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Articles by Piero Benassi
La sfida nel Mediterraneo
Con gli ultimi eventi, nel segno purtroppo di ulteriore instabilità per la potenziale apertura di un drammatico fronte libanese in Medio Oriente e forse non solo — dopo l’eliminazione del leader di Hamas Haniyeh — l’interesse mondiale circa la tormentata corsa alla Casa Bianca si lega ovviamente agli effetti che ne deriveranno sull’agenda internazionale.
Ue, perché a Bruxelles serve coesione
L’Europa, nella tenaglia della sfida tra Usa e Cina, si dovrà muovere in avanti mentre le estreme destre al suo interno non esiteranno ad attivarsi per farla retrocedere
Lo slalom di von der Leyen tra centro e destra
L’ultimo passaggio di von der Leyen in Italia, tra non pochi caveat e qualche torsione di immagine, suggerisce di dare uno sguardo, tra le molte variabili in vista delle nomine di vertice a Bruxelles, alla dinamica interna a Berlino anche in prospettiva europea.
L’Occidente in crisi di identità
“L’Occidente e il resto (del mondo)”, nella sua formulazione in inglese, The West and the Rest esprime in cinque parole, in modo generico ma efficace, il rivolgimento geopolitico in atto nel pianeta.
La sfida di un’Europa globale
Uscire dalle emergenze e “pensare a medio e lungo termine” per realizzare un’Unione Europea “globale, sostenibile e responsabile“. Questo il tema di un rapporto pubblicato da poche ore e frutto di un dibattito avviato da 50 personalità europee di varie discipline convenute a Cascais (Portogallo) a fine 2023 e finalizzato successivamente da un Comitato Direttivo.
Ue, la sfida dei Balcani Occidentali
Ad oltre vent’anni dalle Conclusioni del Consiglio Europeo di Salonicco sulla prospettiva europea dei Balcani Occidentali, la tormentata regione (Serbia, Bosnia Erzegovina, Kosovo, Montenegro, Macedonia del Nord e Albania) si trova in una sorta di “stallo febbrile”, frutto di incongruenze interne e in parte psicologiche indotte dall’accelerazione geopolitica di Bruxelles su Ucraina e Moldavia in termini di adesione.
Italia, come salvarsi dal declino
Alle prese con transizioni globali senza precedenti - digitale, verde e, soprattutto, geopolitica - il nostro Paese è chiamato a “ri-definirsi” dopo aver per decenni beneficiato - per lo più passivamente - delle garanzie politiche ed economiche dell’area euro-atlantica. Eccezioni di rilievo in termini di impatto sul nostro vicinato furono, dapprima, la “stagione energetica di Enrico Mattei” e poi, quale logico corollario, gli anni del dialogo in Medio Oriente (causa palestinese compresa).
Il ruolo europeo sul Mar Rosso
L’apertura di un ulteriore fronte in Yemen con l’intervento militare anglo-americano allarga ulteriormente e verso il mar Rosso il conflitto concentrato sulla Striscia di Gaza. Il Canale di Suez si ripropone così a distanza di quasi settanta anni dal secondo conflitto arabo israeliano nel 1956.
L’Italia e l’agenda del G7
A ridosso delle prossime elezioni europee e a pochi mesi dal voto per la Casa Bianca, questo formato — chiamato originariamente a facilitare le iniziative macroeconomiche — si confronta da qualche anno (a partire dal Covid e dalle varie emergenze, conflitti armati compresi) con temi di valenza politica planetaria; nella speranza che in quel momento si sarà in una fase di post conflitto tanto in
Il Medio Oriente dopo la guerra
Nella trepidazione per gli ulteriori e drammatici sviluppi a Gaza, seguita allo stallo della mediazione per la liberazione degli ostaggi, l’azione militare di Israele appare conformarsi a quello che si configura sempre più come un uso alternativo da parte di Hamas degli stessi come “scudo umano” piuttosto che come mezzo primario per ottenere concessioni, al momento prefigurate nell’ipotesi del rialzo massimo possibile nelle richieste di scambio.
Italia-Ue, l’errore del braccio di ferro
Nei nostri rapporti con Berlino e Parigi, soprattutto in ambito Ue, l’attualità e gli impulsi del momento prevalgono spesso sull’ampiezza dell’analisi, con il risultato di confinarci dentro il perimetro narrativo “alleato o avversario”. La vicenda degli immigrati negli ultimi giorni è solo l’ultimo caso in ordine di tempo. Berlino al centro della nostra polemica e Parigi in posizione apparentemente più conciliante è l’istantanea di ieri (martedì 26 settembre).
L’urgenza di un’unione fiscale
L’Ecofin di Santiago de Compostela ha completato una settimana non facile, per l’Italia in primis. Le previsioni al ribasso da parte della Commissione con un Pil che scende per noi dall’1,2 allo 0,9 percento; il decimo rialzo dei tassi d’interesse da parte della Bce; gli stessi esiti, ancora interlocutori, nel negoziato per la chiusura del nuovo Patto di stabilità.
I ponti verso il Sud Globale: ecco la sfida per l’Occidente
Nel primo ventennio di questo secolo ci siamo confrontati con crisi di varia natura sostanzialmente in sequenza, ogni tre, quattro anni ed in genere una alla volta. A partire dall’emergenza Covid nel 2020, seguita dall’aggressione russa all’Ucraina, ce le siamo ritrovate di fronte tutte assieme: crisi politica, economica, energetica, sociale, climatica e non solo.
L’Europa sempre al bivio
L’evoluzione verso un sistema internazionale di tipo multipolare, oggi ripetutamente evocato, delinea uno scenario dove saranno pochi “grandi” a decidere o quanto meno ad influenzare il destino degli altri. Questi ultimi saranno chiamati invece a seguire o, peggio, a subire. Scenario che andrà di pari passo con quel confronto tra democrazie e autocrazie, dove il cosiddetto Sud Globale sembra propenso a non schierarsi o in più di un caso ad essere attratto dalle seconde.
Migranti, le sfide di Meloni
La conferenza internazionale su sviluppo e migrazione svoltasi domenica 23 luglio alla Farnesina, alla presenza di oltre venti leader tra europei e rappresentanti della sponda Sud e dei Paesi del Golfo (quest’ultima novità da salutare con favore), ha in qualche modo chiuso una prima fase di nostro dichiarato protagonismo mediterraneo di questo avvio di legislatura.
Nato, il fianco Sud ora conti
Dal vertice di Vilnius è uscita una faticosa quadratura del cerchio rispetto alla duplice e complicata esigenza di offrire il massimo delle garanzie all’Ucraina e al tempo stesso elevare una deterrenza che nella concezione della Nato dovrebbe scoraggiare future escalation sul terreno.
L’addio a Mauro Petriccione, direttore generale della Commissione europea
Nato a Taranto, aveva studiato a Bari e a Londra ed era entrato alla Commissione a trent’anni. Nel 2018 l’incarico più importante: direttore generale della Dg Clima per la preparazione del green deal europeo Un senso di sgomento e di smarrimento ci ha colpiti, all’improvviso, la sera del 22 agosto 2022 quando ci è giunta la terribile notizia che Mauro Petriccione, uno dei direttori generali più preparati ed esperti della Commissione Europea, ci aveva lasciato.
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