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Articles by Andrea Napoletano
I Papi e la malattia: da Pacelli a Leone XIV, dal segreto dei Sacri Palazzi all'annuncio dalla finestra
Erano da poco passate le dodici di domenica 11 ottobre quando Leone XIV, dalla finestra del Palazzo Apostolico, ha aggiunto ai saluti finali dell'Angelus poche righe che nessuno in piazza si aspettava. «Carissimi, di recente, durante alcuni controlli, i medici mi hanno trovato un nodulo circoscritto al polmone. È stato individuato in una fase molto iniziale e ben localizzato. I medici ritengono opportuno intervenire e allora, seguendo i loro consigli, ho deciso di operarmi per toglierlo».
Auguri Leone XIV: il secondo compleanno di un Papa che ha scelto la parola "pace"
Ieri mattina, sotto un sole ancora estivo, tra le bandiere e gli striscioni di una piazza San Pietro con circa quindicimila persone, qualcuno aveva già esposto i cartelli con gli auguri. Il Papa li ha visti, ha salutato, e ha continuato a parlare della pace e delle vittime dell'11 settembre di venticinque anni fa, rinnovando la preghiera per chi ha perso la vita e per chi ancora ne porta le ferite.
Leone XIV e la sfida del potere tecnologico: perché la sua enciclica va oltre l'intelligenza artificiale
A una prima lettura, la prima enciclica di papa Leone XIV potrebbe sembrare un documento dedicato soprattutto all'intelligenza artificiale. In realtà, il tema affrontato dal pontefice appare molto più ampio. La tecnologia è il punto di partenza, ma il vero centro della riflessione riguarda il potere, chi lo esercita e quali conseguenze produce sulla vita delle persone e sugli equilibri internazionali. Non è un caso che Robert Francis Prevost abbia scelto il nome di Leone XIV.
Cristianesimo e Islam, il peso della storia e la necessità di dialogo come esigenza politica e civile
Ogni epoca produce immagini destinate a diventare simboliche. Nel mondo contemporaneo, la stretta di mano tra un Pontefice e un’autorità religiosa musulmana non rappresenta soltanto un gesto di cortesia diplomatica o di dialogo spirituale. Essa diventa immediatamente un fatto politico, culturale e persino identitario, capace di suscitare entusiasmo, diffidenza o polemica. Il rapporto tra cristianesimo e islam continua infatti a occupare una posizione centrale nella riflessione pubblica occidentale.
Papa Leone XIV, cosa non convince: un pontificato ancora incompleto
A un anno dall’elezione, emergono i limiti del pontificato di Papa Leone XIV: esperienza ridotta, linea incerta e scelte poco incisive. Dopo il primo anno di pontificato, una domanda inizia a circolare con sempre maggiore insistenza: cosa non sta funzionando davvero in Papa Leone XIV? Non si tratta di una bocciatura netta, ma di una sensazione diffusa, difficile da ignorare. Il problema non è tanto nelle singole decisioni, quanto in un quadro generale che appare ancora incompleto, quasi sospeso.
Papa Leone XIV, primo anno tra aperture e cautele: un pontificato ancora in cerca d’identità
A un anno dall’elezione di Papa Leone XIV, il bilancio è di quelli che non si possono liquidare con un sì o con un no. Non è il Papa che ha deluso, ma nemmeno quello che ha già convinto. È, più semplicemente, un pontefice ancora in costruzione. E forse è proprio questo il punto: dopo dodici mesi, la sensazione è che manchi ancora una direzione chiara, una linea riconoscibile, qualcosa che permetta di dire con sicurezza «questo è il suo pontificato».
Papa Leone XIV, primo anno tra aperture e cautele: un pontificato ancora in cerca d’identità
A un anno dall’elezione di Papa Leone XIV, il bilancio è di quelli che non si possono liquidare con un sì o con un no. Non è il Papa che ha deluso, ma nemmeno quello che ha già convinto. È, più semplicemente, un pontefice ancora in costruzione. E forse è proprio questo il punto: dopo dodici mesi, la sensazione è che manchi ancora una direzione chiara, una linea riconoscibile, qualcosa che permetta di dire con sicurezza «questo è il suo pontificato».
Papa Leone e il tempo sospeso della Chiesa
C’è una sensazione che si fa strada, senza clamore ma con una certa costanza, attorno al pontificato di Papa Leone. Non è un giudizio netto. Non è nemmeno una critica organizzata. È qualcosa di più sfumato, che attraversa ambienti diversi e che riguarda soprattutto la percezione di un pontificato che, almeno per ora, non ha ancora trovato una sua fisionomia.
Settimana Santa nel mondo, riti e tradizioni tra fede e mistero che ancora oggi sorprendono
La Settimana Santa, se la si osserva con attenzione, non è mai stata un tempo ordinato, lineare, perfettamente comprensibile. È, al contrario, uno spazio in cui il mistero irrompe nella vita quotidiana e la fede smette di essere solo pensiero per diventare gesto, fatica, attesa. Non nasce nei libri, ma nelle strade, nei volti, nei silenzi di chi, ogni anno, sente il bisogno di fermarsi e di guardare più a fondo dentro di sé.
Dalle guerre dei papi al grido di pace: la lunga conversione della Chiesa
Per secoli il Papa non è stato soltanto il pastore della cristianità. È stato anche un sovrano. Ha governato territori, trattato con imperatori, armato eserciti. Nella memoria collettiva contemporanea il papato è associato quasi naturalmente alla parola pace. Ma la storia racconta qualcosa di più complesso.
Dalle guerre dei papi al grido di pace: la lunga conversione della Chiesa
Per secoli il Papa non è stato soltanto il pastore della cristianità. È stato anche un sovrano. Ha governato territori, trattato con imperatori, armato eserciti. Nella memoria collettiva contemporanea il papato è associato quasi naturalmente alla parola pace. Ma la storia racconta qualcosa di più complesso.
Leone XIV, Francesco e la Chiesa davanti al mondo: ritorno all’ordine o cambio di rotta?
Le parole di Papa Leone XIV al Corpo diplomatico hanno suscitato un dibattito che va oltre il perimetro ecclesiale. Ernesto Mastroianni, nel suo intervento, parla apertamente di un ritorno a una visione “alto-medievale” dell’ordine, quasi che la Chiesa avesse deciso di sfilarsi dal mondo contemporaneo per rifugiarsi in una cittadella dottrinale. Ma è davvero così? O siamo davanti a qualcosa di diverso, più sottile e forse più consapevole?
Leone XIV, Francesco e la Chiesa davanti al mondo: ritorno all’ordine o cambio di rotta?
Le parole di Papa Leone XIV al Corpo diplomatico hanno suscitato un dibattito che va oltre il perimetro ecclesiale. Ernesto Mastroianni, nel suo intervento, parla apertamente di un ritorno a una visione “alto-medievale” dell’ordine, quasi che la Chiesa avesse deciso di sfilarsi dal mondo contemporaneo per rifugiarsi in una cittadella dottrinale. Ma è davvero così? O siamo davanti a qualcosa di diverso, più sottile e forse più consapevole?
Un Giubileo attraversato dalla storia: dal lutto per Francesco alla speranza aperta da Leone XIV
Il Giubileo 2025 è stato diverso dagli altri. Nato come Anno Santo ordinario, si è trovato ad attraversare mesi di guerre, tensioni sociali e una stanchezza diffusa che ha segnato la Chiesa come il resto del mondo. Papa Francesco lo ha aperto la notte di Natale 2024, spalancando la Porta Santa di San Pietro. Il motto scelto, Pellegrini di speranza, ha accompagnato un anno fatto più di passi lenti e preghiere sottovoce che di grandi celebrazioni.
Il Giubileo 2025 è stato diverso dagli altri: dall'Anno Santo fino ai mesi di guerre e tensioni sociali
Il Giubileo 2025 è stato diverso dagli altri. Nato come Anno Santo ordinario, si è trovato ad attraversare mesi di guerre, tensioni sociali e una stanchezza diffusa che ha segnato la Chiesa come il resto del mondo. Papa Francesco lo ha aperto la notte di Natale 2024, spalancando la Porta Santa di San Pietro. Il motto scelto, Pellegrini di speranza, ha accompagnato un anno fatto più di passi lenti e preghiere sottovoce che di grandi celebrazioni.
Leone XIV uomo dell’anno? Chi è davvero Robert Francis Prevost e perché conta oggi
Quando Robert Francis Prevost si affaccia per la prima volta come Leone XIV, colpisce subito una cosa: non l’enfasi, non l’emozione trattenuta a fatica, ma la calma. Una calma che non è freddezza, ma abitudine all’ascolto. Chi lo conosce da tempo lo dice: Prevost non è un uomo che ama stare al centro. È uno che preferisce capire prima di parlare.
Leone XIV uomo dell’anno? Chi è davvero Robert Francis Prevost e perché conta oggi
Quando Robert Francis Prevost si affaccia per la prima volta come Leone XIV, colpisce subito una cosa: non l’enfasi, non l’emozione trattenuta a fatica, ma la calma. Una calma che non è freddezza, ma abitudine all’ascolto. Chi lo conosce da tempo lo dice: Prevost non è un uomo che ama stare al centro. È uno che preferisce capire prima di parlare.
Il Natale del Sud, una festa che non chiede permesso: da Napoli alla Calabria una risposta a povertà e assenze
Il Natale nel Sud Italia non è mai stato una parentesi. È una stagione dell’anima che si prende spazio, invade le case, costringe a fermarsi. Non è una festa leggera, non è neutra, non è mai stata innocua. Da Napoli alla Calabria il Natale non addolcisce la realtà: la attraversa. E spesso la mette a nudo. Qui il Natale non nasce dall’estetica, ma dalla necessità. È una risposta a secoli di povertà, migrazioni, assenze. Non è mai stato “carino”. È stato, semmai, indispensabile.
Donne e celibato nella Chiesa, la storia incontra il presente: il discernimento tra tradizione e futuro
La pubblicazione della relazione della Commissione sul diaconato femminile, voluta da Papa Francesco e resa nota da Leone XIV, rappresenta un passaggio significativo. Il documento riafferma che non è prevista, al momento, la possibilità di conferire alle donne il sacramento dell'Ordine nel grado del diaconato. Una formula netta, ma non definitiva.
Il Ponte dell’Immacolata, il rito che riporta tutti a casa in Calabria tra memoria e tavole imbandite
Tre giorni di pausa, un paese che rallenta. Ma nelle case italiane succede sempre la stessa cosa: qualcuno accende un fornello, qualcun altro tira fuori la tovaglia buona. Non serve accordarsi. Il ponte dell’8 dicembre è così da sempre. Le autostrade che scendono verso sud si intasano. I treni riempiono le carrozze. Chi torna lo fa per mangiare, certo. Ma soprattutto per sedersi di nuovo dove si sedeva da bambino, dove il tavolo conosce a memoria i gomiti di tutti.
Quando la morte era teatro e preghiera insieme, dal “chiantu” alle prefiche: così la Calabria trasformava il dolore in memoria
C’era un tempo in cui la morte, al Sud, non si nascondeva. Entrava in casa come un’ospite attesa, non temuta ma rispettata. Si piangeva, si urlava, si pregava. Si dava forma pubblica al dolore, e lo si trasformava in rito collettivo. Oggi quel legame sembra spezzato: i defunti si salutano in fretta, le esequie si fanno sobrie, il lutto si consuma in silenzio.
Carlo III in Vaticano, l’incontro che riscrive cinque secoli di distanza
C’è un momento, nel protocollo ovattato del Vaticano, in cui la storia smette di sembrare un museo. È quando una Bentley nera, con lo stendardo reale al vento, varca i cancelli di San Damaso: a bordo, Carlo III e Camilla, re e regina d’Inghilterra. Li accoglie Papa Leone XIV nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico. Si stringono la mano, parlano a lungo. Poi pregano insieme nella Cappella Sistina. Nessun comunicato, nessun proclama: solo gesti. Ma a volte i gesti sono scosse telluriche.
Leone XIV, il Papa che riporta i poveri al centro del potere
Con Dilexi te, Leone XIV non apre solo un pontificato: mette sul tavolo un’agenda. Il primo documento magisteriale del nuovo Papa è una mappa delle disuguaglianze e un avviso ai governi. La scelta di partire dai poveri, più che pastorale, è politica nel senso pieno: riguarda la struttura stessa delle società occidentali, i modelli di sviluppo e la distribuzione del potere economico.
Leone XIV, il Papa che riporta i poveri al centro del potere
La prima esortazione apostolica “Dilexi te” segna un ritorno netto alla questione sociale: la povertà come chiave per giudicare l’economia globale e la politica europea. Con Dilexi te, Leone XIV non apre solo un pontificato: mette sul tavolo un’agenda. Il primo documento magisteriale del nuovo Papa è una mappa delle disuguaglianze e un avviso ai governi.
Leone XIV e il peso del silenzio
Meno frasi a effetto, più gesti misurati: il nuovo Pontefice sceglie la via della sobrietà in un’epoca che vive di parole. Ma il rischio, per la Chiesa, è diventare invisibile proprio quando il mondo chiede una voce. Da quando è stato eletto, Papa Leone XIV ha scelto un tono diverso: poche parole, nessuna improvvisazione, zero clamore. Dopo anni in cui il Vaticano è stato un continuo palcoscenico mediatico, il nuovo Pontefice sembra voler riportare la Chiesa al linguaggio dell’essenziale.
Il silenzio che parla: Leone XIV e il pontificato della sobrietà
Quando l’8 maggio 2025 il conclave ha scelto Robert Francis Prevost come nuovo Pontefice, molti osservatori si sono chiesti che stile avrebbe impresso al suo pontificato. Nato a Chicago il 14 settembre 1955, già priore generale dell’Ordine di sant’Agostino per dodici anni, oggi Leone XIV si presenta come un Papa diverso da quanto l’epoca digitale aveva abituato a immaginare: niente show, niente gesti spettacolari, ma una ricerca di sobrietà che sorprende e divide.
Il primo compleanno da Papa, il silenzio che parla: Leone XIV e il pontificato della sobrietà
Quando l’8 maggio 2025 il conclave ha scelto Robert Francis Prevost come nuovo Pontefice, molti osservatori si sono chiesti che stile avrebbe impresso al suo pontificato. Nato a Chicago il 14 settembre 1955 (oggi compie 70 anni), già priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino per dodici anni, oggi Leone XIV si presenta come un Papa diverso da quanto l’epoca digitale aveva abituato a immaginare: niente show, niente gesti spettacolari, ma una ricerca di sobrietà che sorprende e divide.
Dal web alla purezza, due volti della santità: Carlo Acutis e Maria Goretti modelli per epoche diverse
Carlo Acutis e Maria Goretti sembrano appartenere a due mondi inconciliabili: il primo, nato nel 1991 in una famiglia benestante e appassionato di informatica; la seconda, figlia di contadini poverissimi, nata nel 1890 e cresciuta senza scuola. Eppure entrambi hanno in comune una rapidissima canonizzazione e la capacità di incarnare modelli vicini alle rispettive generazioni.
La santità giovane che parla al presente: tutto pronto a Roma per la canonizzazione di Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati
La Chiesa si prepara a vivere un evento storico e carico di significato. Domenica 7 settembre 2025, alle 10:00 in Piazza San Pietro, Papa Leone XIV canonizzerà insieme Carlo Acutis e Pier Giorgio Frassati. Una scelta che unisce due percorsi di fede diversi, ma ugualmente attuali, e che offre al mondo cattolico due modelli di santità profondamente radicati nella vita quotidiana.
Giubileo dei Giovani, la Chiesa è viva: Papa Leone XIV abbraccia una generazione
C’è chi aveva già celebrato il funerale della Chiesa. Chi parlava di crisi irreversibile, di giovani lontani, di un mondo che non crede più. E invece, Roma si è riempita, traboccante di volti giovani, cuori accesi, entusiasmo contagioso. Il Giubileo dei Giovani si è chiuso lasciando negli occhi di tutti un’immagine inequivocabile: la Chiesa c’è. E parla ancora al cuore delle nuove generazioni.
Le cinque località tra le più suggestive della Calabria per un’estate fuori dagli schemi: mare, storie e paesaggi
L'estate in Calabria è un viaggio tra paesaggi mozzafiato, tradizioni autentiche e una natura che incanta. In pochi luoghi come in questa regione si può vivere un'esperienza così completa: mare cristallino, borghi ricchi di storia, sapori genuini e un'accoglienza che rimane nel cuore. Non a caso la Calabria è una meta sempre più ricercata da chi vuole fuggire dal turismo di massa e scoprire qualcosa di unico.
Il legame nascosto tra Calabria e Campi Flegrei: quali rischi in caso di eruzione
Il suolo calabrese trema da sempre. La storia di questa regione, affacciata sul Mediterraneo, è scritta nelle sue ferite più profonde: terremoti devastanti, maremoti, crolli e tragedie che hanno lasciato il segno nella memoria collettiva. E mentre la terra calabrese continua a convivere con il rischio sismico, gli occhi dell’Italia – e non solo – sono puntati con crescente preoccupazione su un altro gigante addormentato: i Campi Flegrei, in Campania.
Carlo Acutis, Bartolo Longo e i nuovi santi di Papa Leone XIV: la santità formato Giubileo
Un Giubileo della speranza. E della santità. Il nostro tempo, smarrito tra crisi e incertezze, ha bisogno di segni concreti. Lo ha ribadito il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi: «I santi sono uomini e donne di speranza. L’hanno vissuta nel concreto e hanno contribuito a costruire un mondo nuovo».
Carlo Acutis, Bartolo Longo e i nuovi santi di Papa Leone XIV: la santità formato Giubileo
Nell’Anno Santo, la Chiesa celebra figure che parlano al presente: il “santo dei millennial”, l’apostolo del Rosario e otto nuovi volti di santità. Un messaggio di speranza e concretezza per il mondo di oggi. Un Giubileo della speranza. E della santità Il nostro tempo, smarrito tra crisi e incertezze, ha bisogno di segni concreti. Lo ha ribadito il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi: «I santi sono uomini e donne di speranza.
Quando la politica sbaglia nemico: da Falcone a Livatino, il prezzo della verità
C'è un filo sottile ma resistente che lega le cronache di oggi alle pagine più tragiche della nostra storia recente. È il filo della delegittimazione, dell’attacco alla giustizia, della guerra istituzionale che, quando supera il limite del confronto, diventa pericolosa. Non solo per chi la subisce, ma per la democrazia intera. Succede oggi, con un governo impegnato in un braccio di ferro sempre più duro con la magistratura.
“Si costruiscono armi, si distruggono scuole”, durissimo ma profondo il discorso di Leone XIV
Leone XIV chiarissimo e profondo nel suo intervento ai partecipanti all’Assemblea delle chiese orientali (Roaco). Ed è stato un intervento molto duro, forte, sulla tragedia di Gaza e sulla guerra in Ucraina,destinato a segnare un punto di svolta nel magistero della chiesa in un mondo che affonda nelle guerre. Papa Leone ha parlato usando parole forti, dolorose, quasi apocalittiche.
Quando la politica sbaglia nemico: da Falcone a Livatino, il prezzo della verità
C’è un filo sottile ma resistente che lega le cronache di oggi alle pagine più tragiche della nostra storia recente. È il filo della delegittimazione, dell’attacco alla giustizia, della guerra istituzionale che, quando supera il limite del confronto, diventa pericolosa. Non solo per chi la subisce, ma per la democrazia intera. Succede oggi, con un governo impegnato in un braccio di ferro sempre più duro con la magistratura.
Papa Leone XIV: «No alle false propagande del riarmo». E su Gaza: «Carneficina di persone inermi»
Leone XIV chiarissimo e profondo nel suo intervento ai partecipanti all’Assemblea delle chiese orientali (Roaco). Ed è stato un intervento molto duro, forte, sulla tragedia di Gaza e sulla guerra in Ucraina, destinato a segnare un punto di svolta nel magistero della chiesa in un mondo che affonda nelle guerre. Papa Leone ha parlato usando parole forti, dolorose, quasi apocalittiche.
“Che fine hanno fatto i cattolici in politica?”: la frase di Paolo VI che fa discutere
Perché i cattolici sono spariti dalla politica italiana ed europea? Una frase di Paolo VI ci invita a riflettere sul futuro della politica come servizio. Viviamo in un’epoca in cui la politica sembra aver perso profondità. Le ideologie si sono rarefatte, i valori si sono sbiaditi, e molte delle scelte istituzionali appaiono guidate più da logiche di consenso immediato che da visioni di lungo periodo.
«Che fine hanno fatto i cattolici in politica?»: la frase di Paolo VI che fa (ancora) discutere
Perché i cattolici sono spariti dalla politica italiana ed europea? Una frase di Paolo VI ci invita a riflettere sul futuro della politica come servizio. Viviamo in un’epoca in cui la politica sembra aver perso profondità. Le ideologie si sono rarefatte, i valori si sono sbiaditi, e molte delle scelte istituzionali appaiono guidate più da logiche di consenso immediato che da visioni di lungo periodo.
Calabria mistica: un pellegrinaggio nell’anima tra santi, silenzi e santuari
La Calabria è una terra dove il divino si manifesta in ogni respiro. Non è solo nei santuari scolpiti nella roccia o nei monasteri avvolti dal silenzio, ma nel fruscio dei boschi dell’Aspromonte, nel canto delle onde sullo Ionio, nelle cime severe della Sila che sembrano vegliare come sentinelle di eternità.
Leone XIV, un mese (e poco più) da Papa: silenzio, gesti e un’estate a Castel Gandolfo
Sono passati quarantadue giorni dall’elezione di Papa Leone XIV, avvenuta l’8 maggio scorso, ma la direzione che questo pontificato sta prendendo è già chiarissima. E non per via di proclami o svolte clamorose. Al contrario: è nei dettagli, nei silenzi, nello stile sobrio e pensoso del nuovo Papa che si intravede un cambio d’epoca. In un tempo che urla, Leone ascolta. In un mondo che semplifica, lui complica. Con grazia. Con misura.
Leone XIV, un mese (e poco più) da Papa: silenzio, gesti e un’estate a Castel Gandolfo
Sono passati quarantadue giorni dall’elezione di Papa Leone XIV, avvenuta l’8 maggio scorso, ma la direzione che questo pontificato sta prendendo è già chiarissima. E non per via di proclami o svolte clamorose. Al contrario: è nei dettagli, nei silenzi, nello stile sobrio e pensoso del nuovo Papa che si intravede un cambio d’epoca. In un tempo che urla, Leone ascolta. In un mondo che semplifica, lui complica. Con grazia. Con misura.
Iran verso la fine della teocrazia? Successione Khamenei, crisi interna e guerra con Israele
Mentre Israele e Iran si colpiscono a distanza tra droni, omicidi mirati e attacchi informatici, a Teheran si apre una partita più grande della guerra: chi guiderebbe il regime in caso di morte o deposizione di Khamenei? E, soprattutto, è immaginabile un ritorno di qualcosa che assomigli vagamente a uno Scià, o si passerà semplicemente da un turbante all’altro?
Iran, fine corsa per la teocrazia? L’ombra dello Scià e la guerra con Israele
Mentre Israele e Iran si colpiscono a distanza tra droni, omicidi mirati e attacchi informatici, a Teheran si apre una partita più grande della guerra: chi guiderebbe il regime in caso di morte o deposizione di Khamenei? E, soprattutto, è immaginabile un ritorno di qualcosa che assomigli vagamente a uno Scià, o si passerà semplicemente da un turbante all’altro?
Gli Accordi di Oslo e il tempo della speranza: quando Israele e Palestina si riconobbero per la prima volta
C’è stato un tempo in cui tra Israele e Palestina non vi era solo guerra. Un tempo in cui le mani si strinsero, le bandiere non furono bruciate ma sventolate insieme, e il mondo trattenne il fiato, commosso, davanti a ciò che sembrava un miracolo: il dialogo.
Russia, colpi di Stato, risorse contese: perché il futuro del Sahel riguarda anche l’Europa
Prosegue il nostro viaggio nelle aree calde del pianeta. Geopolitica a gocce è la rubrica settimanale di LaC News e La Capitale che racconta il mondo con uno sguardo attento a territori, conflitti, popolazioni e interessi strategici. Dopo aver esplorato il Medio Oriente, ci spostiamo oggi nel cuore dell’Africa, dove il Sahel – una striscia di terra lunga 5.400 km – è diventato il fronte avanzato di tensioni globali, sfide ambientali, golpe militari e nuove sfere d’influenza.
Sahel: 5.400 km di terra, fronte avanzato di tensioni globali
Prosegue il nostro viaggio nelle aree calde del pianeta. “Geopolitica a gocce” è la rubrica settimanale di LaC News e LaCapitale che racconta il mondo con uno sguardo attento a territori, conflitti, popolazioni e interessi strategici. Dopo aver esplorato il Medio Oriente, ci spostiamo oggi nel cuore dell’Africa, dove il Sahel — una striscia di terra lunga 5.400 km— è diventato il fronte avanzato di tensioni globali, sfide ambientali, golpe militari e nuove sfere d’influenza.
Dal petrolio al sole: così il mondo arabo vuole guidare la transizione verde
Il deserto non avanza più: lo stanno fermando. E lo stanno trasformando. Nelle capitali del Golfo, dove per decenni l’unica energia era il petrolio, oggi si punta su solare, idrogeno verde e città a zero emissioni. Progetti visionari che vanno ben oltre il marketing. E che interrogano l’Europa sulla sua lentezza nella transizione ecologica. L’ambizione dei nuovi leader arabi: “Saremo indipendenti dal petrolio” «Il nostro obiettivo non è semplicemente ridurre le emissioni.
Dal petrolio all'energia pulita: la rivoluzione verde dei Paesi del Golfo tra città smart e green economy
Prosegue il dossier delle nostre testate dedicato all’ambiente. Al centro di quattro puntate il pianeta sotto stress, l’inquinamento, la siccità, i mutamenti climatici e le loro conseguenze. In quest’ultima parleremo del quasi miracolo che stanno compiendo i paesi arabi moderati del Golfo. Il deserto non avanza più: lo stanno fermando. E lo stanno trasformando. Nelle capitali del Golfo, dove per decenni l’unica energia era il petrolio, oggi si punta su solare, idrogeno verde e città a zero emissioni.
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