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Articles by Giulia Merlo
Meloni fa la gnorri e “cancella” il voto Usa. Ma il passato da vassalla non può nasconderlo
trumpiana a chi? 04 novembre 2026 • 20:00 La premier non commenta la sconfitta del tycoon. La presa di distanza da Trump è una condizione fondamentale per competere. Salvini fa il pacifista e sfrutta l’onda per punzecchiare il governo sull’Ucraina. Tajani: «Il Texas non è né il Molise né la Basilicata» true false Negare sempre, negare tutto. E quando negare non è possibile, interpretare a piacimento.
Dal «rapporto privilegiato» alla distanza, la sconfitta di Trump non preoccupa Meloni
Il centrodestra italiano è rimasto prudentemente in silenzio e ha atteso così gli esiti delle elezioni di midterm. Lontani sono i tempi dei tweet affettuosi, delle dichiarazioni pubbliche e degli auspici di vittoria di Donald Trump. Certo, formalmente, non era un’elezione che riguardava direttamente il presidente. Ma di sicuro ha pesato il fatto che i pronostici della vigilia erano a sfavore dei repubblicani.
Potere, ingiustizia, amore e violenza: i processi di Per questi motivi
Si conclude mercoledì 4 novembre 2026 la terza stagione di Per questi motivi, il podcast del quotidiano Domani che racconta i processi che hanno influito sulla storia italiana. Negli episodi ci sono questioni politiche controverse, diritti civili conquistati e torti rimediati. E sono protagoniste anche le città in cui i fatti avvengono, in un viaggio geografico da nord a sud.
Togati al Csm, ecco cosa ha generato il ricorso contro l’esito elettorale
Prima ancora di insediarsi il nuovo Consiglio superiore della magistratura è già oggetto di ricorso, in questo caso in materia elettorale sul nome di uno degli eletti in quota proporzionale. Il giorno dopo il voto tutti erano concordi sul fatto che la corrente progressista di Area avesse eletto sette togati, quattro invece per i centristi di Unità per la Costituzione. Invece, al momento della proclamazione, la Cassazione ha stabilito che due seggi scattassero per Unicost e nessuno per Area.
La riforma forense è arrivata alle battute finali
La riforma dell’ordinamento forense ha ottenuto la bollinatura necessaria del ministero dell'Economia ed è stata trasmessa contemporaneamente a entrambe le commissioni Giustizia, le quali hanno tempo fino al 26 novembre per esprimere il parere e la prossima settimana sono in calendario le audizioni. All'esito delle eventuali modifiche, il provvedimento passerà poi al consiglio dei ministri per l'approvazione definitiva.
L’eterno ritorno di Cosimo Ferri mette il Csm alla prova del cambiamento
Qualcuno teme già per l’immagine che questo proietterà sulla magistratura, per altri è la prova che la storia dell’Hotel Champagne andrebbe se non riscritta quantomeno corretta. Il più soddisfatto è comunque lui: Cosimo Ferri è tornato al Csm, eletto sì sul filo di lana come l’ultimo nella quota proporzionale. Eppure, una volta in consiglio, il come ci si è arrivati conta poco.
Il Csm va ai progressisti (ma non sono un blocco), la crisi di Magistratura indipendente
Il risultato per il voto al Csm ha consegnato un dato chiaro: la magistratura si è espressa in favore di una maggioranza marcatamente progressista, basti notare che per la prima volta da che si ha memoria storica entrambi i collegi di legittimità (quelli più politici, perché votati da tutti gli aventi diritto) sono stati vinti da gruppi di quell'area.
Dai maranza a giudici e Istat: Meloni va a caccia di nemici
Cateno De Luca: «Al voto il 9 e 10 maggio» 29 ottobre 2026 • 20:32 La premier, in campagna elettorale, cerca argomenti per nascondere la sua manovrina. Chiesta l’apertura di una pratica a tutela della gip di Milano. Cosimo Ferri rieletto al Csm true false In questo autunno caldo di piazze e scontri ogni equilibrio sembra saltato, a partire da quello della divisione dei poteri.
Il Csm vira a sinistra: le toghe progressiste sono la maggioranza tra i togati
Il Consiglio superiore della magistratura vira sul fronte progressista. Concluso dopo due giorni di lavori lo spoglio delle schede finalmente sono arrivati i risultati, che consegnano una vittoria al fronte dei gruppi associativi che guardano a sinistra.
Togati al Csm, Ferri non ce la fa con il maggioritario (ma punta al ripescaggio proporzionale)
Prosegue oggi lo scrutinio per i togati al Csm, con l’individuazione dei nuovi 13 consiglieri in quota giudici di merito. A metà dello scrutinio una parziale certezza già c’è: Cosimo Ferri - protagonista dello scandalo dell’Hotel Champagne che con la sua candidatura ha terremotato il clima della campagna elettorale – non è stato eletto con il sistema maggioritario.
La Cassazione guarda a sinistra con Area e Md
Procede lo scrutinio per i togati. Per la prima volta, entrambi gli eletti di legittimità sono di area progressista, Pilla e Nardecchia. Fuori Mi. Fumata nera per i laici true false Il primo esito delle urne per l’elezione dei nuovi consiglieri togati del Consiglio superiore della magistratura è una sorpresa e anche un piccolo terremoto per le toghe.
Attaccare il giudice che dà torto al pm: Meloni smemorata sulla separazione delle carriere
Tra i molti vizi della politica, il più odioso è quello di avere la memoria corta. Eppure non è passato nemmeno un anno dalla campagna referendaria sulla riforma della giustizia, che prevedeva la separazione delle carriere.
Elezioni al Csm, exploit delle toghe progressiste in Cassazione
É la giornata delle parziali certezze per il Consiglio superiore della magistratura. Mentre alla Camera si riuniscono i parlamentari in seduta comune per il primo voto per eleggere i dieci componenti laici, in Cassazione è cominciato lo spoglio per l’elezione dei venti togati che la magistratura ha votato il 25 e 26 ottobre.
Laici al Csm, verso la scheda bianca. Pazza idea di FdI: eleggere l’ex pm Di Pietro
L’indicazione di Fratelli d’Italia è quella di votare scheda bianca: sarà un nulla di fatto il primo voto per l’elezione dei consiglieri laici del Csm, che si svolgerà domani – 28 ottobre – alla Camera in seduta comune. Eppure, alcuni equilibri hanno già iniziato a delinearsi. Il primo riguarda i numeri: i consiglieri laici sono dieci e la ripartizione dovrebbe rimanere quella del passato consiglio, con sette nomi di maggioranza e tre di opposizione.
In Trentino Alto Adige tutti contro il Melonellum: dalla secessionista Eva Klotz fino all’Anpi
I promotori nazionali della Rete per un voto libero ed uguale lo avevano detto: i ricorsi con più probabilità di successo sono quelli che arriveranno dalle regioni a statuto speciale. Infatti – depositato il ricorso presso il tribunale di Trento – proprio nel capoluogo della regione Trentino Alto Adige l’udienza è già stata fissata e sarà con tutta probabilità la prima in Italia, il 16 dicembre.
Parlamentari, professori, vecchie glorie: l’esercito degli aspiranti laici al Csm
In attesa dell’esito del voto per i componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura, si apre la corsa anche per i dieci laici. La loro elezione avviene con maggioranza qualificata del parlamento in seduta comune e la prima occasione utile sarà il 28 ottobre, anche se con tutta probabilità slitterà almeno di un paio di mesi.
Sono partiti i ricorsi contro la legge elettorale
Detto fatto, ora che la legge elettorale è entrata in vigore sono partiti anche i ricorsi. Nel corso della giornata ne sono già stati depositati 25 (ne mancano ancora alcuni), tutti contro la presidenza del consiglio dei ministri, per contestare la legittimità costituzionale del Melonellum. Ogni ricorso ha potuto attingere agli otto punti indicati dalla rete di costituzionalisti “Costituzione e democrazia”, che si sono attivati a partire dalla campagna per il referendum.
Ceniccola (Unicost): «Il Csm deve essere uno scudo costituzionale»
Domenica e lunedì, la magistratura sarà chiamata a eleggere i nuovi consiglieri togati del Csm. L’esito è quantomai incerto, le sfide per l’organo invece rimangono molte, come spiega la sostituta procuratrice generale di Cassazione e candidata di Untà per la Costituzione nel collegio di legittimità Elisabetta Ceniccola. Il voto per i togati al Csm arriva dopo la bocciatura del referendum sulla giustizia. Quanto ha inciso quella mobilitazione per il No in questa campagna elettorale?
Ai tir poche risorse e in ritardo: Meloni tampona l’emergenza
Stanziati appena 175 milioni, forze dell’ordine in campo per far smobilitare i blocchi. Lollobrigida e Rixi soli in conferenza stampa.
Il decreto Sicurezza fa litigare gli avvocati
Il nuovo decreto Sicurezza fa discutere anche l'avvocatura. Il presidente del Cnf, Francesco Greco, ha commentato la stretta imposta dal governo con nuove fattispecie di reato e l'abbassamento dell'età per il fermo anticipato, dicendo che «la sicurezza è una priorità, soprattutto quando sono coinvolti minori in età preadolescenziale.
Magistrati contro l’emendamento di FdI che dimezza i tempi per i togati del Csm per tornare agli incarichi direttivi
La senatrice Carolina Varchi di FdI ha proposto un emendamento al dl Giustizia che dimezza il periodo in cui ai consiglieri del Csm è inibito di fare domande per incarichi direttivi o fuori ruolo, riducendo da 4 a 2 anni il lasso di tempo per l'accesso a incarichi direttivi e da 2 anni a 1 anno quello per incarichi fuori ruolo. L'iniziativa è subito stata accolta dalla contrarietà dei magistrati. L'Anm l'ha definita «sbagliata nel metodo e nei tempi.
Nordio pensa a come ampliare le carceri minorili dopo il decreto Sicurezza
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha avanzato ai microfoni di Start, su Sky, una proposta destinata a fare discutere all'indomani degli arresti dei minori durante le proteste di Milano: «Vi sono dei momenti in cui è necessario purtroppo spedire dietro le sbarre questi minori violenti.
Corte dei conti, lite a destra: le regioni contro Mantovano
tensioni della maggioranza 22 ottobre 2026 • 07:00 Il sottosegretario vuole incassare la seconda parte della riforma: quella sulle sezioni locali. Tanti i dubbi dei presidenti, su tutti quelli forzisti e leghisti. I tentativi di moral suasion true false Il futuro della Corte dei conti è appeso ai presidenti delle regioni, in particolare a quelli di centrodestra.
I blocchi selvaggi dei tir paralizzano l’Italia. Meloni immobile sulla crisi del paese reale
Scaffali vuoti nei supermercati del Meridione, verdura che rischia di marcire nelle celle dei tir, lunghe file di mezzi fermi lungo le autostrade. Le immagini si rincorrono sui social e nei media, dando corpo alla vera emergenza drammatica e impellente a cui il governo non sa dare risposta, più concentrato, invece, sulla propaganda anti “maranza” dopo gli scontri di sabato scorso a Milano.
Commissione David Rossi, l’insostenibile incoerenza dei falsi garantisti
il commento 20 ottobre 2026 • 20:41 Il presidente della commissione Gianluca Vinci true false Il presidente della commissione d’Inchiesta per la morte di David Rossi, Gianluca Vinci, ha fatto esattamente ciò che il centrodestra della “presunzione di innocenza” ha sempre stigmatizzato: ha mosso accuse men che indiziarie a Mussari e Ceccherelli, fatte poi filtrare anticipatamente ai media così da far montare la gogna mediatica Chissà se davvero il centrodestra è convinto che il condizionale sia...
Decreto Cortei, ecco il fermo preventivo ai minori. La nuova stretta di Meloni
Meloni aveva promesso la linea dura ed eccola qua: «Le violenze vanno condannate senza ambiguità, senza giustificazioni, senza distinguere in base a chi le commette», minori compresi. É servita la paziente moral suasion del Quirinale per arrivare alle limature di costituzionalità necessarie, così il nuovo decreto Cortei del governo è stato approvato in consiglio dei ministri.
Stipendi alle toghe, il pm che insultò Meloni sui social: «Mi hanno hackerato il profilo»
Il conguaglio degli importi di stipendio non corrisposti ai magistrati è diventato un grande caso politico e anche di giustizia, tanto da coinvolgere anche il Csm.
Fermo per i minori e divieto di aggregazione, Meloni sforna l’ennesimo (inutile) decreto
Dopo il vertice, palazzo Chigi ha voluto un nuovo decreto che renda operativa la stretta securitaria su baby gang e arresti. Il monito del Quirinale: «violenze inattese» e da «soggetti inediti», serve «un’analisi intelligente» sotto «diversi profili» true false Sarà una risposta «forte».
Guerriglia a Milano. L’autunno caldo preoccupa Meloni
Giovani incappucciati si sono scontrati con la polizia in zona Duomo. Atteso l’incontro con gli autotrasportatori. Polemica con le toghe true false Tanti granelli hanno formato la valanga che sta investendo il governo Meloni. L’autunno caldo delle piazze è arrivato, l’economia boccheggia e i conti non tornano proprio quando la legislatura sta finendo. La premier Giorgia Meloni, pronta a entrare in assetto da campagna elettorale, è invece costretta a mettersi in difesa.
Schlein rivendica l’unità del campo largo: «Sull’Ucraina non ci divideremo come Meloni e Salvini»
É una Elly Schlein tutta all’attacco, quella che si è presentata sul palco della Nuvola all’Eur di Roma per l’assemblea nazionale del Partito democratico che le prorogherà il mandato di segretaria fino a dopo le elezioni. Preceduta dagli appelli degli autotrasportatori del sud e della rete degli Studenti medi, la segretaria dem ha tenuto un lungo discorso in cui ha messo in fila i punti chiave in vista delle elezioni.
La polveriera francese, le piazze esplodono contro il carovita
La Francia mostra il suo volto feroce. Da Parigi a Lille, da Lione a Marsiglia, tutte le principali città francesi sono state teatro di scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, con uffici pubblici dati alle fiamme, vetrine e negozi sfondati e guerriglia nelle strade.
Meloni fa l’ottimista. Ma l’Italia è una bomba pronta a esplodere
da bruxelles a roma 16 ottobre 2026 • 20:03 La presidente ha rivendicato il via libera dell’Ue al decreto Bollette. Fiduciosa sulla flessibilità, l’Istat certifica l’inflazione al 4,2 per cento true false Dall’ottimismo di Meloni a Bruxelles alle piazze infiammate in Italia. Tanta è la distanza tra i toni della presidente del Consiglio al termine del Consiglio europeo e le immagini delle proteste degli studenti e degli autotrasportatori in molte città.
Penalisti contro la circolare di Nordio sul patrocinio a spese dello Stato
Ciclicamente il problema si ripropone: l'imbuto nei pagamenti dei compensi per il patrocinio a spese dello Stato. Ora a creare un nuovo tappo è stata la circolare ministeriale del 25 luglio inviata dal ministero agli uffici giudiziari, che fornisce un'interpretazione uniforme sulla questione del termine per proporre opposizioni.
La manovra delle briciole. Caro benzina, protesta dei tir
Il Dpb è di 23,5 miliardi di euro. Serve anche il contributo delle banche, che già dicono no. Scoppia la protesta dei tir. E Trump risponde a Meloni sul diesel russo: «É un successo» true false Il conto della prossima manovra è arrivato a Bruxelles: 23,5 miliardi in tutto, con molti punti ancora da chiarire e accompagnato dalla sensazione che, ancora una volta, nella Finanziaria ci sia poco e niente per rilanciare l’economia.
Tandem Occhiuto-Romeo. I dioscuri della guerriglia che logorano i leader
Tajani e Salvini mantengono faticosamente la guida di Forza Italia e Lega. I ribelli non possono vincere un congresso e hanno scelto un’altra strategia true false Giorgia Meloni ha capito l’aria pesante che aleggia intorno agli alleati e una prima concessione l’ha fatta. Il beneficiario, anche in vista del congresso straordinario della Lega che si terrà il 24 e 25 ottobre, è Matteo Salvini.
Emergenza energia, Meloni sfida l’Ue: «Non dico sempre sì»
Approvata la legge elettorale, la prima a essere entrata in modalità elettorale è Giorgia Meloni. La premier ha cominciato dal palco dell’assemblea generale di Assolombarda, la roccaforte degli industriali milanesi (città che andrà al voto in primavera), a cui si è risolta paragonando l’azione del suo governo a quella dei manager, costretti a muoversi in una fase «estremamente difficile» di turbolenze geopolitiche e dunque anche di mercato.
Legge elettorale, la battaglia dei giuristi: «Sei profili di incostituzionalità, partono i ricorsi»
I ricorsi costituzionali contro il Melonellum rappresentano una «staffetta tra parlamento e giuristi»: così descrive il costituzionalista Roberto Zaccaria quel che sta accendo intorno alla legge elettorale. Finita la battaglia dell’opposizione in aula, comincia ora quella dei costituzionalisti nei tribunali.
Al voto, presto o tardi. FdI preferisce maggio, ma gli alleati frenano
FdI è rassegnata che la prima data utile per le urne sia l’election day. Tajani e Salvini sono in bilico con tumulti interni e tirano a campare true false Se è vero che la conoscenza è potere, ora il potere è tutto in mano a Giorgia Meloni. La legge elettorale è stata approvata e il Quirinale l’ha anche già promulgata, così che la premier potrà per rivendicare che rilievi costituzionali evidenti non ce ne sono, in vista dei ricorsi che da lunedì partiranno a tutte le corti d’appello d’Italia.
A Padova apre la Camera arbitrale islamica. L’Ucoii prende le distanze, la procura apre un fascicolo
A Padova è stata costituita una Camera arbitrale islamica, che sul suo sito si presenta come la «via ala giustizia islamica in Italia», che amministra gli arbitrati «in conformità con i principi della Sharia, ossia la legge islamica» e definisce l'organo che risolverà le controversie «tribunale sciaraitico». In particolare, viene fatto riferimento ad arbitrati n materia di diritto successorio e «questioni familiari o sensibili».
La pm del Sì al referendum diventa giudice, dopo «gli attacchi subiti». L’Anm locale la smentisce: «Richiesta del 2022»
Non accenna a placarsi la polemica intorno alla magistrata Annalisa Imparato, diventata volto noto durante la campagna referendaria per essersi esposta in favore del Sì. Dopo l'esito negativo del referendum, Imparato ha ottenuto di poter cambiare funzione e da pubblico ministero di Santa Maria Capua Vetere è diventata giudice a Velletri.
Anche il Pd chiede di riaprire i tribunalini: presentato un emendamento per quello di Montepulciano
La questione della geografia giudiziaria sembra essersi inabissata, dopo la fiammata intorno alla riapertura del tribunale della Pedemontana, anche se il disegno di legge sulle circoscrizioni giudiziarie, attualmente all’esame della Commissione Giustizia della Camera.
Candidati, collegamenti e autocandidati laici: tutto quello che c’è da sapere sulle elezioni al Csm
La legge elettorale del Csm, introdotta con la legge Cartabia, prevede di ripartire i 20 togati da eleggere in due collegi nazionali e sei territoriali. In un collegio unico nazionale si eleggono i 2 componenti che esercitano funzioni di legittimità in Cassazione e procura generale, con sistema maggioritario che fa eleggere i due candidati più votati.
Il Melonellum è legge con 227 sì. Meloni regge e gioca con la data del voto
Infine i franchi tiratori sono rimasti in sonno e la premier Giorgia Meloni non ha nemmeno avuto bisogno di comparire in aula. Deputati e deputate si sono allineati e hanno votato il Melonellum, che è stato approvato a scrutinio segreto con la schiacciante maggioranza di 227 voti: gli stessi già conteggiati nelle tre fiducie dei giorni scorsi. La premier aveva detto che il voto pur senza fiducia doveva essere trattato come se lo fosse, e così è stato.
Il Melonellum è legge: 227 Sì a scrutinio segreto. Schlein: «Cambiate la legge perché avete paura»
Tutto liscio, i franchi tiratori sono tornati a dormire. La Camera ha approvato a scrutinio segreto con una maggioranza di 227 voti a favore il Melonellum, così è infine passata la legge elettorale voluta dalla premier Giorgia Meloni con minaccia di elezioni anticipate. Al termine del voto, i banchi della maggioranza sono esplosi in una esultanza, le opposizioni hanno alzato il cartello “Legge trufffa”. Infine quindi il bis di luglio non c’è stato e il centrodestra ha ritrovato la sua compattezza.
L’appello di Mara Carfagna: «Parità di genere su capilista e nomine»
intervista a mara carfagna 07 ottobre 2026 • 20:34 La segretaria di Noi Moderati si rivolge ai partiti e chiede equità tra donne e uomini nelle candidature. Ma promuove il Melonellum: «Rende più trasparente il rapporto con gli elettori» true false Mentre la legge elettorale si avvia all’approvazione, la vera questione pratica sottesa che ha armato le “franche tiratrici” di luglio rimane: senatrici e deputate diminuiranno senza una norma che preveda quote di genere per i capilista?
Il metodo Pnrr va consolidato, per non arretrare nei risultati sulla giustizia civile (che incide sul Pil)
Il successo del Pnrr in materia di giustizia sul piano dei numeri è evidente, ora l’obiettivo è non disperdere il patrimonio di risultati. Da questo parte il report dal titolo Le leve per la crescita, curato per il Mulino da Roberto Garofoli, magistrato ed ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
Melonellum, il giorno del giudizio. Ansia per la tenuta del governo
Completo grigio chiaro e passo marziale, Giorgia Meloni ha scandito un «sono serena, lo sono sempre» a chi le ha chiesto del via libera finale alla sua legge elettorale. Ieri Montecitorio ha votato l’ultima fiducia sull’articolo 3 che ridisegna i collegi uninominali dell’Alto Adige e la premier ha passato la vigilia del voto segreto alla Camera a Spalato, impegnata al Med9. La vaghezza intorno ai suoi impegni per oggi, invece, fa sospettare che stia meditando una comparsata in aula a Montecitorio.
Il Melonellum procede senza intoppi. E la maggioranza si prepara alle elezioni
il governo incassa le due fiducie 06 ottobre 2026 • 20:31 La legge elettorale verrà votata definitivamente domani. Nessun franco tiratore, all’orizzonte c’è solo la minaccia della Consulta. Dal Parlamento a Palazzo Chigi si ragiona sull’election day con le comunali a maggio, anche se Meloni parla di fine legislatura true false Tutto è andato liscio, come da aspettative.
Il Csm contro Scarpinato. Tutte le correnti chiedono una pratica a tutela per il gip di Caltanissetta
Dopo giorni di polemiche, lo scontro tra l’ex magistrato oggi parlamentare Cinque stelle e membro della commissione Antimafia Roberto Scarpinato e il gip di Caltanissetta Santi Bologna arriva al Csm per due vie separate che inevitabilmente si riuniranno.
Melonellum blindato. La premier non si fida più degli alleati
solo il voto finale sarà segreto 05 ottobre 2026 • 19:54 Posta la questione di fiducia su tre articoli della legge elettorale. Un segnale che tenere unita la maggioranza è sempre più difficile true false Infine la blindatura è arrivata: il governo ha posto la fiducia sugli articoli 1, 2 e 3 della legge elettorale.
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