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Articles by karima Moual
Il vero couscous ha molti ingredienti. Il più costoso? Il tempo
Il mio primo ricordo della cucina marocchina sono le mani di mia nonna Fatna. Le ricordo dentro el Qasria – il grande piatto di terracotta dove si impasta il pane e si serve il couscous – mentre lavoravano la semola con movimenti circolari. Acqua, semola, ancora le mani. E pian piano comparivano quei minuscoli granelli che per me erano semplicemente couscous. Solo molti anni dopo ho capito che quello che arrivava nel piatto era il risultato di un lavoro lungo, paziente, quasi ostinato.
Se il Marocco osa con Fatima Ezzahra El Mansouri
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Mio padre marocchino che ha imparato l’italiano lavorando
«Che ore sono? Mi scusi, che ore sono?». «Ma fhemtch! Shnu?». «Papà, siamo a Casablanca e stai parlando in italiano!». Risate. Non era la prima volta che assistevo a una scena del genere. Eppure, ogni volta, mi lascia profondamente colpita e mi ricorda il conto che si deve pagare con l’emigrazione. Mio padre si chiama Mohamed. Ha 75 anni, è pensionato e oggi è nonno. È marocchino, ha la faccia da marocchino e il suo italiano conserva una cadenza marocchina, anche se vive in Italia da 45 anni.
Ceuta blindata, Rabat minaccia Madrid. Timori di nuove ondate anche a Melilla
RASKEBDANA (MAROCCO). Lo spettro, ora, si allunga su Melilla. Dopo l’arrivo di massa di fine luglio a Ceuta, anche l’altra exclave spagnola in Marocco rimane con il fiato sospeso: il timore è una nuova ondata di migranti, paventata nei giorni scorsi per il giorno di Ferragosto e rilanciata dal passaparola sui social. Intanto il governo marocchino alza l’asticella dello scontro con Madrid, ipotizzando la sospensione del trattato di estradizione con la Spagna.
Rachid Niny: “Il Marocco cresce ma i giovani fuggono. Ceuta è un avvertimento a tutta l’Europa”
RAS KEBDANA (MAROCCO). Il direttore di Al Akhbar e TeleMaroc, ex migrante irregolare in Spagna, giornalista, scrittore: «Ceuta è un avvertimento: abbiamo una bomba a orologeria chiamata gioventù. L’Europa continua a guardarci con gli occhiali di ieri». Lei ha vissuto da migrante irregolare in Spagna tra il 1997 e il 2000. Quando ha visto migliaia di giovani marocchini dirigersi verso Ceuta, ha rivisto il giovane Rachid Niny?
Un treno dove non si può salire. Il Marocco e i giovani in fuga
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Perché l'idea che un agente non possa sbagliare è il vero nodo politico dell’omicidio a Rogoredo
Più emergono i dettagli dell’indagine sulla morte di Abderrahim Mansouri e più la vicenda di Rogoredo assume il valore di un banco di prova per il dibattito pubblico italiano. Non solo sul piano giudiziario, ma anche su quello politico e mediatico. E inevitabilmente chiama in causa la linea sostenuta dal governo guidato da Giorgia Meloni, insieme alla narrazione che ha accompagnato il caso fin dalle prime ore.
Hey, amici, come ci si sente con la Ue trattata come uno staterello africano? (di K. Moual)
Oggi è il giorno in cui ci siamo svegliati con Volodymyr Zelensky trattato come un qualsiasi presidente africano o arabo. L’Unione europea, come la Lega araba. ”È un dittatore - ha dichiarato Donald Trump - un mediocre. Non doveva iniziare la guerra”. E infine “è pure impopolare, avrà il 4%, è giunta l’ora di indire nuove elezioni”. Ma come? Zelensky non era il cavallo di Troia della democrazia occidentale e dei suoi valori contro il male?
Al governo indignato per il niqab chiedo: chi ha portato gli immigrati a Monfalcone? (di K. Moual)
Sulla questione del velo integrale - più precisamente il niqab - al centro della cronaca di questi giorni, potremmo dire che, in qualche modo, abbia chiarito la questione sulle pagine di questo sito l’intervista a Emma Bonino che, con parole chiare e condivisibili, ha dichiarato che l’Italia non è il Bangladesh. In una società libera vige l’obbligo della riconoscibilità personale e fisica dei cittadini. Una legge c’è già.
Karima Moual. Se accogliere i più deboli diventa un atto rivoluzionario
“Quando alla fine degli anni ‘70 siamo arrivati in Italia, eravamo solo uomini, uomini soli, con un enorme nodo alla gola, sia per l’ignoto che ci aspettava in un paese straniero, che per quello che ci eravamo lasciati alle spalle: Il nostro mondo - il solo che avevamo conosciuto da quando avevamo aperto gli occhi - gli affetti più cari, la famiglia, le nostre radici dalle quali non avremmo mai voluto distaccarci ma non avevamo scelta.
Uno scorcio dell’Italia nuova, l’imprenditoria degli immigrati
C’è una storia italiana che in questi decenni ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. È una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni, aspettative e ambizioni. Un viaggio intrapreso dapprima soprattutto dagli uomini, poi dalle donne, le mogli poi diventate madri, e infine dai figli. È la storia degli immigrati in Italia. Oggi quasi cinque milioni, mentre altre centinaia di migliaia si sono naturalizzati come italiani.
Pious Women And Feminists: The Revolutionary Movement Changing Islam
Women Worldwide Bangkok,Thailand, Muslim women perform Eid al-Fitr prayers at the Islamic center of Thailand. Wissarut Weerasopon/ZUMA Women Worldwide Bangkok,Thailand, Muslim women perform Eid al-Fitr prayers at the Islamic center of Thailand. Wissarut Weerasopon/ZUMA You've reached your limit of free articles. To read the full story, start your free trial today. Get unlimited access. Cancel anytime. Exclusive coverage from the world's top sources, in English for the first time.
Il freddo in Africa e altre storie di un’Italia nata altrove
Una battaglia di emancipazione, di riconoscimento e valorizzazione che si gioca non solo con i conti del fatturato annuale, ma anche con la cultura. La prefazione del nuovo libro della giornalista Karima Moual, edito da Luiss University Press 25/04/2024 C’è una storia italiana che in questi decenni ci è cresciuta a fianco, a volte silenziosa, altre rumorosa. È una storia fatta di una moltitudine di persone provenienti da lontano, con le loro ferite, sogni, aspettative e ambizioni.
Francesco, patriarca dell’Occidente. La sinodalità che esclude Kirill
Francesco sa che la Chiesa etnica esclude, alza steccati, la Chiesa sinodale include. La Chiesa etnica del patriarca di Mosca (e di tutta la Russia) è a mio modo di vedere un modello di cristianismo incompatibile con la Chiesa sinodale di cui parla il pontefice. La riflessione di Riccardo Cristiano 12/04/2024 Tra le prime conseguenze del pontificato di Francesco c’è stata una marcata universalizzazione della Chiesa cattolica.
Pie donne, credenti e femministe L’onda che cambierà l’Islam
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Il premier del Marocco: “Per il Piano Mattei servono risorse adeguate”
«Credo che una delle principali condizioni per il successo di qualsiasi piano di partenariato risieda nella definizione di programmi di sostegno allo sviluppo che siano efficaci, inclusivi e in linea con le aspirazioni naturali di ciascun Paese interessato. Lo sviluppo deve focalizzarsi sulle popolazioni africane, è cruciale che le risorse vengano usate per rispondere alle esigenze dei cittadini, creando ricchezza e preservando la dignità di ogni cittadino.
Lavrov a Marrakesh per rafforzare l’alleanza tra la Russia e il Sud globale
Il conflitto a Gaza è un tema che è stato al centro dei colloqui così come quello in Libia e gli altri che potrebbero nascere con una estensione del conflitto a livello regionale.
Marocco, scoperta una nuova città romana a Chellah Rabat: forse la più grande nel Nordafrica
Nella città medievale di Chellah a Rabat, dopo mesi di ricerche iniziate a metà marzo, si è arrivati finalmente a un'importante scoperta archeologica, che ridisegna ancora una volta la storia di un paese come il Marocco ma anche quella dell’impero romano in Nordafrica. La scoperta riguarda il rinvenimento di una città di epoca romana non lontano dal sito iconico dell'antica e medievale città di Chellah a Rabat. Ma perché è così importante questa scoperta?
All’artista poliedrico di Marrakech, Mahi Binebine, il premio per la cultura Mediterranea
Il fil rouge della XVII edizione del Premio per la Cultura Mediterranea - Fondazione Carical, che si è svolta nel teatro Alfonso Rendano di Cosenza è il viaggio. Un viaggio che è storia dell’umanità e della nostra attualità con al centro il tema dell’ emigrazione. «Non c’è niente di più bello dell’istante che precede il viaggio, l’istante in cui l’orizzonte del domani viene a renderci visita e a raccontarci le sue promesse».
All’artista poliedrico di Marrakech, Mahi Binebine, il premio per la cultura Mediterranea
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Un premio per chi racconta la cultura mediterranea
Saranno svelati dalla giornalista Rai Laura Chimenti al Teatro Rendano di Cosenza oggi venerdì 29 settembre i nomi dei vincitori della XVII edizione del Premio per la Cultura Mediterranea - Fondazione Carical.
Un premio per chi racconta la cultura mediterranea
Saranno svelati dalla giornalista Rai Laura Chimenti al Teatro Rendano di Cosenza oggi venerdì 29 settembre i nomi dei vincitori della XVII edizione del Premio per la Cultura Mediterranea - Fondazione Carical.
La storia di El Aouak, l’imprenditore umbro arrivato da Fès a tre anni, rabbia e riscatto: “Mi feci chiamare Mattia, ora la mia azienda vola”
Nel rullo continuo di notizie su sbarchi, rimpatri, Ong da contrastare, si è un po’ perso il racconto dell’opportunità offerta dalla migrazione, una risorsa per il nostro Paese rappresentata da cinque milioni di persone. È la storia, ad esempio, di Mattia El Aouak, nato a Fès, città imperiale del Marocco, ma non abbastanza attraente e ricca da trattenere il padre Mohamed, che emigra in Italia come turista negli anni Settanta e ci resta lavorando come venditore ambulante di abbigliamento.
Quel carabiniere con la bambina in braccio: il messaggio politico più potente nel caos più disastroso
Quel carabiniere con la bambina in braccio: il messaggio politico più potente nel caos più disastroso L’immagine che ci mostra quello che il nostro Paese è capace a fare Karima Moual 15 Settembre 2023 alle 12:38 1 minuti di lettura
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Marocco, le ferite al cuore per un Paese a due velocità
I sismologi dicono che è una lunga faglia nei monti dell’Atlante. Tra la placca africana e quella euroasiatica. Poi certo, ci sono altri dettagli, ma per i marocchini il terremoto che ha colpito il Paese è soprattutto una ferita arrivata dritta al cuore. Il risveglio di chi era in corsa verso un traguardo e con buoni risultati ma che inaspettatamente e con inaudita violenza viene fermato, trascinato, e aggredito senza alcun motivo.
Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Sono rimasta sola, questo è il mio destino”
La signora Ait Mansour è avvolta in un velo che si tiene stretto con le mani alla gola quasi a volersi proteggere mentre pronuncia ad uno ad uno i nomi della sua famiglia che non c’è più. La voce è rotta, le lacrime finite, perché forse, in questa notte più buia delle altre, nel suo piccolo villaggio Duar Tabqra, nella regione di Marrakech anche la signora Ait Mansour, è morta con loro, nonostante sia sopravvissuta.
Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Tutti. Sono rimasta sola. Questo è il mio destino”
La testimonianza Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Tutti. Sono rimasta sola. Questo è il mio destino” La signora Ait Mansour, è avvolta in un velo che si tiene stretto con le mani alla gola quasi a volersi proteggere mentre pronuncia ad uno ad uno i nomi della sua famiglia che non c’è più Karima Moual 09 Settembre 2023 Aggiornato alle 11:22 1 minuto di lettura
Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Tutti. Sono rimasta sola. Questo è il mio destino”
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Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Sono rimasta sola, questo è il mio destino”
La testimonianza Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Sono rimasta sola, questo è il mio destino” Ait Mansour è avvolta in un velo che si tiene stretto con le mani alla gola mentre pronuncia ad uno ad uno i nomi della sua famiglia che non c’è più Karima Moual 09 Settembre 2023 Aggiornato alle 11:36 1 minuto di lettura
Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Sono rimasta sola, questo è il mio destino”
La signora Ait Mansour è avvolta in un velo che si tiene stretto con le mani alla gola quasi a volersi proteggere mentre pronuncia ad uno ad uno i nomi della sua famiglia che non c’è più. La voce è rotta, le lacrime finite, perché forse, in questa notte più buia delle altre, nel suo piccolo villaggio Duar Tabqra, nella regione di Marrakech anche la signora Ait Mansour, è morta con loro, nonostante sia sopravvissuta.
Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Tutti. Sono rimasta sola. Questo è il mio destino”
La testimonianza Terremoto in Marocco, “Ho perso tutto, i miei quattro figli, mio marito Mustafa. Tutti. Sono rimasta sola. Questo è il mio destino” La signora Ait Mansour, è avvolta in un velo che si tiene stretto con le mani alla gola quasi a volersi proteggere mentre pronuncia ad uno ad uno i nomi della sua famiglia che non c’è più Karima Moual 09 Settembre 2023 Aggiornato alle 11:22 1 minuto di lettura
Fati Dosso e Marie, parla il padre e marito Pato: "Ridatemi i loro corpi"
Leggi anche Igor il Russo, nuova condanna a 4 anni per aggressione alle guardie. Le minacce in un biglietto in italiano: “Vi vengo a prendere uno a uno”
“Saied un despota che distrugge il Paese, l’Europa apra gli occhi sui suoi crimini”
Majdi Karbai, esiliato in Italia, è stato fra i primi a diffondere le immagini dei morti nel deserto
“Saied un despota che distrugge il Paese, l’Europa apra gli occhi sui suoi crimini”
“Saied un despota che distrugge il Paese, l’Europa apra gli occhi sui suoi crimini” Majdi Karbai, esiliato in Italia, è stato fra i primi a diffondere le immagini dei morti nel deserto Karima Moual 23 Luglio 2023 alle 01:00 2 minuti di lettura
Madre e figlia abbracciate all’inferno
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Migranti, Meloni fa il gioco dell’autocrate Saied
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Meloni fa marcia indietro sui migranti, mai così tanti posti per i lavoratori stranieri
Ascolta Copiato negli appunti https://www.lastampa.it/audio/audioarticoli/2023/07/08/audio/meloni_fa_marcia_indietro_sui_migranti_mai_cosi_tanti_posti_per_i_lavoratori_stranieri-12929912/ Potrebbe interessarti anche
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Il decreto flussi apre le porte a un numero di ingressi legali senza precedenti: 500 mila in tre anni 3 minuti di lettura Toc toc, ci hanno ripensato. Altro che sostituzione etnica, blocco navale, sono troppi e gli immigrati ci rubano il lavoro. Il governo Meloni apre al più importante decreto flussi per far largo all’arrivo di nuovi immigrati. Quasi 500 mila in tre anni, e con un ventaglio più ricco di mansioni da coprire.
MIgranti, sempre più bambini e sempre più soli
Che parole si possono usare quando a scendere dal barcone, ci si imbatte con volti delicati ma già consumati dal sole e dalla salsedine della traversata del mare? Corpi minuti di bambini, o di adolescenti appena, che si portano già un'ombra negli occhi.
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