Is this you? As a journalist, you can create a free Muck Rack account to customize your profile, list your contact preferences, and upload a portfolio of your best work.
Claim your profile
Articles by Alessio Mannino
Ser revolucionario hoy: una provocación
«El problema del socialismo es que consume demasiadas noches», dijo Oscar Wilde. Lo mismo puede decirse de la democracia. En el angustioso y eterno presente del consumo desechable, con el pasado fragmentado y el futuro truncado, el tiempo es una variable dependiente del mercado: marcada por el trabajo y ese segundo empleo que es entretenimiento permanente. Así, queda poco tiempo para involucrarse plenamente en causas que amenazan la paz del individuo.
Caso Minetti, i due veri punti oscuri
; ; ; Continua a leggere Altro per te
La vita prima del lavoro: gli italiani sempre più stanchi di posti alienanti e sottopagati
Perché dare tanta importanza al lavoro se lavorare paga, in termini sia monetari che esistenziali, sempre meno? Sembra questo l’interrogativo bruciante che si pongono i lavoratori italiani, almeno stando al Rapporto Censis sul welfare aziendale uscito a fine febbraio. Per la stragrande maggioranza dei dipendenti sondati, il benessere fisico e psicologico dovrebbe essere garantito come condizione primaria (88,2%).
Umberto Bossi, l’errore mortale e il merito storico del Senatur
Umberto Bossi se n’è andato senza far rumore.
Biennale, Buttafuoco fa tornare la Russia (e l'Iran, Israele...)
C’è un isolotto, nell’arcipelago della destra italiana, rivolto a Oriente anziché a Occidente. Si chiama Biennale di Venezia, e a presiederla è un disallineato che ha l’accortezza minima di non fare la fronda apertamente critica a Meloni&C: Pietrangelo Buttafuoco. E tuttavia, l’ultima sua mossa ha dischiuso una falla, nella rappresentazione univoca che forse qualcuno ancora si aspetta dalle ambizioni di “egemonia”, finora irrealizzate, sulla cultura italiana.
Passa al Senato il decreto sull'antisemitismo
E il giorno dell’Ihra arrivò in Senato.
Quattro anni di guerra, il Giornale unico della Propaganda
Giù all’inferno, il povero Joseph Goebbels si starà mettendo le mani nei capelli. Gli attuali epigoni devono aver preso un po’ troppo alla lettera la famosa sua prima lezione del buon propagandista: ripetere la menzogna all’infinito finché non sia creduta vera. A scorrere le testate del giornale unico atlantista, sembra infatti che il quarto anniversario dell’attacco russo all’Ucraina corrisponda alla celebrazione dell’invincibile potenza dell’Europa e del suo beniamino Zelensky.
Vannacci, scheggia impazzita o furbo paracadutista politico?
Vannacci, il dado è tratto: correrà alle politiche del 2027 con il marchio “Futuro Nazionale”. Ma il Cesare del “mondo al contrario” (il bignamone della destra profonda) ha varcato un Rubicone che, di riffa o di raffa, lo ricondurrà in tutti i casi alla sponda in cui non può non stare: a destra. Tanto rumore per nulla? Non esattamente. Vediamo perché. Cosa è successo.
Per tagliare la spesa pubblica il Mef assume altre 294 persone
Sui social si fa già ironia, sul reclutamento tramite concorso pubblico di ben 294 nuovi funzionari al Ministero dell’Economia e Finanze (Mef) con il compito di realizzare, una buona volta, la mitologica spending review. Prevedendo stipendi fino a 100 mila euro annui, la mossa pare una trovata surrealista: la lotta per il taglio alla spesa fatta aumentando la spesa.
"La filosofia non rinunci a pensare la guerra"
La guerra è un fatto. Solo a personalità psicopatiche può piacere, e tuttavia, a meno di abolire la dimensione politica in quanto tale, rimane un fatto. Con cui fare i conti, quanto meno per limitarne il più possibile gli effetti e ridurre i danni che produce. Un approccio realista, questo, che non nega le aspirazioni alla pace ma le include in una prospettiva non consolatoria, ma che evidentemente è alieno dalla sensibilità politica del Dipartimento di Filosofia di Bologna.
Guerra alla Russia, ultimo appiglio di un'Europa senza identità
“Nessun territorio temporaneamente ucraino sarà legalmente riconosciuto dall’Ue come russo”. Così la risoluzione del 27 novembre votata dall’Europarlamento, eccezion fatta per le sue ali posizionate più a destra e più a sinistra. Il gioco al rialzo sull’Ucraina da parte dell’Unione Europea si spiega con una ragione ideologica che va al di là della difesa contingente dell’indirizzo assunto fin qui, sconfessato dall’amministrazione Usa e sbeffeggiato da Vladimir Putin.
Gemelle Kessler, quando l'addio è un diritto
“Società Tedesca per la Morte Umana”. Non si può certo dire che in Germania non abbiano il senso, un po’ sinistro, per il linguaggio procedurale.
Cinema italiano, con i tagli pochi soldi ai soliti noti
E puntuale arrivò la legge di bilancio, a incasinare il già agitatissimo e boccheggiante cinema italiano. La falce del ministro del Tesoro, il leghista Giancarlo Giorgetti, si è abbattuta sui 696 milioni di euro previsti attualmente, già decurtati di 156 milioni per il 2025 per arrivare, via via nei prossimi anni, almeno stando alle cifre circolate, a un segno meno di oltre 400 milioni nel 2028. “Tagli devastanti”, secondo Anica, Apa, Cna e altre associazioni di settore.
Pasolini, cinquant'anni dopo: giù le mani
Giù le mani da Pier Paolo Pasolini. Come tutti gli anniversari di personaggi che hanno lasciato un segno, questo cinquantennale della morte è stata l’occasione per ammazzarlo di nuovo, a furia di retorica ipocrita e strumentalizzazione di parte. A sinistra, limitandosi al compitino del ritratto agiografico, con le solite formulette dell’intellettuale “irregolare”, “scandaloso” e via veltroneggiando.
l'Italia sta diventando un parco per turisti
Chiamatelo overtourism, turistificazione o come preferite, ma sempre di un sintomo di declino stiamo parlando: puntare sui flussi turistici senza uno straccio di strategia politica. All’italiana, insomma.
I censori del Psi espellono Fico
Venerdì 17 non è stato un giorno sfortunato, per il presidente slovacco Robert Fico (si legge “fizo”, n.d.a.). La decisione del Partito Socialista Europeo, sigla che riunisce le forze di sinistra moderata del continente, di espellere il suo, che di nome fa Smer (“Direzione”), a guardar bene si rivela un’operazione-verità.
giusto Iacchetti ma giusto anche vedere i fan dello stragismo
Che la rabbia di Enzo Iacchetti ieri sera a È sempre Cartabianca da Bianca Berlinguer sia diventata un caso, la dice lunga sulla paura di dire in faccia quel che va detto ai sionisti, fuori e dentro Israele. Non perché sui media italiani non ci sia chi, come ha fatto la Commissione d’inchiesta Onu sui territori palestinesi occupati, accusi Israele di genocidio, o non venga data voce a chi si è imbarcato sulla Global Sumud Flottilla, giusto per fare due esempi.
Un Macron italiano? Il conte Gentiloni scalda i motori
Mentre Emmanuel Macron è in piena sindrome Versailles e procede imperterrito a far sovrintendere la Francia da governi senza maggioranza, in Italia un piccolo Macron si scalda in panchina, lato centrosinistra. Perché panchinaro è panchinaro, e pure d’eccellenza, Paolo Gentiloni.
Emilio Fede: il doppio volto di un pioniere dell’infotainment
Di Emilio Fede ce ne sono stati due. C’è stato, nella prima fase dei suoi 94 anni, il conduttore, il cronista, l’autore di inchieste, l’inviato speciale della Rai, nella quale entrò nel 1954 a soli 23 anni scalandone i gradini fino a dirigere il telegiornale della rete ammiraglia, Rai Uno, da lì raccontando in diretta la tragedia di Vermicino.
così la Rai silenzia le voci scomode
Un fulmine a ciel non proprio sereno, l’improvvisa cancellazione di “Giù la maschera”. Il talk di Rai Radio 1 condotto da Marcello Foa è stato cancellato dal palinsesto, e senza nemmeno comunicarlo al diretto interessato, perché stonava un po’ troppo, rispetto al cambio di direzione del canale da Francesco Pionati (antico democristiano da anni in quota Lega) a Nicola Rao, vicino a Fratelli d’Italia.
La lega e l'invenzione del reato di "antisemitismo"
Uscito l’annuncio del governo Netanyahu di occupare Gaza, fa rabbrividire la coincidenza con la proposta di legge della Lega contro l’antisemitismo. In realtà, è arrivata solo ora in Commissione Affari Costituzionali dopo essere stata depositata il 30 gennaio 2024. Non è da oggi, insomma, che il partito guidato da Matteo Salvini si distingue per una linea accanitamente filo-israeliana.
Inchiesta Milano, intervista a Basilio Rizzo
Basilio Rizzo conosce Milano come le sue tasche. Ed è per questo che l’inchiesta sul business edilizio che ha investito l’attuale giunta di centrosinistra non lo stupisce: i soldi, i veri padroni della “capitale morale” (e, potremmo dire, dell’Italia intera), girano di tasca in tasca ma tendono a finire in quelle di chi già le ha belle piene.
della resa del pubblico agli interessi privati
Per capire la Milano travolta dall’inchiesta battezzata “Grattacieli puliti” bisogna scendere a Roma. Più precisamente a Palazzo Madama, sede del Senato della Repubblica.
Elkann, 175 milioni al fisco per l'eredità Agnelli
La notizia di questi giorni è che John Elkann, presidente della casa automobilistica Stellantis e amministratore delegato di Exor, sta negoziando attraverso i suoi legali un versamento, per ora ufficioso, di 175 milioni di euro all’Agenzia delle Entrate, fra tasse e sanzioni, nell’ambito dell’indagine della procura di Torino per truffa e frode fiscale sull’eredità della nonna, Marella Agnelli, vedova di Gianni.
L'abbandono delle aree interne è una sconfitta per tutta l'Italia
Mentre l’Italia in uniforme Nato destina il 5% del Pil in riarmo, l’Italia profonda, rurale e montana, è destinata al disarmo. Deliberatamente strategico. Si chiama così infatti, “Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne” (PSNAI), il documento approvato dal governo Meloni lo scorso marzo ma circolato a inizio luglio.
SAN PAOLO? ALL'INFERNO. Un altro prete accusato di molestie e abusi sui minori: ai domiciliari. Ma la Chiesa ha tentato ancora di insabbiare tutto?
Tristemente, è il caso di dirlo, è sucesso di nuovo: un prete che compie abusi su minori. Don Ciro Panigara, parroco della Bassa bresciana, è stato arrestato con l’accusa di violenza sessuale aggravata su minori: sei le vittime accertate, ma potrebbero essere di più. Gli abusi risalgono anche al periodo 2011-2013. Davvero diocesi di Brescia avrebbe ignorato segnali e ombre sul sacerdote, permettendogli di insabbiare tutto e continuare a molestare?
Caro ministro Giuli, per il programma della cultura dopo Sangiuliano leggiti Mollicone e la sua “destra divina” (alla Nutella)
Dopo il “Dante di destra” del dimissionato Genny Sangiuliano, il nuovo ministro della cultura Alessandro Giuli ha l’arduo compito di tradurre in azione il programma di egemonia culturale del governo Meloni. Un aiuto gli viene da un altro meloniano, col gusto della provocazione sbarazzina: Federico Mollicone. Il presidente della Commissione cultura ha mirabilmente sintetizzato cosa è di destra in una delle sue spiazzanti uscite.
La Chiesa può intervenire su autonomia e migranti? Sì, ma finché avrà uno "status speciale" il governo sarà costretto a subire...
Lo scontro su autonomia differenziata e migranti fra governo Meloni e vescovi della Cei è tutto e solo politico. Nessuno scandalo: da sempre la Chiesa interviene in pratica su ogni tema, e non si vede perché non dovrebbe. Ma se parla e agisce come un qualsiasi altro soggetto pubblico, allora dovrebbe parlare e agire senza privilegi. E invece la Chiesa Cattolica e Romana gode di uno status speciale, che si traduce in esenzioni e facilitazioni fiscali.
Ma a che caz*o serve ormai il Movimento 5 Stelle? Da Grillo a Conte senza idee, non è ora che si dicano un Vaffa da soli?
Il Movimento 5 Stelle sta sparendo e non lo sa. Vittime dei suoi stessi leader con cui il partito si identifica, prima Grillo e Casaleggio, ora Giuseppe Conte, l’avvocato che forse ha portato questa realtà politica alla sua naturale conclusione. E ora resta solo una cosa da fare. Tornare ai tempi d’oro dei Vaffa contro la casta, cioè loro… di Alessio Mannino Auguri a Giuseppe Conte. Non per i sessant’anni appena compiuti, ma per il futuro del suoMovimento 5 Stelle. Suo, già.
La Rai? Diretta tra le bad news: ecco perché Giorgia Meloni deve fare “qualcosa di destra” e privatizzarla
Marinella Soldi, presidente della Rai, si è dimessa per trasferirsi alla Bbc inglese. Il cda è scaduto da un mese e mezzo, ma i partiti del centrodestra non trovano l’accordo per spartirsi i vertici e gli organigrammi. La tv di Stato è ormai da decenni nella palude della politicizzazione. E al tempo stesso deve fare i conti con la concorrenza dei privati. Un ibrido che di fatto ha svuotato e ridicolizzato l’idea di “servizio pubblico” (a parte qualche positiva eccezione).
Faranno vincere Trump anche se lo odiano (per colpa di Biden): ecco chi sono i “double haters”, sintomo di un Paese (gli Usa) e di un mondo con la sindrome del meno peggio (“grazie” alla classe politica) - MOW - Mowmag.com
Ci sono elettori che odiano sia Biden che Trump. Ma soprattutto il politicamente corretto. Vengono chiamati “double-haters” e ora potrebbero essere decisivi ma in pochi ne parlano. Ecco chi sono e perché dopo l’attentato potrebbero votare per il leader repubblicano di Alessio Mannino Trump è uno degli uomini più odiati sulla faccia della Terra. L’attentatore Thomas Crooks doveva odiarlo parecchio, per trasformarsi in cecchino e avere, dal suo punto di vista, la sfortuna di mancarlo d’un soffio.
Ilaria Salis e Chico Forti sono gli eroi che ci meritiamo? Tra case occupate e “minacce” a Travaglio e Lucarelli…
I casi di Ilaria Salis e Chico forti hanno un tratto in comune: entrambi, sia pur su sponde politiche opposte, rappresentano figure osannate e acclamate per meriti che non si capisce bene quali siano. La prima rischiava 24 anni di carcere per un pestaggio di neonazisti in Ungheria. Il secondo, emigrato negli Stati Uniti, ne ha già scontati 24 per una condanna in via definitiva all’ergastolo in seguito a un omicidio comune. La Salis fa, come altri, attivismo andando anche oltre la legalità.
L’amichettismo meloniano fa naufragare il transatlantico Rai? Ecco cosa succede (e chi comanda davvero) a Viale Mazzini...
L’ultimo caso di amichettismo meloniano in Rai è scoppiato sull’assunzione di un collaboratore candidato più di dieci anni fa con Casapound e di un altro nome il cui padre sarebbe amico dell’amministratore delegato Roberto Sergio. Reazione: una verifica interna per capire se di amichettismo si tratta. Ma può un capo-azienda cadere dalle nuvole così? Ed è politicamente trasparente una gestione che lottizza come tutti, ma cercando di non farsi sgamare?
Ordine, disciplina e Instagram, com'è messo il Paese che ha bisogno delle ronde di Cicalone per garantire la sicurezza? E Fratelli d'Italia...
Simone Cicalone di “Scuole di botte” va a caccia di borseggiatori sulla metro di Roma e fa indignare la Cgil (che non si capisce a che titolo intervenga). Il problema c’è e si fa bene a denunciarlo, anche sul web. Magari, però, evitando la pratica degli inseguimenti. A cercare di mettere il cappello politico ai video dello youtuber è Fratelli d’Italia, il partito al governo. Cioè chi avrebbe la responsabilità di rafforzare la presenza della polizia. E di migliorare la sicurezza.
Europee, caro elettore di destra, l’hai capito o no che la Meloni è diventata di centro? Ormai copia Draghi su tutto…
Giorgia Meloni ha finora agito in continuità con il precedente governo di Mario Draghi. Fratelli d’Italia ha completamente rovesciato i punti di partenza delle sue origini. In politica estera è atlantista di ferro. In economia non si distingue dalla linea liberista benedetta dalla Ue. Sotto il profilo culturale non produce nulla di significativo (tanto che la vera egemonia, a destra, la fa Vannacci).
Oddio, il video per far votare i giovani alle europee fa venir voglia di mandare affan**** l'Europa
Il parlamento europeo ha commissionato un video istituzionale per invitare i giovani a votare alle elezioni dell’Unione del 6-9 giugno. Troppo lungo per essere uno spot e troppo breve come mini-documentario, dal punto di vista comunicativo è di una banalità sconcertante: vorrebbe commuovere con il tono melenso, ma si riduce a un ammasso di flash scombinati di Alessio Mannino Quattro minuti e mezzo di sofferenze dell’Europa. E di sofferenza nostra.
Ecco perché votare alle elezioni europee è una continentale presa in giro
Le elezioni dell’8 e 9 giugno sono spacciate da momento sacro della democrazia europea. In realtà non sono europee, perché l’Unione non è un soggetto unico con liste elettorali comuni. E non sono una vera legittimazione democratica delle istituzioni di Bruxelles, perché l’europarlamento conta molto meno non solo della Commissione, ma soprattutto del Consiglio. Cioè dei governi, e in particolare dei governi degli Stati più potenti. Sono un’elezione nazionale mascherata.
Ecco perché il ticket per entrare a Venezia è una caga*a pazzesca. E serve solo a far cassa
Il 25 aprile è iniziata la sperimentazione del ticket d’ingresso a Venezia. Il sindaco Luigi Brugnaro è entusiasta: “Siamo i primi a livello mondiale”. Ma la tassa non solo è inutile (previsto solo in alcune giornate e con molte esenzioni), ma soprattutto fa da copertura ai veri problemi che Brugnaro non vuole affrontare. Venezia è sommersa dagli affitti per turisti e ha limiti di capienza che vengono erosi lungo tutto l’anno, non solo nei giorni di picco.
Matteo Gracis, l’influencer “anti-sistema” che ci fa venire voglia di restare nel sistema
Non solo Chiara Ferragni: il mondo degli influencer è fatto anche da personaggi che si dichiarano controcorrente ma che, grattata la superficie delle frasi fatte, si rivelano perfettamente integrati. Un esempio è Matteo Gracis, giornalista che gira con conferenze su come avere “una vita meravigliosa”. Siamo andati ad ascoltarlo a Padova. Ecco il resoconto di due ore di luoghi comuni spacciati per controinformazione.
Abbiamo visto il film russo vietato “Il testimone”: propaganda così sfacciata che censurarlo è doppiamente stupido
Siamo andati a vedere il film russo “Il testimone”, prodotto su commissione del governo di Putin. Diffuso in Italia da due freelance italiani, circola nonostante i Comuni abbiano sistematicamente negato l’uso di sale pubbliche in quanto “opera di propaganda putiniana”.
L'Agi agli Angelucci? Sallusti che fa la morale agli altri (Gedi e Rcs) è il bue che dà del cornuto all'asino
Alessandro Sallusti sul Giornale di cui è direttore difende il possibile acquisto dell’agenzia di stampa Agi da parte dei suoi editori, gli Angelucci. E lo fa dando ai critici una lezione di fedeltà liberale al “libero mercato”.
Le 10 domande che non sentirete mai fare a Giorgia Meloni. A iniziare da Mario Giordano?
L’intervista di Giorgia Meloni a Fuori dal coro di Mario Giordano su Rete4 è l’ennesimo esempio della strategia della premier: evitare accuratamente giornalisti che potrebbero farle domande troppo scomode e preferire quelli più accomodanti. Ci sarebbero, però, alcuni interrogativi che le andrebbero rivolti. Noi di MOW ne abbiamo preparati 10, che probabilmente non sentirete mai porre al capo del governo di Alessio Mannino Giorgia Meloni ama le interviste. Purché gli intervistatori amino lei.
Ma la “clausola antifascista” per Vannacci a Vicenza non è un po’ fascista?
La presentazione a Vicenza del secondo libro di Roberto Vannacci, “Il coraggio vince”, fa tornare alla ribalta lo scontro sul fascismo e antifascismo. L’Anpi e la sinistra invocano la “clausola antifascista”, dichiarazione per ottenere gli spazi pubblici che era stata annacquata parlando di generico “totalitarismo”. Ma è una contestazione che non funziona. Ecco perché di Alessio Mannino Roberto Vannacci contestato a Vicenza perché “fascista”?
Ma come fate a credere a Vannacci se persino Calenda a Dimartedì lo asfalta? E se si candida con la Lega...
Primo vero scontro televisivo per Roberto Vannacci, a Dimartedì, con Carlo Calenda. E dopo il successo editoriale del primo libro, l’uscita del secondo e il dibattito da Floris, il generale dimostra di cosa è capace: incassare, in tutti i sensi. Persino il leader di Azione, infatti, è riuscito a svelare la strategia da “paravento” del generale, che non ha saputo controbattere e pure evitato di rispondere a una semplice domanda: “Come giudica Mussolini?”.
Berlinguer non ti voglio bene: Veltroni insiste su un falso mito. Fortuna che da Augias va in onda il Benigni vecchia maniera…
Corrado Augias, a La Torre di Babele con ospite Walter Veltroni, dedica una puntata a Enrico Berlinguer, il segretario del Partito Comunista diventato un mito a sinistra. Ma un mito che andrebbe in buona parte sfatato: con la “questione morale” (che era pesante) fornì un’arma retorica per coprire la questione sociale (che era, e resta, altrettanto pesante).
Renzi e Calenda, dopo le elezioni in Sardegna, hanno qualcosa in comune: non hanno più niente da dire
La sconfitta più bruciante alle regionali della Sardegna è stata di Renato Soru. Lo appoggiavano Carlo Calenda e Matteo Renzi, costretti a vivere da separati in casa nel mitico “Centro”. Alle europee sperano di superare lo sbarramento grazie a Emma Bonino, perché loro non hanno i voti.
De-salvinizzare la Lega? Fantascienza. Ecco perché a Matteo non resta che rompere con la Meloni in un Papeete II la vendetta
La sconfitta del centrodestra in Sardegna dà un’amara soddisfazione alla Lega: il candidato che ha fatto fiasco è stato imposto da Giorgia Meloni contro l’ex governatore Christian Solinas, sponsorizzato da Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio ora ha un’arma in più per ricandidare Luca Zaia in Veneto. Soltanto così neutralizzerebbe il solo rivale interno (anche se solo teorico), mettendo in sicurezza la propria leadership a rischio dopo il flop annunciato delle europee.
Il generale Vannacci è la Chiara Ferragni di destra? Indagato per truffa, punta alle elezioni europee, ma non dovrebbe essere un po’ più ardito?
Roberto Vannacci è oggetto di un’informativa alla Procura militare per peculato e truffa per spese durante il suo incarico di addetto militare all’ambasciata italiana a Mosca nel 2021-22. Le Lega, che ha tutta l’intenzione di candidarlo in prima fila alle elezioni europee, lo difende dal “palazzo”, cioè da chi non lo ama nell’esercito e nella maggioranza di centrodestra.
La Lega vuole vietare per legge le manifestazioni pro Palestina: ma non era per la libertà di espressione?
La Lega propone una legge per vietare le manifestazioni a rischio di “antisemitismo”, per colpire chi si oppone alle azioni di Israele su Gaza. Ma il razzismo (etnico e religioso) è già previsto come reato dalla legge Mancino, che proprio la Lega voleva abolire fino a poco tempo fa. Esattamente come la Meloni. Una mossa che sa di calcolo elettorale (sbagliato), strumentalizzando le vittime della guerra in corso.
Perché tutti coccolano gli agricoltori e nessuno parla dei veri motivi della rivolta dei trattori? Lo faranno a Sanremo? C’entrano Meloni e l’Europa pro Ucraina - MOW - Mowmag.com
Amadeus è disponibile a ospitarli sul palco di Sanremo. La Meloni li coccola, come anche l’Unione Europea. Gli agricoltori in rivolta per la crisi di settore sono vezzeggiati da tutti, maggioranza e opposizione. Qualcosa non torna. Per capire la protesta dei trattori bisogna andare oltre la polemica sul green e andare alle cause di fondo. Una è la speculazione di sistema, dalle Borse alle catene dei supermercati. E l’altra è il vero tabù: gli effetti del nostro impegno nella guerra in Ucraina.
Show More
loading
Actions
Is this you?
As a journalist, you can create a free Muck Rack account to customize your profile, list your contact preferences, and upload a portfolio of your best work.Get in touch with Alessio
Contact Alessio, search articles and posts on X, monitor coverage, and track replies from one place.
Learn more about Muck Rack