C’è un tipo di architettura mai davvero documentato, che emerge solo nelle storie tra amici o attorno a un falò. È arrivato il momento di parlarne. Proprio come il doomscrolling o il kink shaming, questa categoria di edifici, fresca e provocatoria, merita un nome tutto suo: “fuck you buildings”, ovvero edifici della vendetta. Dietro ogni progetto c’è sempre una storia, spesso più affascinante delle forme stesse degli edifici.