«Il paradosso è che cominciò con un test sulla sicurezza». È possibile partire da qui, dall'inizio della deposizione del vicesegretario Boris Ščerbina nel cuore, anzi nel nocciolo, dell’ultimo episodio di una miniserie superlativa. Perché quella di Chernobyl è (anche) una storia di paradossi. Un altro paradosso, perlomeno controintuitivo, è che in un reattore nucleare sovietico del 1986 minore fosse la potenza utilizzata, maggiore l’instabilità.