Tra febbraio e marzo, a Harry Styles sono bastate due uscite ufficiali, dopo un periodo più defilato, per riportare in auge il dibattito sul queerbaiting: ossia l’uso di riferimenti Lgbtq+ come allusione formale, più che come effettiva presa di posizione. Styles – che con i suoi look giocati su maniche ampie di tulle e tutine aderenti ha costruito un’estetica deliberatamente ambigua – è probabilmente oggi la star a cui questo tipo di strategia viene più spesso associata.