“Non c’è mio libro che non parli dell’uscita dai dualismi, dal rapporto sentimento-ragione, dalla contrapposizione tra senso comune e cultura alta”, ha detto una volta Lea Melandri, insegnante, attivista, saggista, figura di spicco del femminismo italiano. L’impossibilità di fare teoria senza l’esperienza è stata la caratteristica distintiva di un’intellettuale in più di cinquant’anni di riflessione, scrittura e impegno politico.