Perdite che ammontano a milioni di barili di petrolio e miliardi di metri cubi di gas. È la conseguenza più immediata della guerra nella regione del golfo Persico, snodo mondiale della produzione e del trasporto di idrocarburi. Ovvero “la più grande minaccia alla sicurezza energetica mondiale di tutta la storia”, secondo le parole del direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol.