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Articles by Rita Rapisardi
A new generation takes back the streets
Under the catch-all moniker of the October 17 Movement, a new generation is making its presence felt across half of Italy. It is showing up almost spontaneously, with no organizational labels and a handful of radical slogans, staying outside the identity-based political boxes of recent years. It brings a dose of lightheartedness that at times spills over into recklessness – albeit entirely justified – and that at the same time signals an uncommon determination.
Torino, cori e slogan freestyle. Poi partono le cariche
A Torino, migliaia di studenti scendono in piazza per un'azione unitaria contro la scuola precaria e militarizzata, chiedendo risorse per l'istruzione e un futuro libero dalla guerra, scontrandosi con una repressione poliziesca crescente. Dalla parte del torto, insieme. Registrati e scopri l'informazione indipendente. Hai già un account? Gratis per sempre. Non costa nulla ma porta molto.
Askatasuna, 19 misure cautelari per la manifestazione di gennaio
Torino Perquisite quattordici abitazioni in giro per l'Italia, contestati vari reati tra cui resistenza aggravata e lesioni a pubblico ufficiale ma non devastazione e saccheggio.
«Non chiamiamo formazione ciò che è propaganda». Silp Cgil torna sul convegno di Vannacci a Torino
Destre Prosegue la polemica per la partecipazione del leader di Futuro nazionale all'evento organizzato per l'aggiornamento professionale delle forze di polizia e poi trasformato in iniziativa pubblica Vannaci insieme ad alcuni agenti – Foto Imagoeconomica Destre Prosegue la polemica per la partecipazione del leader di Futuro nazionale all'evento organizzato per l'aggiornamento professionale delle forze di polizia e poi trasformato in iniziativa pubblica Esplora gli argomenti
Il comizio di Vannacci tra i poliziotti
Quindici camionette e 250 agenti antisommossa a chiudere un intero tratto della città di Torino sono giunti alle otto del mattino a fare da scudo all’albergo dove si è tenuto l’evento, organizzato dal sindacato di polizia Fsp, con Roberto Vannacci ospite d’onore. A contestare l’eurodeputato in strada c’era qualche centinaio di persone, non solo di Askatasuna. «Nessun generale per nessuna guerra.
La ricostruzione che manca, oltre i numeri del commissario
Centro Italia A dieci anni dal sisma paesi spopolati, poca chiarezza sulle seconde case e un dossier smonta la retorica del rilancio. Ingenti gli investimenti di Next Appennino e Pnrr, ma i risultati non si vedono Macerie a Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 – Foto di Alessandro di Meo/ Ansa Centro Italia A dieci anni dal sisma paesi spopolati, poca chiarezza sulle seconde case e un dossier smonta la retorica del rilancio.
Femminicidi, la legge c’è ma mancano le risorse
Il dossier del Viminale registra nel primo semestre 2026 solo 8 casi di femminicidio. Prima di considerarla una buona notizia, però, occorre capire come viene misurato il fenomeno. Confrontando i dati ministeriali con quelli dell’Osservatorio nazionale di Non Una Di Meno, che monitora i casi di cronaca riconducibili alla violenza di genere, emergono degli interrogativi.
Bando per Askatasuna, l’incognita dei costi
Dopo lo sgombero violento di Askatasuna, il comune di Torino lancia un bando per la riqualificazione dell’edificio, ma i costi elevati e la repressione istituzionale rischiano di escludere le realtà popolari che lo hanno animato per decenni. Dalla parte del torto, insieme. Registrati e scopri l'informazione indipendente. Hai già un account? Gratis per sempre. Non costa nulla ma porta molto.
Il «non campeggio» NoTav sfida i decreti a raffica del prefetto
La prima notte del “non campeggio” è trascorsa illuminata dalle luci blu delle camionette della polizia, almeno sei, che hanno continuato a sorvegliare cinquanta persone rimaste all’addiaccio, impossibilitate a piantare una tenda. C’è chi l’ha ribattezzato il «reato del campeggio», dopo che giovedì dall’ufficio del prefetto di Torino sono partite una serie di ordinanze per impedire ai militanti No Tav di accamparsi per un week end di incontri previsto da tempo.
No Tav, campeggio vietato: «La prefettura fa le veci della politica»
La prefettura di Torino vieta il campeggio No Tav a Susa e Bussoleno, estendendo divieti repressivi a sei comuni della Valle, ma il movimento risponde trasformando l’iniziativa in un presidio diffuso, denunciando una strategia di controllo politico e un nuovo reato di 'evocatività'. Dalla parte del torto, insieme. Registrati e scopri l'informazione indipendente. Hai già un account? Gratis per sempre. Non costa nulla ma porta molto.
No Tav, la procura vuole il carcere per i due tedeschi arrestati
Si trovano ancora nel carcere Lorusso e Cotugno di Torino, dopo l’udienza di convalida, i due giovani tedeschi fermati dalla polizia in flagranza differita, dopo gli assalti ai cantieri Tav di sabato. La procura, con i sostituti procuratori Paolo Scafi e Antonella Barbera, ha chiesto la custodia cautelare in carcere «ritenendo sussistenti esigenze cautelari che ne rendono necessari all’applicazione» per le ipotesi di reato di devastazione e lesioni personali in concorso.
No Tav: «Rivendichiamo la protesta, la devastazione è il cantiere»
Sono stati i No Tav lunedì a prendere parola su quanto accaduto sabato quando si è svolta l’annuale marcia per raggiungere i «luoghi della devastazione», cioè i cantieri della Val Susa. «Non c’è da prendere nessuna distanza. Sia in presenza, sia con il cuore che con la partecipazione, c’eravamo tutti e tutti rivendichiamo quello che è capitato» ha detto Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav alla conferenza stampa indetta a conclusione del festival Alta Felicità.
What happened at the Askatasuna protests in Turin
The “people” whom Askatasuna called on to take to the streets in Turin to protest against the government – and in defense of the social center evicted on December 18 – answered the call on Saturday. “There are 50,000 of us,” they announced from the microphone on one of the trucks when the first and second blocs finally met up with the third. There were several starting points to the marches for a day of protest that aimed to bring the city to a halt.
Grok senza legge, l’Ia di Musk “spoglia” le donne. Sotto accusa per abusi e misoginia
FRONTIERE DEL SESSISMO 04 gennaio 2026 • 13:27 L’intelligenza artificiale sviluppata da xAI e integrata nella piattaforma X viene utilizzata da utenti anonimi per spogliare automaticamente le immagini di donne (e bambine) senza il loro consenso. Parigi apre un’indagine. Musk prima minimizza, poi mette in guardia true false «Hey @grok mettila in bikini». Da qualche giorno X, ex Twitter, è inondato di richieste di questo tipo.
Scontri per Askatasuna: "La nostra storia non è ancora finita"
da torino 20 dicembre 2025 • 20:34 La giornata di protesta contro lo sgombero del centro, partita in maniera pacifica, è finita in scontri con le forze dell’ordine. Il 31 gennaio annunciata una manifestazione nazionale true false Una manifestazione divisa in due, spezzata dagli scontri tra i manifestanti e le forze di polizia, idranti, lacrimogeni, cariche e manganellate da un lato; lanci di oggetti, razzi e fuochi d’artificio dall’altro.
Askatasuna, la giravolta del sindaco Lo Russo. Roma decide, Torino prende atto
All’indomani dell’assalto a La Stampa Stefano Lo Russo era giunto in sala rossa per mantenere il punto: il patto con Askatasuna non si tocca. «Torino ha attraversato periodi bui che sono stati superati grazie al rigore delle istituzioni, distinguendo responsabilità individuali da contesti più ampi. Non dobbiamo alimentare la tensione né cedere a semplificazioni che fanno male alla città», aveva detto il sindaco di Torino in consiglio comunale.
Il governo rivendica lo sgombero di Askatasuna. "Così vogliono colpire le piazze pro-Pal"
Campeggiano i ritratti fotografici dei partigiani e delle partigiane con i fucili sotto braccio, coprono le finestre dell’Askatasuna che si affacciano su corso Regina Margherita: era l’aprile del 1945 ed allora si festeggiava la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Askatasuna in basco significa libertà, una libertà che pare essere finita per lo storico centro sociale di Torino occupato da sessanta autonomi il 16 novembre 1996 e ora ritornato ad essere uno spazio senza scopo e abbandonato.
Lezioni dal fallimento di Sky Sports Halo: non servono canali per le donne, ma un racconto dello sport davvero inclusivo
Sport 18 novembre 2025 • 19:17 In una sola settimana il nuovo canale di Sky Sports pensato per le fan femminili è sbarcato su TikTok e poi ha chiuso tra le polemiche, con le scuse dell'emittente britannica. Il motivo? Era un concentrato di meme pensati per collegare lo sport a uno stereotipato mondo femminile principesco e bambinesco.
Festa dell’uomo, donne maltrattanti e padri alienati. Se la politica al femminile mistifica la violenza di genere
Il 25 novembre si avvicina e non manca chi vuole fare un uso strumentale della ricorrenza. Il Comune di Senigallia ha pubblicato un programma con tutte le iniziative previste per la giornata contro la violenza sulle donne, un calendario di eventi che parte dal 7 novembre e si conclude l’8 dicembre.
No agli uomini nei centri antiviolenza: perché fa discutere l’espulsione di Artemisia da rete Dire
L’obiettivo comune rimane lo stesso, il contrasto alla violenza maschile sulle donne. Perciò ha suscitato clamore la spaccatura nata dall’esclusione del centro antiviolenza Artemisia di Firenze dalla rete Dire, Donne in rete contro la violenza. La rete è composta da 87 realtà su tutto il territorio nazionale. Il motivo dell’estromissione? La decisione da parte di Artemisia di inserire degli uomini tra i soci.
Il ddl Valditara non è ancora legge, ma le scuole già censurano i corsi di educazione sessuo-affettiva
Il ddl non è ancora stato approvato, ma le scuole fanno già autocensura. È quello che è successo a Silvia Pangrazzi, psicoterapeuta e sessuologa, che da anni insegna educazione affettiva alle scuole elementari (quarta e quinta) e medie.
Gli operai Gkn tra rabbia e speranza: "Ora la Toscana approvi la legge sui consorzi industriali"
Non è stata né festa, né rabbia. Si festeggia, poco, ma c’è ancora tanto per cui essere arrabbiati. Lo fa sapere il Collettivo di lavoratori dell’ex Gkn automotive che ha organizzato a Firenze una giornata di mobilitazione per continuare una lotta ormai iniziata oltre tre anni fa con un messaggio di licenziamento mandato su whatsapp ai quattrocento operai. Da quel momento l’assemblea permanente, le proteste, gli scioperi della fame e l’appoggio collettivo.
Bravi e cattivi ragazzi, l’odio per le donne trasversale e impunito
Era un ex primario di urologia, Carlo Vicentini, che ad aprile ha sterminato la sua famiglia, prima di togliersi la vita. Era un poliziotto Massimo Carpineti, suicida, dopo aver sparato e ucciso la collega Pierpaola Romano. Panettiere, Taulant Malaj, che ha ucciso la moglie e Massimo De Santis, sospettava che i due avessero una relazione. È uno studente di buona famiglia Filippo Turetta, che ha ucciso Giulia Cecchettin.
Calcio, con l’internazionale degli ultrà torna anche la violenza
Lunedì sera, a ventiquattr’ore dall’inizio della partita di Champions tra Milan e Paris Saint-Germain, i Navigli milanesi sono diventati teatro di scontro tra le due tifoserie. Tutto è iniziato intorno alla mezzanotte, mentre i locali erano ancora pieni di gente, con sedie e tavoli in strada. Una quarantina di ultras rossoneri con bastoni, caschi e bengala ha assalito un gruppo di tifosi parigini, per poi fuggire nelle vie limitrofe.
La storia di una storia non raccontata e di com'è andata a finire
Inizio subito con lo spiegare il titolo. A novembre mi imbatto in questa storia, la seguo due giorni, poi per vicissitudini personali non trovo il tempo di scriverne. Nonostante sia una storia che lo merita, ma è a Torino, anzi fuori Torino, fosse stata a Roma a Milano sarebbe emersa e se ne sarebbe discusso per giorni. La storia. 10 novembre 2022, Istituto Tecnico Industriale Statale Enzo Ferrari di Susa.
Lapidazione 2.0
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La “consultoria” risponde all’attacco ai diritti civili
Mai come negli ultimi due anni, la salute e la sanità sono state al centro del discorso pubblico, e sono emerse mancanze e debolezze del Sistema sanitario nazionale. Perciò è nato a Torino un esperimento di consultorio differente, che vuole dare risposta ad alcuni dei limiti riscontrati da molte e molti in fatto di accesso all’aborto, alle cure ginecologiche e alle terapie per donne, ma anche per persone trans, per migranti e chi non possiede documenti.
Sono state le destre a bocciare la risoluzione europea contro gli stage gratuiti
«Un primo passo potrebbe essere quello di vietare per legge i tirocini extracurricolari non retribuiti», ha scritto su queste pagine Silvia Sciorrilli Borrelli, corrispondente da Milano del Financial Times, in riferimento alle mosse su come sostenere i giovani in un mondo del lavoro che li penalizza sempre più. In realtà non è trascorso tanto tempo dalla proposta in sede europea – bocciata – di vietare gli stage gratuiti.
Le donne fuggono dalla guerra in Ucraina. Ma in Polonia non possono abortire
Le segnalazioni di stupri di guerra dei soldati russi alle donne ucraine non si contano più ormai. E con loro starebbero aumentando anche i casi di gravidanze dopo la violenza subita. Ma il flusso dei rifugiati spinge maggiormente le donne verso la Polonia, il paese europeo noto per la sua legge restrittiva che consente la pratica dell’aborto in pochissime eccezioni. Abortire in sicurezza, per queste donne, non è semplice. «Lo sapevamo da molto tempo, perché abbiamo la sfortuna di sperimentarlo.
La vera opposizione a Putin la fanno le femministe russe
Madre di Dio, vergine, caccia via Putin! Il capo del Kgb è il più santo dei santi. Manda chi protesta in prigione. Per non addolorare il santo dei santi le donne devono partorire e amare». Così recitavano le Pussy Riot nella cattedrale di Cristo salvatore a Mosca, con una preghiera punk passata alla storia. Era il 2012. Un secolo prima le donne – almeno nel cosiddetto occidente – avevano iniziato a ottenere i loro primi diritti.
Il Museo del cinema di Torino inviterà solo russi contro Putin
Da cinque giorni, se si passa tra le locandine del cinema Massimo di Torino all’esterno della struttura, si vede un foglio appiccicato a coprire i film del mese di febbraio che dice: “Si comunica la cancellazione di tutti i film della rassegna Anima Russa”, la retrospettiva dedicata al regista russo Karen Georgievich Shakhnazarov, una tre giorni che si sarebbe dovuta tenere dal 25 al 27 febbraio.
Volodymir Zelensky ha già vinto la sua guerra
L’ultima uscita in ordine di tempo è stata la firma di richiesta per entrare nell’Unione Europea, con tanto di sfoggio del documento ed esultanza con i suoi. Se la guerra si combattesse sui social, Volodymir Zelensky avrebbe già vinto. E se fosse una sfida diretta con Putin, ancor di più. Il presidente ucraino sta affrontando una guerra anche di immagine. Lo fa a suon di cuoricini, like e condivisioni che lo hanno portato nel giro di pochi giorni a racimolare seguaci in tutto il mondo.
Le campagne che vittimizzano le donne devono iniziare a parlare degli uomini
“Se resti in silenzio, stimoli il carnefice”. La frase voleva essere un invito alle donne vittime di violenza a denunciare, nei fatti accusa le donne di provocare gli uomini. Me la sono ritrovata davanti, su un poster accompagnato dal volto tumefatto di una donna, in una questura di Torino. In quelle stesse stanze in cui, in effetti, le donne si recano a denunciare. Io stessa, mesi fa, in quella questura, ho accompagnato una cara amica a denunciare l’uomo violento che l’aveva malmenata.
Cannabis, le leggi ci sono, ma nessuno vuole davvero discuterle
«La disperazione fra i pazienti è stata altissima. La politica sembra sempre dire: “Vi ascoltiamo, ma poi non cambiamo nulla”». A portare la voce delle migliaia di persone che avrebbero bisogno della cannabis terapeutica è Marta Lispi, presidente del Cannabis Service, un’associazione che offre informazioni e mette in contatto le persone con i dottori e le farmacie su tutto il territorio nazionale, una delle numerose realtà che cerca di aiutare i pazienti in Italia.
Urbanistica e mobilità più femministe per prevenire la violenza sulle donne
«Era inverno, faceva freddo ed era buio. Il tragitto ufficio-stazione: strade deserte e poco illuminate, il piazzale isolato, un labirinto buio di auto. La rampa in discesa verso i binari, anch’essa semibuia, piena di punti ciechi: “Questa cosa sembra averla progettata uno stupratore seriale”». A raccontare l’aneddoto è un uomo, a dire la frase finale una donna, rimasta un’ora ad aspettarlo a fine turno lavorativo, per avere compagnia.
La conferenza sulle droghe dimostra la distanza fra i politici e il mondo
Conclusasi la Conferenza nazionale sulle droghe di Genova non resta che aspettare una risposta politica. A considerare il momento, le possibilità che possa arrivare, anche in tempi brevi, è pressoché nulla. Va dato il merito alla ministra per le Politiche giovanili, Fabiana Dadone, di aver convocato il tavolo dopo 12 anni di silenzio, di aver riportato nel discorso pubblico questi temi e costretto tutti a fare il punto.
Conferenza sulle droghe, il governo torna a occuparsene dopo 12 anni
Dopo dodici anni questo sarà il week end della Conferenza nazionale sulle droghe. Per legge, secondo il Testo unico sugli stupefacenti, sarebbe da convocare ogni tre anni, ma nessuno degli ultimi governi si è preoccupato di farlo. Il titolo dato alla due giorni, che si terrà appunto il 27 e il 28 novembre, è “Oltre le fragilità” e conta di approfondire le problematiche connesse alla diffusione di sostanze stupefacenti e psicotrope.
"Nessuno dentro Forza Italia è berlusconiano come me. Nemmeno Berlusconi"
È il berlusconiano più amato a sinistra e il più detestato dai suoi compagni di partito. Elio Vito, occupa la politica da trent’anni: al suo primo congresso dei Radical, nel 1975, aspettava Pier Paolo Pasolini, che a Napoli non arrivò, ucciso pochi giorni prima. Vito entra in Parlamento nel ‘92 con i Radicali, poi dal ‘94 con Forza Italia.
Ecco le regioni che resistono alla legge sulla parità di genere
Passate le amministrative c’è chi guarda già alle prossime regionali. E lo fa con voglia di rivalsa femminile. Ci sono quattro regioni che sperano di arrivare al voto fresche di normativa elettorale sulla doppia preferenze di genere. Sono Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia e Valle d’Aosta, le ultime rimaste sprovviste del regolamento per l’uguaglianza tra donne e uomini al voto.
Con il referendum sulla cannabis si risolvono i problemi delle carceri
Basterebbe leggere i numeri per capire la criticità di un intero sistema. Da trent’anni oltre un terzo di tutti i detenuti, circa il 35 per cento, entra in carcere per reati collegati alla droga. Di tutte le denunce all’autorità giudiziaria, il 43 per cento riguarda reati correlati a cannabis e derivati, mentre le segnalazioni alle prefetture per detenzione di sostanze per uso personale, al 74 per cento sono per cannabis.
L’italiano di seconda generazione più votato alle amministrative
Abdullahi Ahmed, aspettava di celebrare il suo compleanno dall’11 ottobre, il giorno in cui è nato e il lunedì del primo turno delle elezioni amministrative. «Ora che sono in consiglio comunale finalmente posso festeggiare», dice. La festa per i suoi 33 anni, spostata di una settimana, si è svolta al comitato elettorale di Stefano Lo Russo, nuovo sindaco di Torino che lo ha voluto candidare, dopo aver tentato di coinvolgerlo alle regionali, a questa tornata amministrativa.
L’arcipelago di violenza dei Cpr rende gli stranieri dei nemici
Harry (20 anni), Hossain Fasal (32 anni), Aymen Mekni (33 anni), Vakhtang Enukidze (38 anni), Orgest Turia (28 anni) Moussa Balde, (23 anni): a loro è dedicato il rapporto Buchi neri. La detenzione senza reato nei Centri di Permanenza per i Rimpatri (Cpr) di Cild, Coalizione italiana per le libertà e i diritti civili. I sei uomini sono morti negli ultimi due anni all’interno dei Cpr italiani. «Colpevoli di viaggio», c’è scritto.
Intervista alla principessa dell'Afghanistan: «L’Occidente non si illuda: le donne afghane verranno uccise o segregate»
Quando parla del suo paese d’origine, la principessa Soraya dell’Afghanistan comincia sempre dalla condizione femminile. Da anni in Italia, in questi giorni il suo telefono ha continuato a squillare con richieste di aiuto provenienti da donne, a cui lei cerca di rispondere come può. Per questo il suo primo ricordo va sempre alla nonna, sua omonima e moglie del re Amanullah Kahn, che è considerata il simbolo delle donne afghane.
Con i talebani torna il terrore per le donne: le testimonianze delle associazioni
«A nessuno importa di noi, moriremo lentamente dalla storia», dice piangendo una ragazza afghana in un video, nel giorno dell’entrata dei talebani a Kabul. Ha 23 anni, non conosce il burqa, ma conosce la storia del suo paese. Sa cosa la potrebbe aspettare. Dal ritiro dell’esercito statunitense all’ascesa dei talebani (che già occupavano molte regioni), e la proclamazione dell’Emirato islamico, sono passati pochi giorni, ma sufficienti a portare il terrore negli animi delle donne afghane.
Musa Balde si è impiccato nell'anticamera di un cimitero
«Chiudere tutti i Cpr», «Cpr = lager», «Polizia, medici, Gepsa complici: il Cpr uccide». Sono gli slogan sui teli dei solidali, accorsi in trecento, davanti al centro per il rimpatrio di Torino dopo la morte di Musa Balde. In corso Brunelleschi, in mezzo agli alti palazzi anni Settanta da un lato e una strada ad alto scorrimento dall'altro, si levano le voci di chi protesta: «Contro ogni prigione, contro ogni frontiera! Tutti liberi, tutte libere!».
Musa Balde, si indaga per istigazione al suicidio
Morire nelle mani dello Stato, senza che sappia chi tu sia. È questa la versione che emerge dai gestori e responsabili del Centro per Rimpatri (Cpr) di Torino sulla morte di Musa Balde, il migrante 23 enne proveniente dalla Guinea che si è tolto la vita nella notte tra il 22 e il 23 maggio scorso. Musa era stato aggredito a colpi di spranga il 9 maggio scorso da tre italiani a Ventimiglia e la procura indaga per istigazione al suicidio.
Tutto quello che non torna nel suicidio di Musa Balde
Musa Balde è deceduto nella notte tra sabato e domenica nel Centro di permanenza per rimpatri di stranieri di Torino. Di lui si sa che aveva 23 anni ed era originario della Guinea. È finito dentro dopo essere stato aggredito il 9 maggio scorso da tre italiani a colpi di spranga a Ventimiglia, mentre forse cercava di arrivare in Francia. Durante la visita in ospedale era emersa la sua irregolarità e per questo è stato spedito in quello che per i torinesi è il Cie di corso Brunelleschi.
Enrico Forzese, un fascista per Torino
“Solo una cosa conta: diventare ciò che si è, fare ciò che si deve.” Ecco, Enrico Forzese, da buon patriota, come ama definirsi, sta seguendo alla lettera la frase guida del suo profilo Instagram. Di recente entrato nelle file di Fratelli d’Italia a Torino, il suo volto campeggia nei manifesti del centro città: “La vera a destra a Torino”. Le comunali del capoluogo piemontese, previste in primavera, si avvicinano.
Droga, in Italia da SanPa a oggi è cambiato tutto: solo la politica è rimasta immobile
I tempi di SanPa sono lontani, quelli delle catene, del consumo alla luce del sole, del conteggio delle overdosi (1600 nel 1996, 373 nel 2019). Quel tempo in cui la figura del padre-padrone, che in assenza dello Stato, si era incarnata in Vincenzo Muccioli, fondatore di San Patrignano, era l’unica soluzione per “salvare quei ragazzi”.
"Le femmine sono iene, fanno paura". Il nostro viaggio in incognito tra gli uomini che disprezzano le donne
«Le femmine sono iene, ninfomani, fanno paura», «Le donne ci usano come strumenti, non sviluppano nessun legame affettivo verso l’uomo», «I vantaggi delle “vaginomunite” sono imbarazzanti, mi ritrovo pieno di rabbia verso l’universo femminile. Talmente tanto che vorrei sparissero tutte dalla faccia della terra». A scrivere sono persone che si identificano come incel. Qui da noi è un termine nuovo ai più, non viaggia sulle bocche della gente o sui media, ma attrae a sé migliaia di seguaci online.
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