L’Italia si prepara a cambiare, per la sesta volta in trent’anni, le regole con cui sceglie i propri rappresentanti. Il “Melonellum”, il nuovo disegno di legge elettorale sostenuto dalla maggioranza di centrodestra e calendarizzato alla Camera dal 26 giugno, si propone ufficialmente di garantire la stabilità dei governi. Ma, come spesso accade nella storia istituzionale italiana, la riforma sembra cucita addosso a chi attualmente detiene il potere, sollevando un aspro dibattito tra i giuristi.