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Articles by Luigi La Spina
Quei fronti opposti di Askatasuna che non aiutano la Torino fragile
Sulla questione Askatasuna due concezioni radicalmente opposte rischiano di ottenere lo stesso risultato, molto preoccupante per Torino. Proprio in un momento difficile per la città, tra un continuo, marcato declino della popolazione e la ricerca di una nuova vocazione identitaria, capace di assicurare un destino favorevole all’economia del territorio.
Il pattinaggio all’Oval non sia rivincita, ma una lezione contro il campanilismo tra Torino e Milano
Una rivincita, ma anche una lezione. Dopo il rifiuto, da parte del Comitato Milano-Cortina, di utilizzare gli impianti torinesi per le Olimpiadi del 2026, la decisione francese di far disputare le gare di pattinaggio veloce all’Oval per l’edizione invernale delle Olimpiadi 2030 costituisce certamente una rivalsa per Torino.
Pedonalizzare è un valore, ma senza punire gli automobilisti
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Quel primo incontro tra Sciascia e Berlingue “Muti per tutta la sera”
Non ancora santo, forse, ma almeno beato, di sicuro. Il mito di Enrico Berlinguer non solo resiste al tempo, ma si rinforza al confronto dei nostri tempi, quando l’attualità politica non offre simili figure carismatiche. Così, a quarant’anni dalla sua tragica morte, le commemorazioni e i ricordi si affollano di nostalgie e rimpianti.
La campagna elettorale delle promesse e lo spettro urne vuote
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Sanità, industria e diritti delle donne: il confronto tra candidati al Salone dell’auto
Era ora. Dopo settimane di lotte per i nomi in lista, di scandali sui voti di scambio, di campo largo o di campo giusto, di candidature prima bocciate e poi promosse, si parlerà delle questioni che interessano i cittadini. L’incontro, organizzato da La Stampa, in programma domani alle 18 al Museo nazionale dell’automobile in corso Unità d’Italia, tra i candidati presidenti regionali, finalmente sarà l’occasione per comprendere le differenze tra i programmi politici per la prossima legislatura.
Dai negozi ai caffè storici, un patrimonio da non perdere
Un trasferimento che può assurgere a simbolo del cambiamento della città. È quello della libreria Luxemburg dai locali storici all’angolo di via Cesare Battisti. Tra qualche tempo non sarà più possibile, in quell’angolo, trovare libri stranieri, né un ampio campionario di giornali internazionali, oltre che un ricco catalogo editoriale. Non è il primo e, purtroppo, non sarà neanche l’ultimo sacrificio che il caro affitti del centro costringe a compiere.
Gli errori del rettore Geuna che rafforzano i pregiudizi
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Lo scontro di potere senza idee dietro le nomine della Compagnia di San Paolo
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Il Politecnico guardi oltre i confini nazionali
Pochi, molti disoccupati e, quelli che hanno trovato lavoro, spesso con contratti precari. Anche il più recente studio dell’economista Mauro Zangola, un dossier sulla società e l’economia piemontese, conferma la difficile condizione dei giovani in Piemonte. I numeri possono essere noiosi, ma documentano una situazione davvero preoccupante. In 40 anni, il Piemonte ha perso 433 mila ragazzi tra i 15 e i 34 anni, il 34,7 per cento.
Il doppio danno del bipolarismo azzoppato
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Il caso Ogr e le sinergie che mancano
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Code e pedaggi, la doppia condanna per gli automobilisti sulle autostrade del mare
Autostrade per la Liguria, automobilisti condannati a code e pedaggi
Cara Torino, la rubrica su Torino di Luigi La Spina
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Guerriglia anarchica a Torino, il ricatto della violenza che rafforza il partito del 41-bis
Un corteo iniziato in modo civile, ma finito nel peggiore dei modi. Le devastazioni senza senso avranno un effetto controproducente
Il rilancio di Torino passa da innovazione e competenza
Il rilancio di Torino passa dall'innovazione e dalla competenza
Cara Torino, la rubrica di Luigi La Spina oggi è su Iren e il caro Energia
Iren, serve più sensibilità verso condomini morosi
Basta parole, i problemi vanno risolti
I giornali molte volte riportano notizie che ci fanno preoccupare, per esempio quelle della guerra in Ucraina o della pandemia. In altri casi, sollevano il nostro morale, quando ci rallegrano per le vittorie dei campioni dello sport. I giornali molte volte riportano notizie che ci fanno preoccupare, quali, per esempio, quelle della guerra in Ucraina o della pandemia. In altri casi, sollevano il nostro morale, quando ci rallegrano per le vittorie dei nostri campioni dello sport.
Torino, cento giorni di prudenza per Lo Russo. Ora serve un segnale di segnale
All’inizio di gennaio scadranno i fatidici “primi 100 giorni” dall’elezione del nuovo sindaco di Torino, Stefano Lo Russo. Sono state settimane di fervida attesa da parte dei cittadini nei suoi confronti, testimoniata, tra l’altro, dal fiume di lettere e messaggi a lui destinati e indirizzati alla cronaca della “Stampa”.
La nuova concordia che serve ai cittadini
L’occasione è straordinaria. Ecco perché l’appuntamento di martedì è molto importante. Sta arrivando per Torino e per il Piemonte un “pacco di Natale” quale mai il nostro territorio ha avuto in dono: si tratta dei finanziamenti che l’Europa ha concesso all’Italia e che saranno distribuiti il prossimo anno alle Regioni, il cosiddetto Pnrr, un acronimo dal suono sgradevole, ma dal contenuto seducente.
Perché la fuga degli stranieri è un problema
Brutta notizia e neanche a Salvini dovrebbe far piacere. Nell’ultimo anno, in Piemonte 6 mila persone di origine straniera hanno deciso di lasciare il nostro territorio. Il recente rapporto della Caritas sull’immigrazione, come illustrato ieri sul nostro giornale, calcola in 441 mila gli stranieri abitanti in regione, cioè meno del 10 per cento del totale, di cui la metà nella provincia di Torino.
Il voto di Torino, città in letargo
Il ballottaggio è “un’altra partita”, come l’hanno definito entrambi i candidati a sindaci di Torino. E, se non si tratta di un secondo tempo, occorre cambiare anche campagna elettorale. Così, Paolo Damilano e Stefano Lo Russo hanno abbandonato il fair play e i toni della loro polemica si sono inaspriti, nella speranza di scuotere un elettorato che, due settimane fa, aveva disertato le urne come mai era avvenuto.
Nel post-Covid un’altra emergenza
Se così fosse, il bilancio della situazione sanitaria in Piemonte non sarebbe accettabile. Da una parte, ci si ammala meno di Covid; dall’altra, ci si cura di meno per tutte le altre malattie. Il rischio, nella nostra regione, è ormai questo, nella speranza che la campagna vaccinale impedisca un ritorno autunnale del virus, magari con una variante più insidiosa. La pressione dei cittadini sui “pronto soccorso” sta diventando davvero insostenibile per varie ragioni, di cui tre fondamentali.
La difficoltà di andare oltre gli annunci
Chissà se qualcuno degli aspiranti sindaci di Torino non si sia un po’ pentito della candidatura, anche alla luce dell’ultimo incredibile guaio giudiziario capitato alla prima cittadina di Crema, indiziata di reato per non essere riuscita a evitare che un bimbo si schiacciasse un dito nella porta di un asilo della sua città.
Giovani e lavoro: l’opportunità in tempi di crisi
Gli ultimi dati sul mondo del lavoro torinese confermano l’impressione di una certa schizofrenia di questo mercato. Da una parte, la disoccupazione, specialmente tra i giovani, cresce. Dall’altra, molte imprese non riescono a trovare il personale che cercano. Ci sono certamente fenomeni transitori, che rispondono a necessità immediate e imprevedibili, come quelli che la pandemia ha provocato.
“Manutenzioni” una parola dimenticata
La terribile tragedia del Mottarone, quando è ancora altrettanto doloroso nella nostra memoria il ricordo del crollo del ponte Morandi a Genova, ci costringe a riflettere sull’importanza della manutenzione nel nostro Paese per l’esigenza primaria della vita pubblica, la sicurezza dei cittadini.
La vendetta annebbia il futuro
La vendetta offusca il presente e compromette il futuro. È un brutto sentimento che affligge l’esistenza delle persone, ma che fa danni anche nella vita politica. L’esempio più clamoroso, a Torino, è offerto dallo scontro preelettorale fra i 5 Stelle e il Partito democratico, una baruffa a suon di ripicche, sospetti, accuse che rischia di aprire una vera autostrada alla corsa di Paolo Damilano, il candidato civico sostenuto dalla destra.
L’obiettivo di salvare cittadini e lavoratori
Due foto nelle prime pagine di cronaca del nostro giornale simboleggiavano efficacemente, ieri, la drammatica contraddizione nella quale ci troviamo: da una parte, la protesta disperata degli ambulanti sui quali si è abbattuta una crisi economica devastante, dall’altra, l’affanno dei “pronto soccorso” assediati da malati Covid e non Covid.
Una città immobilizzata tra rinvii e promesse
Di rinvio in rinvio, Torino aspetta. Aspetta, ultimo in ordine di tempo, la rete ferroviaria metropolitana. Un progetto già finanziato, per cui ci sarebbero le risorse, ma manca la variante del piano regolatore per la stazione di San Paolo, punto fondamentale per la linea che collegherà Torino Stura con il San Luigi di Orbassano. La necessità della variante era nota da cinque anni, ma nessuno si è preoccupato di predisporla.
L’irresistibile tendenza a ripetere gli errori
Ricapitoliamo. Un anno fa, davanti alla prima ondata di contagi e di ricoveri, la Regione Piemonte si rende conto che gli ospedali torinesi non possono reggere e, allora, decide di dedicare una parte delle Ogr ai malati di Covid.
Il solco tra il Pd e la società civile
TORINO. La bella lettera con la quale Mauro Salizzoni si sfila dalla candidatura nel centrosinistra per il prossimo sindaco dovrebbe lasciare via libera all’altro maggior aspirante al ruolo, l’attuale capogruppo del Pd, Stefano Lo Russo. Una riflessione sulle motivazioni del suo ritiro sarebbe assai utile a tutti coloro che si riconoscono, o si riconoscevano, in quell’area politica.
Meno parole quando il tema è la salute
Gli annunci confortano, ma la realtà delude. Anche la nostra città e la nostra Regione dovrebbero importare il “metodo Draghi”, quello di parlare più con i fatti e meno con le parole. E’ il caso, per esempio, della campagna di vaccinazione in Piemonte. Nessuno disconosce le difficoltà di organizzare un piano, quando non si sa se le promesse dei produttori di sieri antivirus saranno mantenute, né per le quantità delle dosi, né per i tempi di distribuzione.
Una visione che supporti chi investe
Il vento di speranza che sembra arrivare dalla presenza di Draghi alla guida del nuovo governo pare essere arrivato anche in Piemonte. L’annuncio della localizzazione a Scarmagno della mega fabbrica Italvolt, dove saranno prodotte le batterie al litio per le auto elettriche, non solo è un apporto importante alla ripresa dello sviluppo industriale del territorio, ma può costituire anche un segnale perché altre aziende internazionali imitino tale scelta.
Se il burocrate frena l’antidoto
L’Europa gioca d’anticipo e l’Italia rischia il contropiede. Dopo le prime vaccinazioni anti-Covid in Gran Bretagna e negli Stati Uniti, i tedeschi hanno sollecitato l’Ema, l’agenzia europea per i medicinali, a emettere il 21 e non a fine dicembre il verdetto sull’efficacia e sulla sicurezza dell’antidoto che viene già distribuito ai cittadini inglesi e americani dalla Pfizer.
Covid vaccination: EU at the ready
The European Medicines Agency is due to reach a decision on approving the Biontech/Pfizer vaccine today. Once the agency has given the green light, the necessary approval by the EU Commission is considered certain and an EU-wide vaccination campaign could start before the end of the year. Commentators ask what Europe has learned on the long road to vaccine approval.
L’inascoltata lezione della Fase 1
Non vorremmo turbare la luna di miele dell’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, al quale rivolgiamo comunque sinceri e cordiali auguri per le sue nozze, ma la domanda è inevitabile: perché, in attesa della prevedibile seconda ondata del contagio, non si è riusciti a risolvere i problemi di prevenzione che erano drammaticamente emersi la primavera scorsa?
La rivoluzione prima si prepara e poi si annuncia
È facile che le buone idee divengano cattive, basta realizzarle male. L’esempio è quello che tutti i giorni automobilisti, utenti del servizio pubblico, ciclisti, amanti del monopattino, persino poveri pedoni sono costretti a vedere sulle strade. L’intenzione di combattere l’inquinamento riducendo il traffico delle auto e favorendo tutti gli altri mezzi di trasporto poteva essere un utile contributo alla salute.
L’aborto e la sfida agli alleati
Di fronte ai gravi problemi del nostro territorio acuiti dalla pandemia, la crisi economica e occupazionale, le difficoltà del sistema scolastico e di quello sanitario per fronteggiare il virus, l’uscita estemporanea dell’assessore regionale Maurizio Marrone in favore dell’obbligatoria ospedalizzazione delle donne che ricorrono alla pillola abortiva ha suscitato molta sorpresa.
Poche priorità ma concrete per il rilancio
L’appello del nostro giornale alla società civile perché contribuisca a un progetto di Torino futura, in un momento di grave difficoltà e di grandi cambiamenti, è stato accolto con encomiabile passione civile. Interventi interessanti e proposte suggestive sono arrivati e altri sicuramente arriveranno.
Difendere i popoli dai populisti
La confusione è l’arma preferita dai populisti e, in questi tempi confusi, è molto efficace. L’esempio più recente è stato quello sul concetto di libertà, termine che amiamo moltissimo quando ci riguarda da vicino e che trascuriamo volentieri quando riguarda quella degli altri.
Dalla politica segnali poco rassicuranti
Un sospiro di sollievo per l’imminente pausa agostana e l’irresistibile tentazione di rinviare a settembre i problemi più assillanti. Sentimenti e pensieri che, quest’anno, non saranno consentiti non solo ai nostri governanti, ma a tutta la classe dirigente di Torino. L’emergenza economica seguita alla pandemia che ha colpito una larga parte dei nostri concittadini richiede risposte rapide e uno sforzo corale da parte di ciascuno per affrontarla adeguatamente.
Smart working: troppi silenzi e ambiguità delle istituzioni
Il lavoro da casa, imposto dalla pandemia, ha avuto effetti importanti, sia sulla vita di coloro che l’hanno praticato, sia sull’economia delle nostre città. Il prolungamento del cosiddetto smart working, oltre le esigenze dell’allarme sanitario, potrebbe davvero stravolgere abitudini consolidate, assetti urbani, livelli occupazionali e avere conseguenze gravi sulla qualità del lavoro, condizione fondamentale per la tutela delle nostre esistenze.
Che succede nel Piemonte ammalato di coronavirus
C’era una volta un “caso Piemonte”. Ora c’è un caso nazionale che riguarda il Piemonte. I dati segnalano un contrasto drammatico tra le tendenze dei nuovi malati in quasi tutte le regioni italiane e quelle subalpine. Nelle prime i contagiati dal virus sono in regresso, nelle seconde in crescita: addirittura c’è l’eventualità che, nei prossimi giorni, si assista allo sgradevole sorpasso del Piemonte sulla Lombardia in quella graduatoria.
Il momento di ammettere gli errori
E meno male che non c’era “un caso Piemonte”! I numeri sulla pandemia che hanno fatto salire la nostra regione nella triste classifica italiana dei contagiati, con 23.319 contagi e 2688 deceduti, confermano un andamento in controtendenza rispetto al resto d’Italia non solo inquietante dal punto di vista sanitario, ma che rende più delicato, sul nostro territorio, l’avvio della cosiddetta “fase 2”.
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