank”. Mi son sempre chiesto, immagino anche voi, perché tra tutte le forme possibili, proprio un maialino?
Off Campus e la generazione delle promesse mancate
à mezzanotte passata. Lo schermo illumina una stanza buia, il telefono è in carica sul comodino, domani si lavora. Eppure andiamo avanti. Un episodio ancora, poi un altro. La nuova ossessione del momento. à il 13 maggio. Prime Video ha lanciato Off Campus con una strategia chiamata “Obsession Is In Session”. Nome furbo, ma anche abbastanza onesto su cosa vuole vendere, e soprattutto a chi. Non solo una nuova serie da guardare, ma un’ossessione da abitare.
Disneyland Paris e gli adulti che fanno la fila per Peter Pan
Tutte le fotografie del reportage sono di Beatrice Avallone e sono state scattate a Disneyland Paris nel maggio 2026 * Ci sono due tipi di persone sulla RER A che da Parigi va verso Disneyland alle otto del mattino: quelle che fingono di essere lì per accompagnare un bambino, e quelle che hanno smesso di fingere. Quest’ultime le riconoscete subito, anche senza orecchie di Minnie.
Monografico Encanto: le crepe, le case, le figlie e i miracoli
Se Frozen era il film del contenimento e Rapunzel quello della cattività affettiva, Encanto è il film della funzionalità familiare. Elsa cresce dentro lâidea che una parte di sé vada trattenuta per non fare danni; al contempo, Rapunzel cresce dentro lâidea che il mondo esterno sia troppo pericoloso per essere affrontato da sola.
Monografico Rapunzel: le torri, le madri elicottero, le lanterne
Se Frozen era il film del contenimento, Rapunzel è il film della cattività affettiva. In Frozen il corpo trattiene, si chiude, si autocensura; in Rapunzel, invece, il corpo viene trattenuto da fuori, amministrato, sorvegliato, allevato dentro una versione tossica della cura.
Monografico Frozen: le bambine, i troll, i broccoli
I cartoni Disney hanno il potere magico di andare oltre lo schermo, e infilarsi nelle case, nelle frasi dei bambini, nelle nostalgie degli adulti, nei giochi ripetuti fino allo sfinimento, nelle paure che non sappiamo nominare bene, nei piccoli rituali quotidiani che sembrano insignificanti e invece raccontano moltissimo di noi, qualsiasi sia la nostra età oggi.
Dare una forma leggibile alla complessità: Federica Fragapane
Provate a immaginare una stanza. Su un tavolo c’è un foglio bianco. Accanto, una cartella piena di numeri: percentuali, colonne di cifre, migliaia di righe di dati raccolti da istituzioni, ricercatori, organizzazioni internazionali. Numeri che raccontano fenomeni enormi: movimenti migratori, disuguaglianze economiche, distribuzione della ricchezza, trasformazioni climatiche. Se aprite quella cartella, però, succede una cosa curiosa: non vedete nulla.
Gen Alpha e Beta vivranno fino a 100 anni e può non essere una buona notizia
Avevamo già toccato un po’ il tema qui. C’è un’immagine che, più delle altre, resta addosso leggendo Welcome to the 100yr old customer 2026, il nuovo capitolo di The Culture Gap Report di FleishmanHillard: i bambini che oggi hanno cinque anni, tra Gen Alpha e Beta dunque, potrebbero arrivare a vivere fino a cento anni. Ed è un cambio di scenario rilevante, perché vuol dire che l’idea stessa di vita “normale” (studiare, trovare un lavoro, mettere su famiglia, andare in pensione) smette di reggere.