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Articles by Sabino Cassese
La politica orfana del metodo
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Una politica che parla ma non ascolta
Una politica sempre più loquace e sempre meno capace di ascoltare. Parla ogni giorno, commenta tutto, promette molto. Ogni avvenimento produce una dichiarazione, ogni disagio un bonus, ogni protesta una misura, ogni sondaggio un nuovo messaggio. Ma proprio questa continua occupazione del presente rischia di far perdere di vista i problemi profondi del Paese. Il paradosso è che quei problemi non sono nascosti.
L’incerto futuro dei partiti
«Abbiamo dovuto a poco a poco abituarci a vivere senza un saldo terreno sotto i piedi, senza diritti, senza libertà, senza sicurezza», scrive Stefan Zweig ne Il mondo di ieri, pubblicato postumo nel 1942. In circostanze profondamente diverse, potremmo riconoscere oggi qualcosa di quel sentimento: la difficoltà di fare affidamento sulla continuità delle cose.
America, la nostra illusione
Quando e perché l’Europa ha iniziato a coltivare il mito dell’America come maestra di democrazia e guida dell’Occidente? La risposta a questa domanda è più urgente ora, per il riaffacciarsi di guerre e di minacce di guerra e per la ripresa dell’espansione russa verso occidente, avviata già tra la fine del Seicento e il Settecento e culminata, in quella fase, nelle spartizioni della Polonia; una direttrice ripropostasi dopo la Seconda guerra mondiale.
Burocrazia ardua da riformare
«Tra il 2023 e il 2025 abbiamo assunto 640 mila persone. Sono in programma altre assunzioni. Ne faremo altre 200 mila, 250 mila nel 2026. Da qui a cinque-sei anni dovremo sostituire un milione di dipendenti pubblici che matura i requisiti per la pensione» (6 maggio 2026). «Nel 2026 contiamo di assumere tra le 200 mila e le 250 mila persone»; «un milione di assunzioni nei prossimi 6-7 anni» rappresenta l’obiettivo necessario per garantire il ricambio generazionale nella Pa (23 maggio 2026).
As redes como figuras organizativas de colaboração
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I diritti e la Carta inattuata
Singolare destino quello della Costituzione italiana. Ha quasi ottant’anni e resiste bene. La Costituzione tedesca, di poco più giovane, e con numerosi articoli «eterni», cioè immodificabili, è stata modificata tre volte di più di quella italiana. Tuttavia, alcune forze politiche, a sinistra, si propongono di costituire una «alleanza per la Costituzione», in qualche modo appropriandosene, come se la Costituzione non fosse di tutti.
Senza politica vincono gli slogan
È il momento della diaspora. A destra, un altro politico improvvisato; al centro e a sinistra, qualche neofita della politica e politici di lungo corso si dànno da fare per aumentare il già numeroso mondo dei partiti. Sono una ventina i partiti che hanno rappresentanti in Parlamento. Ora si aggiunge a destra Futuro nazionale.
La crisi (silenziosa) dello Stato
Uno dei segni più preoccupanti della crisi odierna dello Stato è rappresentato dalla tendenza di alcuni corpi dello stesso Stato a costituirsi come gruppi di pressione nei confronti del Parlamento e del governo. Così istituzioni che sono parte dello Stato operano allo stesso modo di associazioni ed altri organismi privati.
Il nuovo imperialismo di Russia, Cina e America cambia le regole del mondo
Si è chiusa da tempo l’epoca delle ambizioni universalistiche, eppure gli stati nazionali oggi devono confrontarsi con un mondo dominato di nuovo da logiche imperiali.
L'America che perde se stessa
Aggredisce altre nazioni, non rispetta trattati e diritto internazionale, ignora la distinzione tra sfera pubblica e sfera privata, non ascolta le opinioni della minoranza, non rispetta la vita delle persone, esercita il potere in modo arbitrario, assume e licenzia collaboratori, si vale di familiari per l’esercizio di funzioni pubbliche, polarizza lo spazio pubblico: come spiegare il fenomeno Trump?
Come si prepara una Costituzione
Esercizi di lettura /8 I primi passi nel 1945-46. I timori di alcuni settori della borghesia la cui mente, alla parola Costituente, correva alla Rivoluzione francese. La ricerca degli “esperti”, l’istituzione di un ministero competente. Le memorie di Nenni e Giannini Ultimo aggiornamento: 09:00 AM Luigi Einaudi (1874-1961) terminò nel maggio 1955 il suo compito di presidente della Repubblica.
La democrazia in sofferenza. Qualche idea per riparare l’Italia
L’arretramento della politica e il fossato che si apre tra governo e società. Un libro con i rapporti alla mano Il giudice emerito della Corte Costituzionale Sabino Cassese al salone del libro di Torino (foto Getty Images) “Come si misura una democrazia. Proposte per riparare l’Italia” (Solferino editore, 288 pp., 19 euro) è il titolo del nuovo saggio di Sabino Cassese, da oggi in libreria. Pubblichiamo di seguito alcune pagine tratte dall’introduzione.
Un anno di scelte possibili
Che cosa ha fatto il governo e che cosa dovrebbe fare nel tempo che resta, poco più di un anno? Sono interrogativi proposti più volte in questi giorni, dopo l’esito negativo del referendum. La risposta alla prima domanda è stata in generale negativa.
Una carta miope e presbite
esercizi di lettura /7 La Costituzione deve vedere lontano, diceva Calamandrei. E il testo in effetti contiene norme che guardano al futuro, ma è anche miope: non riconosce i segni di crisi del parlamentarismo.
Il fossato tra Stato e società
Che cosa accade alla democrazia e alla politica italiane? L’Italia ha impiegato 85 anni, dal 1861 al 1946, per conquistare il suffragio universale, ma solo 39 anni, dal 1983 al 2022, per perdere un terzo dell’elettorato. In prospettiva storica, ci sono voluti 85 anni per far combaciare il Paese reale con il Paese legale, ma nella metà del tempo si è fatto un balzo indietro, perché i cittadini che avevano conquistato il diritto di votare non si recano alle urne.
La crise de la justice italienne
Accumulation des procédures en instance, délais de jugement, perte de confiance des citoyens et perméabilité entre la politique et la justice, le constat sans concessions dressé par Sabino Cassese appelle une profonde réforme du fonctionnement de la machine judiciaire impliquant le respect de la Constitution et un engagement ferme du législateur. LES SIGNES DE LA CRISE La justice civile et pénale est en crise en Italie depuis environ trois décennies et nombreux sont les signes de cette crise.
Dallo Stato macchina ai poteri fluidi
Google creative commons esercizi di lettura /5 Donald Trump alla Casa Bianca sta trasformando il potere che detiene da strutturato a fluido, da pubblico a privato, da preordinato a improvvisato. Un andamento opposto caratterizza la storia dal Medioevo a oggi. Tappe da ripassare Mancano i maestri che ci aiutino a capire il finimondo (così l’ha definito Bruno Vespa nel suo ultimo libro: Finimondo. Come Hitler e Mussolini cambiarono la storia.
Le difficoltà delle democrazie
Matthias Stomer, "Giovane che legge a lume di candela", c. 1630, Museo nazionale, Stoccolma (foto Heritage Images via Getty Images) Esercizi di lettura /4 Cittadini scontenti: cresce l’astensionismo elettorale, calano gli iscritti ai partiti. I processi decisionali sono lenti, le derive “illiberali” in aumento.
La povertà della politica
A causa delle astensioni, gli elettori si sono quasi dimezzati. Gli iscritti ai partiti si sono ridotti a un quarto di quelli che erano in passato. L’indice di frammentazione dei partiti è aumentato. I partiti non riescono a intercettare la domanda dell’elettorato e a mettere insieme le divergenti aspirazioni delle diverse componenti delle coalizioni. Che succede al sistema politico italiano? Come si sta trasformando la politica nel nostro Paese?
Le tare dello stato italiano e i diari di Bottai e Nenni
Dai commenti di Bismarck allo stupore dell’industriale Sinigaglia che al ministero trova “un caos fantastico”: i difetti, congeniti e di sviluppo, e la sfiducia costante nella burocrazia Leggere è camminare nel tempo.
Lo Stato camaleonte. Quattro libri su un'istituzione che cambia pelle e torna protagonista
Berthe Morisot - La Lecture (1873) Esercizi di lettura /2 Avevamo dato per morti gli imperi perché soppiantati dagli Stati, e per moribondi gli Stati perché soggiogati dalla globalizzazione. Ma gli Stati cambiano aspetto. Quattro voci per capire come stanno riprendendo quota Un vecchio insegnante, a chi gli chiedeva consigli di lettura, usava indicare innanzitutto un metodo per la scelta.
Uno Stato capace di agire
In circostanze storiche come quelle che stiamo vivendo ci si rende conto di quanto sia importante avere uno Stato pronto ad agire, capace non solo di rispondere ai bisogni quotidiani dei cittadini, ma anche alle scosse improvvise che vengono da fuori.
La guerra, la forza, il potere e gli imperi
Perché i conflitti prevalgono sulla pace e i potenti sui deboli? Perché ci si interroga sul destino della democrazia? Le tempeste del presente pongono di nuovo domande antiche: la voce di qualche classico può aiutarci a rispondere Loci communes si chiamano detti, proverbi, idee, pensieri, estratti da testi a stampa e spesso messi insieme in zibaldoni.
Nella morsa di una duplice crisi
Da quando, 80 anni fa, la Carta delle Nazioni Unite ha proibito il ricorso alle guerre, vi sono stati nel mondo circa 200 conflitti bellici. Da quando, 20 anni fa, è stato avviato il programma delle Nazioni Unite per promuovere la democrazia, in circa 50 Paesi la democrazia è arretrata. Ma mai era accaduto quello che ora succede, e cioè che le due crisi, quella del diritto internazionale e quella della democrazia, si intrecciassero. Questa è la peculiarità della situazione odierna nel mondo.
I cartelli sintomo di degrado
Il 23 e il 30 dicembre scorso, al Senato e alla Camera, al momento dell’approvazione del bilancio, molti parlamentari si sono levati in piedi mostrando alle telecamere cartelli nei quali era scritto «disastro Meloni» e «voltafaccia Meloni». Si tratta di un uso invalso da un quindicennio, proibito dai regolamenti parlamentari come manifestazione estranea al dibattito e non conforme alla dignità del Parlamento.
Giganti disuguali
Joseph Nye, uno dei più influenti studiosi delle relazioni internazionali e collaboratore del presidente Clinton, riteneva che l’ordine mondiale si sarebbe evoluto in modo incrementale, dando sempre più spazio al «soft power». La realtà sta andando rapidamente in direzione diversa. Per capire quale ordine mondiale si prepara è importante soppesare le dimensioni dei diversi protagonisti, le loro strategie e la durata delle loro politiche.
Il rifiuto delle urne
La fuga dalle urne, il non voto, una volta fenomeno marginale, è divenuto strutturale. Per circa trenta anni della storia repubblicana ha votato il 93 per cento degli aventi diritto al voto. Poi, per un quindicennio, l’87; più tardi il 73; alle elezioni politiche del 2022 quasi il 64; ora, nelle elezioni regionali dei giorni scorsi, una minoranza, tra il 42 e il 45 per cento.
L’Italia repubblicana: il patrimonio della sua storia
Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto all’inaugurazione dell’Anno accademico della Scuola alti studi di Lucca -Imt, che ha coinciso con il ventesimo anniversario della fondazione dell’Ateneo. Nell’occasione è stato conferito il dottorato di ricerca honoris causa in "Cultural systems" a Sabino Cassese, giudice emerito della Corte costituzionale, che ha tenuto una lectio magistralis dal titolo «L'Italia repubblicana: il patrimonio della sua storia»..
La giustizia e le tre domande
«Approvate il testo della legge costituzionale “norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, approvato dal Parlamento in seconda votazione a maggioranza assoluta, ma inferiore a due terzi dei membri, e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 253 del 30 ottobre 2025?». Questo è il quesito referendario a cui saremo chiamati a dare una risposta nella primavera prossima. Non dobbiamo dare un voto a questo o a quel governo, e neppure alla magistratura.
Lo stato e gli statali
FOTO Google Creative Commons rapporti alla mano/30 Quanti sono, come sono cambiati e come sono distribuiti gli addetti agli organismi pubblici in Italia. Una rilevazione non facile: tante le carenze nei dati raccolti dall’Istat e dalla Ragioneria generale Ci si chiede spesso che cosa sia lo Stato. I giuristi rispondono che è la somma di un territorio, di una popolazione e di una entità sovrana, la persona dello Stato.
Lo Stato costa e frena la crescita: tre proposte per cambiare
Una manovra di bilancio prudente, quella del governo, che va nella direzione giusta, è utile a tenere i conti in ordine, e che rispetta i vincoli europei. Un grande debito pubblico non è solo un corridoio lungo e stretto, ma è anche un’importante lezione di temperanza. Chi non la osserva, finisce innanzi al giudizio inesorabile dei mercati: investitori e risparmiatori sono più severi degli elettori perché giudicano con la tasca, non con la testa. Ma si poteva fare di più?
L’ordine mondiale in crisi
Si era passati dal bilateralismo al multilateralismo; ora si sta tornando indietro. Il baricentro del mondo era in Occidente; ora si sta spostando in Oriente (del tramonto dell’Occidente scriveva già nel 1918 Oswald Spengler). Da un ordine fondato sulle regole, si sta tornando a un ordine fondato sul potere. Il mondo si stava evolvendo in modo incrementale verso l’interconnessione (Joseph Nye); ora questa evoluzione è stata interrotta dal ritorno sul proscenio dei grandi Stati.
La disaffezione per la politica. I dati dell'Istat e qualche idea per invertire la tendenza
Ansa RAPPORTI ALLA MANO/29 Sfiducia e disinteresse. In Italia non è in calo solo l’affluenza alle urne, è diminuita anche la partecipazione invisibile, fatta di informazione e discussione. Che cosa si può fare per aumentare il senso di appartenenza alla collettività? Tra il 2003 e il 2024, si è osservato un calo generalizzato della partecipazione invisibile (informarsi e discutere di politica).
Le tre idee per governo e opposizione
Lo stato attuale di belligeranza tra maggioranza e opposizioni logora la democrazia, non la arricchisce. Competizione politica non vuol dire farsi la guerra, ma cercare maggiore seguito nell’opinione pubblica. L’interlocutore delle forze politiche, il giudice di ultima istanza, è l’elettorato.
Regioni, un'istituzione da ripensare
Si è conclusa la vicenda delle candidature della sinistra alle presidenze regionali. Il regionalismo ne esce bene, perché i tre candidati hanno buone esperienze amministrative e due ottimi passati professionali. Non ne esce bene, invece, la democrazia, per diversi motivi.
La giungla chiamata burocrazia
Ci preoccupiamo tanto dei dazi imposti da Trump, non delle barriere interne, quelle che producono la «mostruosa piovra giuridico- amministrativa», la «giungla burocratico- amministrativa», responsabile della lentezza del decidere e del realizzare, di cui ha scritto su questo giornale Ernesto Galli della Loggia il 9 e il 22 agosto scorso. Perché si è prodotta questa giungla? L’Italia ha in comune con le altre democrazie mature l’estrema complessità dell’organismo amministrativo.
Cosa ci dice quell’incontro tra i due zar
Trump, 79 anni, imprenditore immobiliare, al secondo mandato come presidente degli Stati Uniti, e Putin, 72 anni, al potere come primo ministro e come presidente della Russia da 26 anni, sono due tipici rappresentanti di quella che, nel suo ultimo libro, Giuliano da Empoli ha chiamato «l’ora dei predatori». Il libro è uscito in Francia con il titolo «L’heure des prédateurs», edito da gallimard 2025.
Meno dipendenti, stipendi più alti
Con la denatalità si riducono anche gli utenti dei servizi pubblici (la scuola ha perduto il 4 per cento dei suoi studenti nei soli ultimi tre anni). La digitalizzazione consente di affidare alle macchine una parte del lavoro una volta svolto dagli uomini e l’introduzione dell’intelligenza artificiale accentua questa sostituzione. Sul mercato del lavoro, l’offerta di posti supera la domanda, come mostrato da molti indicatori.
La Ue e il bilancio: un gigante dai piedi d'argilla
Lo scorso 16 luglio la Commissione europea ha presentato il «quadro finanziario pluriennale» 2028-2034, per assicurare l’ordinato andamento della spesa nell’ambito delle risorse proprie, come dispone l’articolo 312 del Trattato sul funzionamento dell’Unione. Riguarda sette anni e deve essere approvato, nel prossimo anno e mezzo, all’unanimità dal Consiglio e a maggioranza dal Parlamento europeo.
Dazi, Usa e Ue devono dialogare
Ha fatto bene la presidente della Commissione europea, e con lei la presidente del Consiglio italiana, a decidere di negoziare con gli Stati Uniti, evitando ritorsioni commerciali come i dazi reciproci, scongiurando una guerra commerciale tra i due lati dell’Atlantico, continuando il dialogo, mentre studia contromisure, non solo perché mostrare i denti non serve, ma anche per tre altri motivi. Primo: non è chiaro quello che il presidente Usa mette nel conto.
Quei limiti ai poteri
Il presidente Trump ordina la deportazione degli immigrati, limita la libertà della ricerca, licenzia dipendenti pubblici, ordina e minaccia interventi militari, oscilla continuamente tra annunci e ritrattazioni, tutto questo senza espresse autorizzazioni parlamentari. È la prima volta che accade nella bicentenaria storia della democrazia americana? Si può dire che siamo in presenza di una torsione autoritaria o che riprendono vigore i germi di totalitarismo insiti in quella democrazia?
I grandi corpi dello stato. I ruoli del Consiglio di stato e della Corte dei conti (che oggi è in crisi)
Foto ANSA Rapporti alla mano/28 Istituzioni che sono ancor più necessarie oggi perché i poteri statali all’interno si sono pluralizzati.
Il quorum e la difesa del sistema
Perché nel 1946, al referendum sulla scelta tra monarchia e repubblica, si recò alle urne l’89 per cento degli elettori, mentre ora i votanti sono stati, in Italia, poco più del 30 per cento? Dobbiamo preoccuparci perché meno di un terzo degli elettori è andato a votare, non facendo così raggiungere il quorum?
Un elogio inattuale dei partiti
Una società libera non può vivere senza partiti, ha scritto nel 1840 il maggiore studioso della democrazia moderna, Alexis de Tocqueville. Se i partiti — come sta accadendo in quasi tutte le democrazie — si sfaldano e svaniscono, chi mantiene i legami tra società e Stato? Vi sono elezioni sempre più frequenti, ma queste non bastano, anche perché quasi ovunque l’astensionismo cresce.
Come funziona il governo
Non solo Consiglio dei ministri. Indagine su quello che oggi è il motore stesso dello Stato, che dirige la politica, funge da comitato direttivo della maggioranza parlamentare e guida l’amministrazione Chiamiamo governo, in senso stretto, il Consiglio dei ministri.
Correcciones epistocráticas de la democracia
Ayuda Buscar en la ayuda Buscar en la ayuda Correcciones epistocráticas de la democracia Autores: Sabino Cassese Localización: Anuario iberoamericano de buen gobierno y calidad democrática, ISSN-e 3020-8378, Nº. 2, 2025, págs. 457-459 Idioma: español Enlaces Texto completo Resumen La democracia representativa nació como una forma epistocrática y así se mantuvo durante mucho tiempo, primero en la antigüedad y luego en todo el período del sufragio limitado.
L'oscurità delle leggi ci fa male
Se le leggi dei trent’anni passati fossero state chiare, il prodotto interno lordo italiano sarebbe ora più alto di almeno il 10 per cento. Questa è la stima, per ora provvisoria, fatta da un gruppo di valenti economisti del Politecnico di Milano e dell’Istituto Einaudi per l’economia e la finanza guidati da Luigi Guiso e da Claudio Michelacci, che hanno misurato la qualità della scrittura delle leggi e ne hanno stimato gli effetti economici.
Numeri e dati per capire com'è governata l'Italia
(Foto di Maryna Yazbeck su Unsplash) Rapporti alla mano / 26 La capacità di guidare l’organismo pubblico si può misurare, sia in rapporto a domande e attese dei cittadini, sia comparandola con quella di altri paesi. E’ quello che fa il Rapporto sulle politiche regolatorie 2025 dell’Ocse Il successo dei governi dipende dalla loro capacità di guidare l’organismo pubblico.
L'America e i suoi tre paradossi
La presidente del Consiglio dei ministri italiana incontra domani a Washington il presidente degli Stati Uniti. Quest’ultimo, con uno stile che ricorda quello di un suo predecessore di due secoli prima, Andrew Jackson, ha già deciso una serie di aumenti di dazi di cui ha poi in parte sospeso l’efficacia, per breve tempo.
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