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Articles by Luigi Tivelli
Il mio Roberto Arditti, non un coccodrillo ma un ricordo di un uomo prismatico
Un ricordo di Luigi Tivelli nel giorno in cui all’Academy Spadolini si svolgerà un evento sul liberalismo e la liberaldemocrazia, in cui Roberto Arditti sarebbe stato uno dei relatori 10/04/2026 La figura di Roberto Arditti, che è stata meritatamente commemorata, sia al suo funerale che in varie sedi giornalistiche a cominciare da Formiche dove era un bravo e silente direttore editoriale, mi evoca tanti ricordi.
Quel risveglio intelligente del Parlamento
Una stampa per certi versi un po' distratta, per altri un po' pettegola, per altri un po' settaria nelle settimane e nei giorni scorsi specie in qualche occasione di confronto tra il governo e il Parlamento, ha rilevato che c'erano poche poltrone occupate. Chi conosce le questioni istituzionali e gli aspetti critici del rapporto governo-Parlamento sa e deve distinguere. Come possono fare ad esempio i tanti bravi costituzionalisti comparati di cui l'Italia dispone, ma non solo loro.
Se ci sei batti un colpo
Il 2026 potrebbe essere l’anno del risveglio della cultura liberale e liberal-democratica. Si è appena chiuso il centenario dalla nascita di Spadolini e il ’26 segnerà il centenario dell’uccisione per mano fascista di Piero Gobetti e Giovanni Amendola. Due alfieri in modi e forme diversi del pensiero liberale. Gobetti fu il primo a lanciare la rivoluzione liberale e Amendola era l’autorevole esponente da politico e giornalista di una cultura liberale mirata sulle questioni e problemi concreti.
Caos energia. La sinistra ora accetti il patto sociale
Missione energia: Meloni taglia le accise e vola nel Golfo. Questa l'apertura de Il Giornale di ieri. Forse però la "missione energia" della Presidente del Consiglio Meloni può essere ancora più energetica di quanto si possa pensare. Sulla questione energetica in senso stretto e i rischi che corre il mondo, l'Europa, l'Italia, hanno scritto stanno scrivendo e scriveranno in tanti.
Roversi Monaco, l'ultimo dei clerici vagantes delle nostre università
Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato. Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente. Personaggi |IL RICORDO 00:00 00:00 Con la scomparsa di Fabio Alberto Roversi Monaco scompare forse l'ultima figura di vero grande clericovagante, pur con cattedra da sempre stabile all'Università di Bologna.
I costituenti Pci volevano carriere divise
L'ex ministro socialista Rino Formica in una fase delicata della nostra vita politico-istituzionale regalò ai posteri una dichiarazione destinata a diventare storica: "Qui è come mettere la m... nel ventilatore". È il caso di dire che anche in questa sorta di lotta per la civiltà giuridica e sociale che si gioca tra le fazioni del Sì e del No, di escrementi ne sono girati e ne girano non pochi. I grandi Costituenti comunisti erano tendenzialmente a favore della separazione delle carriere.
Le antiche virtù ora dimenticate del sorteggio
In fondo, detto in estrema sintesi, il triangolo virtuoso su cui si fonda la riforma della giustizia al vaglio degli elettori è il seguente: merito, imparzialità e sorteggio. Sorteggio che per i magistrati, compresi quelli che sbraitano contro in quanto a favore del No, riguarda circa i 2/3 dei nuovi organismi, i 2 CSM e l'Alta Corte di Disciplina.
Due maggioranze silenziose possono far vincere il Sì
Il Giornale di ieri evidenziava come, a causa dei condizionamenti che incidono sulla dittatura degli algoritmi, l'IA è contro la riforma della giustizia (specie grazie alla propaganda Cgil). Un ultimo stadio pericoloso delle troppe gravi manipolazioni già in atto a favore del No. Gratteri (ma non solo lui) docet: i pasdaran del No in Italia non mancano certo.
La festa delle ragazze iraniane
Metti le donne e le ragazze iraniane al primo posto. Questa dovrebbe essere una colonna sonora delle manifestazioni degli eventi anche in Italia per la Festa della donna dell'8 marzo che cade nel mezzo di una guerra tremenda.
Il nuovo fascio-comunismo della sinistra illiberale
L'inversione dei ruoli già da tempo in atto fra una destra attenta alle libertà e ai diritti civili e una sinistra sempre più illiberale, maturata per non poca parte grazie a un certo filo islamismo radicale, emerge con più forza e nettezza nelle reazioni rispetto alla guerra in Iran. Visto che le icone emerse di certa nuova sinistra sono la Albanese o Hannoun e la sua rete, c'era da aspettarselo.
L'inversione dei ruoli tra destra e sinistra
Ben pochi hanno colto che in Italia siamo di fronte a un'inversione dei ruoli tra destra e sinistra. Destra e sinistra è stato uno dei libri di maggior successo di Norberto Bobbio. Uno dei nuovi idoli della sinistra in Italia è stata ed è, ad esempio, quella tale Albanese. Sembra imbevuta di quella cultura settaria, assolutistica anti-israeliana che storicamente era propria dei peggiori regimi di destra. Cos'hanno poi di sinistra, così come l'intendeva Bobbio, i 5 Stelle?
Più centralità alle Camere con una riforma elettorale
Nella seduta del 17 febbraio la Camera dei deputati ha approvato con la sola astensione dei 5 Stelle una significativa riforma del Regolamento. Paradossalmente (ma non troppo) il fatto che sia stata approvata a larga maggioranza con la sola astensione dei 5 Stelle è un indizio rilevante del fatto che si tratti di una riforma buona e giusta.
Serve una spruzzata di liberalismo
00:00 00:00 Sembra un po’ smarrito il senso di cosa significa essere liberali oggi. Eppure non si è mai sentito tanto il bisogno del pensiero e dell'azione liberale in Europa, nel mondo e pure in Italia come oggi. Concentriamoci sull’Italia, evidenziando come e perché c’è bisogno di forti iniezioni di metodo e pensiero liberale, anche in Italia. Anche perché Montanelli e gli altri uomini di cultura fondatori di questo giornale si riconoscevano tutti nel metodo e nel pensiero liberale.
I bavagli e la deriva illiberale della sinistra
"Il bavaglio come bandiera" scrive il direttore Tommaso Cerno nell'editoriale di ieri. Evidenziando così l'uso da parte di certa sinistra italiana, specie ma non solo dei 5 Stelle e di certe trasmissioni come Report, della censura preventiva o della delegittimazione di presunte lobby gay. Si tratta di fenomeni figli della peggior cultura e pratica illiberale.
Una regola allo "sregolato" lobbismo
Finalmente si "regola lo sregolato" lobbismo italiano. È passata quasi sotto silenzio, così come al buio e nel silenzio si sviluppa in Italia l'attività lobbistica, l'approvazione nei giorni scorsi da parte della Commissione Affari Costituzionali della Camera, sotto la regia attenta del presidente Nazario Pagano, di un testo normativo che reca una disciplina del lobbying. In Italia in effetti i lobbisti operano in modo sregolato, probabilmente in tutti i sensi.
Kossiga, l'uomo che ha difeso la democrazia
Tra i sostenitori di certa sinistra sta emergendo il richiamo a quanto avveniva negli anni di piombo e si sta evocando il fantasma di Francesco Cossiga, in quella fase ministro dell'Interno. Questo per segnare la mano ferma della polizia in quelle manifestazioni che infestavano Roma e altre città italiane specie nella seconda metà degli anni Settanta. C'era da aspettarselo, visto che l'askatasunismo è l'ultima malattia di certo estremismo di sinistra.
Uno spirito "leonardesco" sempre dalla parte dei bimbi
La scomparsa improvvisa e tragica di Maria Rita Parsi, avvenuta ieri a Roma, lascia un vuoto profondo. Un vuoto proporzionato alle sue straordinarie capacità di studio, analisi e divulgazione di alcuni fra i problemi più gravi aperti nella società italiana. Psicologa, psicoterapeuta e psicopedagogista, Maria Rita Parsi è stata una figura di raro spessore culturale e professionale, uno spirito autenticamente leonardesco: una donna intellettualmente, professionalmente e umanamente prismatica.
L'Italia è uscita dagli anni bui di Conte
Uno dei libri di storia migliori di Indro Montanelli a firma congiunta con Roberto Gervaso era "L'Italia dei secoli bui". Col presentismo dominante oggi abbiamo un po' dimenticato che quella della scorsa legislatura, almeno fino al governo Draghi e anche negli anni precedenti, è stata un po', grazie al dominio di 5 Stelle, l'Italia degli anni bui. Si potrebbero citare vari aspetti. Nei prossimi giorni ad esempio l'Italia si presenterà al meglio agli occhi del mondo con le olimpiadi Milano-Cortina.
Conte e il peso dei vizi grillini
Nell'ambito della disfida per la leadership della sinistra tra Conte e Schlein emersa ormai palesemente, sembra che il furbissimo Conte stia cercando di riposizionarsi rispetto alla parte più moderata, visto il tendenziale estremismo di una Schlein tirata per le bretelle da Landini. È infatti intervenuto nei giorni scorsi sia ad un evento del Partito Socialista sia all'evento di lancio di una nuova associazione repubblicana lanciata da Giorgio La Malfa.
La nube triste e cinica avvolge i cantoni svizzeri
Italia batte Svizzera 6 a 0. Come diceva Churchill é nei momenti delle tragedie che si vede lo spirito di una nazione. È esattamente quello che sta accadendo. Ebbene, la Svizzera ha fatto un flop unico e grave davanti agli occhi del mondo. L'Italia invece, pur fatta di un popolo per certi versi troppo dedito all'autoflagellazione, rispetto alla tragica tragedia di Crans, ha dato il meglio di sé.
La casta dei magistrati e i progressisti del "no"
"Quando si parla dell'ordine giudiziario, una specie di ordine chiuso, una casta separata; quando si lascia la regolarizzazione di tutta la vita interna del potere giudiziario ai giudici stessi, può ancora sorgere una questione d'indipendenza, perché la carriera, le nomine, i trasferimenti saranno tutti affidati allo stesso corpo oltre alla questione d'indipendenza dall'esterno c'è né una anche dall'interno".
Un patto sociale senza la Cgil
L'editoriale di Osvaldo Paolini di lunedì 12 gennaio reca la risposta più intelligente possibile alle opportunistiche critiche alla conduzione della politica economica oggi in Italia da parte del Financial Times. Mi sembra però opportuno allargare ulteriormente l'angolo di visuale. Larga parte dei giornali non ha colto a sufficienza un punto chiave della conferenza stampa di Giorgia Meloni relativo alla politica economica e sociale.
Il rischio di cadere in una "spionicrazia"
A questo punto il rischio è quello di cadere in una sorta di "spionicrazia". Già era accaduto col caso Striano, nel triangolo tra dossier degli spioni, un quotidiano come Il Domani in quel caso, e componenti della magistratura. Oggi nel caso Bellavia il fenomeno è ancora più grave. Perché Il Domani è il giornale di proprietà di un privato ancora potente come De Benedetti mentre Report è una trasmissione della Rai. E la proprietà della Rai dovrebbe essere di noi cittadini in quanto servizio pubblico.
Crans e l'inferno della sicurezza
Sulla tragedia di Crans-Montana, le parole più ferme, vere e fondate le ha pronunciate l'ambasciatore italiano in Svizzera, sostenendo che in Italia i proprietari di quella strana discoteca sarebbero stati subito arrestati. Per il resto mi sembra che dai media italiani e dalla stessa opinione pubblica non sia salito e non sia stato espresso quel moto di indignazione che si sarebbe ampiamente diffuso se la stessa tragedia fosse avvenuta in una località di montagna in Italia.
Lo spirito del "Mattarellismo"
In quella sorta di trattato di sintesi sul senso della Repubblica a ottant'anni dalla nascita, che è stato il discorso di fine anno del Capo dello Stato, ci sono alcuni aspetti che per ragioni di tipo politico-istituzionale evidentemente il presidente Mattarella non poteva cogliere ed esplicitare. Il primo riguarda l'evoluzione delle sigle politiche negli anni della Repubblica.
L'area grigia che aiuta questa sinistra islamica
Anche a Pitigliano, splendido piccolo borgo della Maremma toscana, dove c'è una piccola sinagoga ebraica (e ormai la tradizionale comunità ebraica si è ristretta solo ad una singola signora), ci sono quattro militari in veste antiterrorismo a presidio della sinagoga. Giusto così, di questi tempi tristi per qualsiasi simbolo dell'ebraismo in Italia. Ma ciò evidenzia quanto sia forte e diffuso il clima anti ebraico.
Passione sinistra per le icone
Non so quanti e quali esponenti della sinistra più o meno estrema risponderanno ai dieci precisi, puntuali, plastici e puntuti quesiti sul caso Hannoun e sul caso Albanese posti dal direttore Cerno nel suo editoriale di domenica. Per ora provo a dare una risposta di sintesi di massima io, che di sinistra nono sono, a parte di quei quesiti.
Un nuovo patto sociale contro il "landinismo"
È ormai chiaro che il "landinismo" è la malattia senile di certo sindacalismo. Ma le vere conseguenze economico sociali del signor Landini non sono state sin qui ben esplorate. Secondo gli artt. 39 e 40 della Costituzione e secondo la nostra costituzione materiale, la vera funzione dei sindacati dovrebbe essere soprattutto quella della contrattazione collettiva. Landini e la sua Cgil non sembrano invece molto presi dalle brighe di una sana contrattazione collettiva.
I valori liberali offesi dai centri sociali
Indro Montanelli e il gruppo di fondatori di questo giornale si ritrovavano proprio sulla base dei valori fondanti dello Stato Liberale: tutela della libertà, della proprietà, della sicurezza e giustizia giusta. Ebbene, fenomeni come quello degli assalti alla città di Torino promossi dal centro sociale Askatasuna e fenomeni analoghi da parte di qualcuno degli altri tra 126 centri sociali attivi in Italia, configurano invece ferite fondamentali a questi valori.
Il bipolarismo sbilenco e l'anatra zoppa di Elly
È ormai chiaro che il sistema politico italiano si è attestato su un modello di "bipolarismo zoppo". Da ultimo ciò è emerso nel dibattito alla Camera su Europa e Ucraina che ha visto ovviamente una mozione unica da parte del centrodestra e ben sei mozioni da parte dei vari gruppi della sinistra. Questo evidenzia che, come già si era compreso, Schlein è sostanzialmente un'anatra zoppa. E il bipolarismo italiano si configura come una sorta di "bipolarismo imperfetto zoppo".
Un po' di liberismo fa bene a tutti
Come noto Meloni, che dopo oltre 3 anni di governo mantiene un alto indice di gradimento fra i cittadini, ha vinto nei giorni scorsi il premio Thatcher. Un premio di buon auspicio perché Thatcher (nella foto) governò per ben 3 legislature. La convergenza di fondo fra Thatcher e Meloni è che entrambe hanno un'impronta conservatrice con toni e tinte nazionalpopolari.
Una flat tax per fare più figli
Mentre Landini prova ad occupare le piazze, sperando che il piazzismo possa diventare una sorta di piazzocrazia, mostra di non avere la minima idea di quelli che sono i veri nodi del Paese. La scena sociale italiana è infatti oscurata da due ombre pericolose per il futuro del Paese che Landini non conosce: la bassa natalità e la condizione dei giovani.
La frustata di Trump e i limiti delle élites Ue
Se ci si sforza di pensare positivo perfino un europeista incallito come chi scrive può cogliere i lati positivi che ci possono essere in quella sorta di bullizzazione e disconoscimento del ruolo dell'Europa da parte di Trump: "in decadenza e con leader deboli". Una vera e propria frustata che per certi aspetti può essere perfino benefica e indurre le classi dirigenti europee a una seria riflessione ed autocritica.
Il rischio della "percentualcrazia"
La questione della legge elettorale, a mò di araba fenice, è risorta in questa fase dalle ceneri. D'altronde, in Paesi come l'Inghilterra, la Francia, la Germania, vige da sempre lo stesso sistema elettorale, mentre l'Italia è il Paese europeo che ha cambiato più leggi elettorali in tutto il periodo della Repubblica. Ci sono però oggi almeno tre ragioni che richiedono l'esigenza di una nuova legge elettorale appropriata.
Come declinare la parola "merito"
Caro Direttore, l’Academy di cultura e politica Giovanni Spadolini-Accademia del talento è basata sul rilancio e sulla valorizzazione del principio e del fattore del merito. Ciò che è indispensabile specie per il nostro settore pubblico in cui il valore del merito è diventato un po’ una sorta di «milite ignoto», nonostante sia un valore previsto dalla Costituzione.
Il governo Meloni e l'esigenza di affermare il valore del merito. L'opinione di Tivelli
Per dare ossigeno al sistema politico e sociale è necessario iniettare dosi maggiori di concorrenza. E se da quasi trent’anni l’Italia non cresce è anche questo il motivo.
Il nodo astensionismo. Non governa il popolo. È la “percentualcrazia“
Da molti giorni si piazzano cartelli di “lavori in corso” in varie regioni italiane che si avviano verso il voto. E non meno ampi sono i lavori in corso tra i leader politici. Con Schlein che è convinta di aver trovato il campo largo pagando prezzi altissimi al furbissimo Conte. Nessuno sembra però fare i conti con gli elettori. Tanto più che le regioni, specie nel centro-sud, sono state uno dei più grandi fallimenti dell’Italia repubblicana, ripiene di lottizzati e inefficienze.
Talento e merito. Così l'Italia può tornare protagonista. L'intervento di Tivelli
Occorre, come ha già annunciato la presidente Meloni nel suo discorso di insediamento alle Camere, rilanciare il valore del merito, inseparabile da quello della concorrenza, per creare un tessuto economico-sociale vivace, attrattivo, competitivo e dinamico.
I dazi umorali di Trump e il rischio di un disordine globale. La lezione di Einaudi e Patuelli
Luigi Tivelli e Francesco Subiaco, presidente e vicesegretario generale dell’Academy Spadolini del Talento, leggono le parole del presidente dell’Abi, Antonio Patuelli, che ha evidenziato i rischi di logiche neo-protezioniste che non solo spaventano l’economia produttiva, ma creano profondi pericoli per i Paesi che li fanno e li subiscono 28/07/2025 Le tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico (e non solo) prodotte dalle politiche dei “dazi umorali” degli Usa di Donald Trump hanno...
Patuelli e il sistema bancario italiano da Einaudi ai nuovi statalismi finanziari. Il commento di Tivelli
Nel suo discorso dell’11 luglio, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli ha rilanciato un’etica economica ispirata a Max Weber, incentrata su concorrenza, responsabilità e libertà. Un messaggio contro statalismi e dazi, in nome di un capitalismo più cosciente e democratico 14/07/2025 Pochi si sono accorti del taglio weberiano della relazione del presidente dell’Abi Antonio Patuelli dell’11 luglio a Milano.
Cent'anni di Giorgio Napolitano. Il ricordo di una grande coscienza repubblicana
Nel 1976, appena ventunenne e responsabile economico della Federazione Giovanile Repubblicana, scrissi un editoriale critico sulla legge Anselmi. Giorgio Napolitano, allora responsabile economico del Pci, ne fu contrariato. Anni dopo, da Presidente, ricordava ancora quel giovane audace: segno della sua memoria e del suo rispetto per il confronto 04/07/2025 Si sono svolte in questi giorni importanti celebrazioni per il centenario dalla nascita dell’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Governo forte, Parlamento e Schlein deboli
Esplora: Giorgia Meloni Elly Schlein governo parlamento Condividi: Perché la sostanziale investitura popolare diretta dell'esecutivo Meloni è stata una novità politica Luigi Tivelli 07 giugno 2025 a a a Con un editoriale plastico e incisivo sul Tempo del 6 giugno («Il senso di Giorgia per le urne»), il direttore Tommaso Cerno scrive che nella sostanza la novità politica istituzionale del governo Meloni è che se il governo finisce, finisce anche la legislatura.
Il bianco e il nero dei social. Discutiamone! La proposta di Tivelli
Sarebbe il caso di aprire, un confronto a tutto campo, un serio dibattito sulla ricerca di soluzioni possibili sulle questioni che vengono dal mondo dei social. Proviamoci! La proposta di Tivelli 07/06/2025 “Spegniamo la luce agli hater”. Pino Pisicchio con la consueta finezza, intelligenza politica, sociale e giornalistica ha colto alcuni nodi di fondo che stanno dietro la questione dell’ormai famoso professore odiatore sui social.
Trump il picconatore e i daziati. Il commento di Tivelli
Gli affondi di Cossiga erano tesi a cambiare il sistema politico. Quelli del presidente statunitense, invece, stanno riscrivendo l’economia mondiale. Il commento di Luigi Tivelli 25/05/2025 E così, alla data del 23 maggio, i dazi previsti per l’Europa dal “daziatore seriale” Donald Trump sono al 50%. Tranquilli, perché il presidente statunitense ha inaugurato una nuova tipologia: i “dazi umorali”.
Tutti i dubbi di Matteo Renzi sui referendum
Esplora: Matteo Renzi Italia Viva referendum Condividi: Perché le posizioni del vicepremier sono più vicine a quelle di Meloni che di Schlein Luigi Tivelli 22 maggio 2025 a a a La recente intervista di Matteo Renzi al Tempo aiuta a cogliere "il grano e il loglio" che stanno dietro la questione dei referendum relativi al lavoro. Per essere plastici e chiari quella del Jobs act è l'unica riforma vera lasciata al Paese da Renzi.
Funerali Papa, la parata dei vecchi big. La strana coppia Conte-Draghi con l'intramontabile Casini
Esplora: Funerali Papa Giuseppe Conte Mario Draghi Condividi: Sullo stesso argomento: Luigi Tivelli 27 aprile 2025 a a a "No ad una democrazia a bassa intensità» ed «attenzione all’astensionismo». Questo l’appello da Genova, in una celebrazione solenne del 25 aprile, del presidente Mattarella. Ebbene, dando un’occhiata alla tribuna autorità della celebrazione del funerale del Papa c’erano anche le ex autorità istituzionali italiane che avevano detenuto ruoli istituzionali chiave negli anni scorsi.
Daziocrazia, si risponde negoziando
Esplora: Dazi Donald Trump Condividi: Sullo stesso argomento: Luigi Tivelli 05 aprile 2025 a a a «Basta un battito d'ali di una farfalla a New York per scatenare temporali a Tokyo». Era questa la metafora più iconica del senso e delle interconnessioni della globalizzazione. Per chiudere porte e finestre della globalizzazione siamo, però, passati dalle «farfalle» ai «calabroni». Trump è, infatti, sostanzialmente un «picconatore» che a muso duro ha deciso di picconare l'ordine economico mondiale.
Follower o cittadini? La democrazia ai tempi delle big tech
Esplora: big tech follower social Tivelli Condividi: Sullo stesso argomento: Luigi Tivelli 22 marzo 2025 a a a Big State, big tech, large algorithm, small citizen. Sembra questa la sintesi della condizione della vita democratica in questa fase. La democrazia e il senso della cittadinanza, infatti, non se la passano molto bene in tante aree dell'occidente.
In Italia servirebbe una rivoluzione liberale, ma chi la fa?
Ci sono movimenti interessanti nell’area liberale. La giornata di fondazione del Partito Liberaldemocratico e altri fermenti che si agitano nell’ambito di questo filone politico contribuiscono a segnare in qualche modo l’attenzione al risveglio del pensiero liberaldemocratico.
Dazi interni e liberalizzazioni fasulle: quello che i libdem italiani non vedono
Ci è voluto Mario Draghi dalle colonne del Financial Times per scoperchiare la pentola dei troppi dazi interni all’Unione europea, che pesano già di più di quanto potranno pesare i nuovi dazi esterni. Ci vorrebbe invece un novello Ernesto Rossi per scoperchiare la pentola dei dazi interni al sistema economico sociale italiano. Dazi che contribuiscono anche, tra l’altro, ad aumentare le bollette dell’energia.
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