Le mosche tendono a girarci intorno e ci infastidiscono, con il loro rapidissimo battito delle ali, circa 200 volte al secondo, che produce un suono acuto e ripetitivo, il classico bzzzz. Questo comunissimo insetto diviene la metafora del film, per rappresentare il disagio di un’ossessione, un pensiero negativo, che invade ogni parte del corpo e della mente, l’occhio del ciclone tanto vicino da venirne risucchiati, il cosiddetto orlo del baratro.